
La vita è come andare in bicicletta, se vuoi stare in equilibrio devi muoverti!!!
Albert Einstein
Una mia amica mi ha mandato questa mail...
È nella mia convinzione idealista, forse ingenua di studente di filosofia pensare che le parole, i libri, le idee possano cambiare il mondo, cambiare la vita delle persone, sovvertire gli ordini.
Il pensiero come azione!!
I libri rompono muri, le parole fanno cadere governi, le idee distruggono tradizioni millenarie.
È ingenuità pensare questo?
Certo, se il pensiero, il verbo e le idee non potessero nulla, se fossero così insignificanti perché perseguirli?
Perché far bere la cicuta a Socrate, imprigionare Campanella o bruciare Giordano Bruno?
La verità è che l'ordine costituito, la chiesa, lo stato, la società lo sanno! Sanno come i pensieri possano essere criminali pericolosi e come vadano direzionati censurati comprati se è necessario.
Questo brano di “Camere Separate” scritto da Tondelli che negli anni ottanta non immaginava di poter essere attuale nel 2007, mi ha fatto aprire gli occhi dopo una lunga cecità, mi ha svegliato dopo un lungo sonno.
Ho capito che significa legittimare un amore, dare un valore giuridico sociale ad una coppia. Questo è alla base di un paese civile, non progressista o laico, ma soltanto civile nella maniera più elementare.
E sempre nella mia condizione idealista e ingenua, credo che basti un brano di un libro per far cambiare le cose. Ma la storia, le rivoluzioni sociali hanno un altro tempo e ancora molto inchiostro molte parole e molti pensieri servono prima di poter muovere la macchina delle rivoluzioni sociali.
Due uomini si amano uno dei due sta morendo.
<<...Leo non si sarebbe mai aspettato di trovarlo così sfiancato. Dimagrito in modo osceno, quasi mummificato.
Il volto scavato, tirato sugli zigomi.......Del Thomas che ha conosciuto restano solo gli occhi, se possibile ancora più grandi più larghi, più neri. Sono due buchi neri spalancati sul volto e che sembrano ossessivamente ripetere una sola cosa: ”Non posso credere che stai succedendo proprio a me “......
<< Ho avuto paura di morire >> sussurra Thomas guardando fisso davanti a se...
<<Tu stai bene vero?>>…..Leo è imbarazzato per la propria integrità fisica. Vorrebbe dire, no, non sto per niente bene amore, ma capisce che deve essere coraggioso.......
Allora sente il bisogno di toccarlo in modo diverso. Gli scopre le gambe le accarezza lentamente...
Il padre rientra.
Leo capisce che deve andarsene. Thomas è restituito, nel momento finale, alla famiglia, alle stesse persone che l'hanno fatto nascere e che ora, con il cuore devastato dalla sofferenza, stanno cercando di aiutarlo a morire. Non c'è posto per lui in questa ricomposizione parentale.
Lui non ha sposato Thomas, non ha avuto figli con lui, nessuno dei due porta per l'anagrafe il nome dell'altro e non c'è un solo registro canonico sulla faccia della terra su cui siano vergate le firme dei testimoni della loro unione.
Eppure per oltre sei anni si sono amati con passione, hanno vissuto insieme...Hanno scritto insieme,hanno suonato, hanno ballato. Si sono azzuffati, si sono strapazzati, anche odiati. Si sono amati. Ma è come se improvvisamente, accanto a quel letto di agonia, Leo si rendesse conto di aver vissuto non una grande storia d'amore , ma una piccola avventura di collegio. Come se gli dicessero vi siete divertiti e questuo va bene. Ma qui stiamo combattendo per la vita. Qui la vita è in gioco. E noi un padre, una madre, un figlio siamo le figure reali della vita.
Leo sente allora l'incertezza della propria vita abissalmente separata dai grandi accadimenti del vivere e del morire. Come se avesse sempre vissuto in una zona separata della società.
Come se il suo star male al mondo, o il suo essere felice, il suo vagabondare, tutto si fosse svolto su un palcoscenico. Ora finiva la rappresentazione.
I padri e le madri, la chiesa, lo stato, gli uffici d’anagrafe ristabilivano il loro possesso. Riordinavano, seppellivano, consegnavano tutto alla polvere azzerante degli archivi. Tutto meno l’insignificante dolore di un ragazzo estraneo.
Leo strinse la mano al padre di Thomas. Se Thomas avesse raggiunto cinquant’anni sarebbe diventato così…..Ma Thomas sta morendo. A venticinque anni. E lui, Leo, Che ha solo quattro anni più di lui, si ritrova vedovo di un compagno che è come se non avesse mai avuto; e, a proposito del quale, non esiste nemmeno una parola, in nessun vocabolario umano, che possa definire chi per lui è stato non un marito, non una moglie, non un amante, non solamente un compagno ma la parte essenziale di un nuovo e comune destino.>>
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Quante volte mi hai detto che io ero così cinico perchè avevo visto troppa feccia. Avevo vissuto troppo in un ambiente di merda e mi ero lasciato indurire da troppa cattiveria di troppa brutta gente... Beh guardati allo specchio tu ora ne fai parte; anzi l'hai superata tutta!!!
Questo mi merito per essere stato tanto stupido. Essere ignorato, è una giusta ricompensa. Per essere stato insopportabile forse, ma per aver sperato fino infondo che un qualcosa bloccasse il tuo vero te stesso e che tutta la tua incongruente inaffidabilità fosse solo un qualcosa da dover superare e attendere che passasse. Ho sempre voluto andare più infondo e tu si che sei andato a fondo. Ti sei avvinghiato a qualcuno che sapevi un mio amico, anche se ti eri detto pronto a non farlo ma non per me, ti eri detto incapace di provare interesse per qualcuno che potesse aver mai avuto a che fare con me, anche li sei stato falso. Si anche io ti ho sbattuto sul muso un bacio dato a qualcun altro, ma quel bacio era per uno socnosciuto di cui nemmeno io volevo sapere il nome, anche nel male era stato fatto per te. Il tuo male invece non fa altro che mettermi da parte ancora una volta, come quando succedeva nel bene. Sei uscito con qualcuno che ha saputo gioire della malattia di mia madre, e hai saputo dirmi in faccia che dopotutto non era male. Hai sottoscritto anche tu quella gioia, non puoi negarlo. Dopo tutto questo io sono stato ancora una volta stupido, ti ho scritto che ti sarebbe bastato un solo gesto per rendere vano tutto il male, e riportare il bene. Mi hai risposto che quel bene eri disposto a darmelo ma non era quello che io volevo...
Mi dovete spiegare come cazzo si fa a trasformare nel giro di una settimana un (cito) "Ti Amo. Ne sono sicuro... ma non posso darti tutto quello di cui hai bisogno" in un (ri-cito) "ti darei tutto il bene, ma non come lo cerchi tu" ... Bugiardo!!!
Perchè non viene progettato un meccanismo satellitare per cui si innesca un dispositivo che fa esplodere i bugiardi quando dicono cazzate tali da compromettere il benessere di qualcun altro?
Ora mi ignori, ma perchè allora non riesco ad odiarti?
E' strano dirlo, ma io ho VINTO. Tutto si è confermato, quesa volta la sfera di cristallo è arrivata puntuale. E' triste, ma io vinco. Buon per Me!!!
A che cazzzo serve spiegarsi se poi i risultati sono sempre gli stessi?
Ultimo Giro, Ultima Corsa:
L'UNICO BENEDETTO MODO PER NON PERDERE QUALCUNO E' NON PERDERLO. NON LASCIARLO ANDARE!!!, IN TUTTI I MODI POSSIBILI IN CUI SI PUò VEDERE, DA TUTTI I PUNTI DI VISTA POSSIBILI NEL GLOBO TERRACQUEO, QUESTO E' L'UNICO MODO... HO DETTO TUTTO!!!
Il diamante, dal greco adamas (inconquistabile), è il materiale naturale più duro che l'uomo conosca, costituito da un complesso reticolo cristallino di carbonio in cui gli atomi sono disposti in strutture tetraedriche impiegando ognuno dei quattro elettroni ad esso disponibili per la formazione di legami chimici: forti. Il diamante viene considerato puro quando, a 10 ingrandimenti, non presenta inclusioni visibili.