Barcellona offre di tutto. Una città ordinata, pulita contrariamente alle aspettative, con tanti giovani provenienti da tutto il mondo. Arte, divertimenti, relax. Pensi che quattro giorni siano pochi per godere di una vacanza soddisfacente, eppure resti sorpreso di quanto sia facile muoversi e gestire il tempo in una città come quella. In effetti è questa la cosa che ti stupisce di più. Non sembra d'essere in una città del sud, Barcelona ha le pretese di una grande città nordica: ordinata e a misura d'uomo. Tutto questo ad un napoletano di oggi non può che far piacere. La differenza con le città del nord Europa però sta tutta nel fatto che lì a Barcellona tutto sembra essere più gioioso, più incline al divertimento... e poi il tempo aiuta molto a vivere le strade e i luoghi aperti che ti offre.
Ora voi prendete questo, declinate tutte le opportunità che avrebbe offerto una città così a un gruppo di amici che viaggiano insieme e cestinatelo, perchè nulla vi potrà offrire più soddisfazione di Barcelona se siete gay e vi piace vivere la notte. Locali che sono sempre stracolmi di stranieri provenienti da tutto il mondo e i fine settimana che cominciano di mercoledì. Ed è festa fino al mattino. Ovviamente vi dovete aiutare con qualcosa, sennò farete come me che dopo un paio d'ore a dimenarvi in discoteca, bella c'è da dirlo, potete dichiaravi cotti a puntino per tornare a casa. Se siete gay dicevo, ve ne potete fregare dei localini aperti fino a tardissimo dove si può bere e rilassarsi, divertirsi e conoscere gente. Ve ne potete fregare delle bellissime sensazioni visive che offre la città durante la notte. Ve ne potete fregare della sana ed allegra gioventù che solca le strade ridendo fino alle lacrime e trovandosi a condividere con semisconosciuti passioni, giochi, divertimento, culture e un buon bicchiere di sangria. Dimenticatevelo se viaggiate con persone "drogolose" in odore del famigerato D-boy o Souvenirs. Sono locali questi che battono tutta la concorrenza. Che ti fanno dire: cazzo io voglio vivere qui. Peccato che io queste cose non le ho viste. Scemo io se m'aspettavo tante belle bevute coi miei amici, sono proprio strano se non avevo capito il senso di questa vacanza prima di partite. Vi trovate in viaggio e ve ne dovete fregare se una parte del vostro gruppo preferisce passare del tempo da sola piuttosto che godere con voi delle meraviglie di un after consumato alle sette del mattino dopo almeno quattro ore passate in un altro locale. Sei uno sfigato se le tue capacità umane, non riescono a star dietro ai ritmi imposti da altri. Tanto se non ti sta bene e non ti vuoi fare, nessuno ti obbliga e te ne puoi stare a casa. Ve ne dovete fregare sì, e dovete affermare che se non fosse andati al D-boy la vostra vacanza sarebbe stata irrimediabilmente compromessa dalla noia. Tutto è lecito, pur di star li a permettere a una pasticca di divertirsi al posto vostro. Tutto è sacro se quella pasticca vi permette di gonfiarvi un "T VOGLIO BBENE" nel petto. Che ve ne frega di Mirò se vi dovete perdere una "stupefacente" dichiarazione d'affetto nel contesto della discoteca più bella del mondo. Che ve ne frega di Picasso a cui nessuno ha fatto caso, se puoi entrare nelle grazie di Edwin, che in questo viaggio è sembrato il migliore amico dei miei amici. Rinunciate pure a una pinta di sangria, a una buona mangiata, finanche all'ubriacarsi di risate come tutti quei ragazzi in giro per la Rambla in una delle vostre solitarie passeggiate notturne; il bello sta nello strusciarsi su fisici scolpiti in affollatissimi locali di cui, per inciso, nessuno ne nega il piacere, forse ne discute la priorità. L'amicizia è un sentimento etico ed è fatta di priorità a cui nessuno ti può educare. Non ci sono istruzioni per l'uso. L'esigenza di non imporre i tuoi ritmi agli altri, di condividersi, di condividere del dispiacersi se qualcuno dei tuoi amici non sente certe cose che per te sono tanto importanti non è qualcosa che può essere insegnato. Lo devi sentire e basta. Un solo istante passa e non torna più e per la teoria delle porte scorrevoli, quel singolo e infinitesimo istante avrebbe potuto portarti a svolte inimmaginate nella vita, se non altro a un bel ricordo. La soluzione per l'accomodarsi non può essere solo il dirsi "io faccio questo, se non ti va tu fai altro"... questo lo dici a uno dei passanti distratti che ti capitano in stanza all'ostello. Ma questo non conta, si sono messe le cose in chiaro sin da subito: voi a Barcelona forse ci siete già stati, inutile ripetersi in genuine manifestazioni di gioia e benessere, la vostra ultima notte in una città straniera e in viaggio con un gruppo di amici non la puoi perdere a ridere e a divertirti. Cazzate. Ti fai una doccia, ti cali qualcosa e ti fai venire l'ansia di dove andare a sbatterti. Un tuo amico ti dice che preferisce andare a letto, tu manco insisti nel convincerlo: tanto lui è fatto così e a te nemmeno viene in mente che magari fa così perchè sei tu che te ne freghi. Quel tipo di divertimento che solo tu hai scelto è tutto e per averlo manco ti ascolto se tu vuoi fare altro; sennò poi come faccio a dirti: caspita, ma non ti avevo mica sentito!!!
E grazie al piffero che non mi senti, manco m'ascolti!!! Però poi la tua pasticca mi vuole bene... ma davvero eh, mica per finta!!!
Ma mi spiace sei polemico. La tua mente e la tua vita, come al solito, peccano di troppe complicazioni mentali che sono solo tue. Gli altri non se li fanno di sti problemi. E grazie al piffero pure qua!!! Gli altri preferiscono farti la bella faccia e andarsene in giro da soli, e fregarsene come te di mettere al primo posto il brindare "insieme" per la fine di un viaggio fatto "insieme" e che magari ti resterà dentro la testa e nella pancia per tutta la vita. Gli altri preferiscono farsi una buona dormita al posto di stare con te e le tue chetamine!!! E conta poco se a quegli altri "gli vuoi bene" o pensi di volergliene. Se gli dedichi le tue tesi di laurea o ci condividi i tuoi momenti di sconforto, quegli altri a conti fatti e checchè se ne dica sono stati per questo viaggio solo qualcuno con cui dividere la camera risparmiando qualche soldo!!! Ma tu manco ci hai pensato, perchè se ti fossi fermato cinque minuti a pensarci avresti rischiato di perdere la coincidenza col tuo amico Edwin, che ti passa i pass per andare al BIBBOI, che è bellissim!!! e che infondo fa un piacere a tutti. E allora: EDWIN SANTO SUBITO!!! E se sei una povera frocia eretica, se non ne capisci l'importanza sono cazzi tuoi. Tu fa quello che ti pare, tanto nessuno ti obbliga, con la buona pace per gli scrupoli. Al solito ti complichi la vita e vivi male... ah già io me ne sono dimenticato loro, quelli che si divertono tutta la notte, vivono benissimo: hanno a differenza mia un mucchio di amici che nn si lamentano di loro, hanno stime condivise in giro, hanno persone che li cercano. Mica ce le hanno le ansie di notte, gli sconforti ingiustificati come me. La loro vita è serena e la mia no. Loro si che la vita la sanno vivere è così evidente. La felicità mi evità perchè sono polemico e complicato, ma loro... loro l'hanno trovata la strada della felicità!?! E' vero chi vi scrive come altri non c'è l'ha questa stima così tanto condivisa in giro, ma io posso dire di averla voluta perdere molte volte quella stima rendendomi insopportabile ai froci. Posso dire di aver voluto farmi dei nemici e sono molti. Ma dice il detto: molti nemici tanto onore!!! Ben più grave è non aver la stima degli amici, di quegli stessi con cui ti cali di tutto al BIBBOI, ma che non obbiettano niente quando mi sentono lamentarmi dei tuoi difetti, che ormai non sono più difetti ma solo un modo di vivere scialba la tua vita. Tu come altri ti lamenterai di me, ben venga tanto per te è importante divertirti al BIBBOI che è bellissm... Sono quello che sono e quello che sono ha reso pochissime volte necessarie delle scuse, molto più spesso ha reso necessarie quelle degli altri. In effetti non so nemmeno perchè mi lamento, quelle pasticche in taluni casi hanno reso migliori talune persone. Più simpatiche. M'hanno fatto "pariare", mi hanno reso più forte facendomi vedere tutto ciò che per fortuna non potrò essere. Tutto sommato io posso dire di essere me stesso sempre, con tutti i miei difetti. Una pasticca non mi migliora, anzi richia di peggiorarmi. Non sono un puritano però. Il mio cervello è la cosa a cui dedico più tempo, però e anche qualcosa di cui spesso è meglio liberarmi. Quello che dico non interessa a nessuno ed è per questo che ho imparato a scriverlo, interesserà a me nel rileggerlo nero su bianco e a darmi forza; ed è questo il senso. Il senso di un viaggio è crescere e imparare nuove cose e io in questo devo essere riconoscente a questo viaggio. Ora sono un pochino più forte. Prima di partire non ero sereno, ora invece lo sono... Un passo dietro l'altro sulla Rambla di notte mi hanno fatto crescere e capire. Le mie scarpe ora sono un pò più consumate, ma per fortuna sono scarpe che hanno l'unica e originale forma del mio piede e non staranno bene a nessun altro. Perchè io sono quello che sono e non si può essere felici e profondi allo stesso tempo, ma a quanto pare nemmeno essere sciocchi rende felici. L'ho visto e lo avete visto anche voi... Io mi tengo quello che ho imparato, tanto alla fine felice o non felice ce ne possiamo andare tutti al BIBBOI... che è bellissim!!! Buon viaggio a tutti!!!
Questa è una delle consapevolezze che mi viene dalla pancia ormai. Questa è una delle cose che mi fa sentire in contatto con me stesso, ormai.
Punto... e a capo!!!

Ucci Ucci, sento odor di Inquisizione.
Pare che qualcuno ci stia dando degli avvertimenti. Pare che qualcuno ci stia dicendo come pensare, cosa scrivere, cosa guardare, come vivere. Non mi riferisco solo alle invadenze del nostro ospite scomodo. Il Vaticano ha tutti i diritti di dire ciò che pensa, ha tutti i diritti di spacciare per verosimili cose che non si trovano nemmeno nel Libro che è a fondamento di tutto quello che promuovono: ha tutti i diritti di coprire il proprio letame come meglio può, ci sono interessi in ballo... e il Dio Potere ha da sempre tentato la cupidigia del cupolone. Sono tutte cose che ci aspettavamo già. Siamo sempre stati abituati, lo abbiamo letto anche per epoche che ormai non ci appartengono più, che nel nome di sedicenti scritture si praticassero discriminazioni, abusi, sviste, errori di cui troppo poco spesso abbiamo potuto ricevere le scuse. Scuse non come laici, non come minoranze (per chi di noi ne fa parte...), non come non credenti (per quelli che di noi lo sono), ma come umanità in nome delle barbarie di cui la Chiesa troppo spesso si è macchiata. Eppure continuano ad averne la pretesa: continuano a volerci insegnare come vivere, come concepire la nostra famiglia. Loro che di famiglia "naturale", come vogliono propinarcela, non ne avranno mai una; è un pò come se io andassi oggi dal mio salumiere e avessi la pretesa di spiegargli come affettare al top la mortadella. E poi che fine fanno, quelle famiglie sacre in cui ci sono dei figli omosessuali che in quanto figli non si meritano di essere spinti al disprezzo da parte di coloro che dovrebbero promulgare l'amore. E' naturale questo? Abbiamo visto benedire dal nostro benedetto Papa Bolle contro l'approvazione dei DICO, abbiamo visto isterismi di ogni sorta per un Pride, vedendoci interdetti itinerari e percorsi come se la città eterna fosse ancora un loro feudo; come se fossero ancora gli anni in cui si riteneva per vera quella famosa donazione di Costantino, guarda caso altra loro bufala. Abbiamo visto uomini bruciare sul rogo per smentire le loro panzane, e oggi c'è ancora chi ci crede. Chi scende in piazza a sostenerli. Chi si crede ancora dalla parte del giusto sacro contro il maligno profano. Tutto in certi momenti ha assunto le caratteristiche di una guerra tra "froci". Perchè per molti versi è questo che è: UNA GUERRA TRA DUE MODI DIVERSI D'ESSERE FROCI - a loro la possibilità di reprimersi chiudendosi tra le quattro sorde e cieche mura dei seminari, reprimendo fino allo stremo i proprio ormoni per poi sfogarli, magari, sul primo malcapitato minorenne in sacrestia; a noi la possibilità di viverci, come "Buddha" ci pare, l'unica e sacra vita che NOSTRO signore ci ha dato. Ma qua si va oltre, io stesso mi sono soffermato troppo solo su un'angolatura della questione. Qua si censura la possibilità di pensare e di essere, non solo ai "froci" - vabbè, noi ci siamo abituati. Ci siamo fatti le ossa in una società come la nostra che finge di volerci solo se sottomessi alla loro benevola approvazione: solo se indottrinati in umorali luoghi comuni. Ma non è questo il punto. Non siamo più solo froci contro froci, non siamo più family defender contro dragqueen... qui è lotta sociale ora, perchè esistono i laici ed esistono quelli che seppure credenti non accettano più le ingerenze clericali, Quelli che non sono più solo dei sensibili giocattolini con cui condividere una giornata di shopping. Qui si tratta di persone: quelli che credono in Cristo, quelli che non ci credono, e quelli che se ne fregano ,e consapevolmente, di ciò che pensa un sajo.
Una mia amica mi ha mandato questa mail...
È nella mia convinzione idealista, forse ingenua di studente di filosofia pensare che le parole, i libri, le idee possano cambiare il mondo, cambiare la vita delle persone, sovvertire gli ordini.
Il pensiero come azione!!
I libri rompono muri, le parole fanno cadere governi, le idee distruggono tradizioni millenarie.
È ingenuità pensare questo?
Certo, se il pensiero, il verbo e le idee non potessero nulla, se fossero così insignificanti perché perseguirli?
Perché far bere la cicuta a Socrate, imprigionare Campanella o bruciare Giordano Bruno?
La verità è che l'ordine costituito, la chiesa, lo stato, la società lo sanno! Sanno come i pensieri possano essere criminali pericolosi e come vadano direzionati censurati comprati se è necessario.
Questo brano di “Camere Separate” scritto da Tondelli che negli anni ottanta non immaginava di poter essere attuale nel 2007, mi ha fatto aprire gli occhi dopo una lunga cecità, mi ha svegliato dopo un lungo sonno.
Ho capito che significa legittimare un amore, dare un valore giuridico sociale ad una coppia. Questo è alla base di un paese civile, non progressista o laico, ma soltanto civile nella maniera più elementare.
E sempre nella mia condizione idealista e ingenua, credo che basti un brano di un libro per far cambiare le cose. Ma la storia, le rivoluzioni sociali hanno un altro tempo e ancora molto inchiostro molte parole e molti pensieri servono prima di poter muovere la macchina delle rivoluzioni sociali.
Due uomini si amano uno dei due sta morendo.
<<...Leo non si sarebbe mai aspettato di trovarlo così sfiancato. Dimagrito in modo osceno, quasi mummificato.
Il volto scavato, tirato sugli zigomi.......Del Thomas che ha conosciuto restano solo gli occhi, se possibile ancora più grandi più larghi, più neri. Sono due buchi neri spalancati sul volto e che sembrano ossessivamente ripetere una sola cosa: ”Non posso credere che stai succedendo proprio a me “......
<< Ho avuto paura di morire >> sussurra Thomas guardando fisso davanti a se...
<<Tu stai bene vero?>>…..Leo è imbarazzato per la propria integrità fisica. Vorrebbe dire, no, non sto per niente bene amore, ma capisce che deve essere coraggioso.......
Allora sente il bisogno di toccarlo in modo diverso. Gli scopre le gambe le accarezza lentamente...
Il padre rientra.
Leo capisce che deve andarsene. Thomas è restituito, nel momento finale, alla famiglia, alle stesse persone che l'hanno fatto nascere e che ora, con il cuore devastato dalla sofferenza, stanno cercando di aiutarlo a morire. Non c'è posto per lui in questa ricomposizione parentale.
Lui non ha sposato Thomas, non ha avuto figli con lui, nessuno dei due porta per l'anagrafe il nome dell'altro e non c'è un solo registro canonico sulla faccia della terra su cui siano vergate le firme dei testimoni della loro unione.
Eppure per oltre sei anni si sono amati con passione, hanno vissuto insieme...Hanno scritto insieme,hanno suonato, hanno ballato. Si sono azzuffati, si sono strapazzati, anche odiati. Si sono amati. Ma è come se improvvisamente, accanto a quel letto di agonia, Leo si rendesse conto di aver vissuto non una grande storia d'amore , ma una piccola avventura di collegio. Come se gli dicessero vi siete divertiti e questuo va bene. Ma qui stiamo combattendo per la vita. Qui la vita è in gioco. E noi un padre, una madre, un figlio siamo le figure reali della vita.
Leo sente allora l'incertezza della propria vita abissalmente separata dai grandi accadimenti del vivere e del morire. Come se avesse sempre vissuto in una zona separata della società.
Come se il suo star male al mondo, o il suo essere felice, il suo vagabondare, tutto si fosse svolto su un palcoscenico. Ora finiva la rappresentazione.
I padri e le madri, la chiesa, lo stato, gli uffici d’anagrafe ristabilivano il loro possesso. Riordinavano, seppellivano, consegnavano tutto alla polvere azzerante degli archivi. Tutto meno l’insignificante dolore di un ragazzo estraneo.
Leo strinse la mano al padre di Thomas. Se Thomas avesse raggiunto cinquant’anni sarebbe diventato così…..Ma Thomas sta morendo. A venticinque anni. E lui, Leo, Che ha solo quattro anni più di lui, si ritrova vedovo di un compagno che è come se non avesse mai avuto; e, a proposito del quale, non esiste nemmeno una parola, in nessun vocabolario umano, che possa definire chi per lui è stato non un marito, non una moglie, non un amante, non solamente un compagno ma la parte essenziale di un nuovo e comune destino.>>
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Mi metto a digiuno...
SUPERARE TE STESSO, QUESTA Sì E' LETIZIA...

Questo mi merito per essere stato tanto stupido. Essere ignorato, è una giusta ricompensa. Per essere stato insopportabile forse, ma per aver sperato fino infondo che un qualcosa bloccasse il tuo vero te stesso e che tutta la tua incongruente inaffidabilità fosse solo un qualcosa da dover superare e attendere che passasse. Ho sempre voluto andare più infondo e tu si che sei andato a fondo. Ti sei avvinghiato a qualcuno che sapevi un mio amico, anche se ti eri detto pronto a non farlo ma non per me, ti eri detto incapace di provare interesse per qualcuno che potesse aver mai avuto a che fare con me, anche li sei stato falso. Si anche io ti ho sbattuto sul muso un bacio dato a qualcun altro, ma quel bacio era per uno socnosciuto di cui nemmeno io volevo sapere il nome, anche nel male era stato fatto per te. Il tuo male invece non fa altro che mettermi da parte ancora una volta, come quando succedeva nel bene. Sei uscito con qualcuno che ha saputo gioire della malattia di mia madre, e hai saputo dirmi in faccia che dopotutto non era male. Hai sottoscritto anche tu quella gioia, non puoi negarlo. Dopo tutto questo io sono stato ancora una volta stupido, ti ho scritto che ti sarebbe bastato un solo gesto per rendere vano tutto il male, e riportare il bene. Mi hai risposto che quel bene eri disposto a darmelo ma non era quello che io volevo...
Mi dovete spiegare come cazzo si fa a trasformare nel giro di una settimana un (cito) "Ti Amo. Ne sono sicuro... ma non posso darti tutto quello di cui hai bisogno" in un (ri-cito) "ti darei tutto il bene, ma non come lo cerchi tu" ... Bugiardo!!!
Perchè non viene progettato un meccanismo satellitare per cui si innesca un dispositivo che fa esplodere i bugiardi quando dicono cazzate tali da compromettere il benessere di qualcun altro?
Ora mi ignori, ma perchè allora non riesco ad odiarti?
E' strano dirlo, ma io ho VINTO. Tutto si è confermato, quesa volta la sfera di cristallo è arrivata puntuale. E' triste, ma io vinco. Buon per Me!!!
Affetto in Salsa Rosa
Ricetta per 2 persone.
Ingredienti:
Tutti i tuoi pensieri, belli o brutti tagliati freschi;
Gran parte del tuo tempo, un bel pezzo di primo taglio, magro e senza grassi aggiunti;
Tutta la tua voglia di passione, più ce ne metti meglio è;
Fatica e affanni (puoi trovarle al supermercato nello stand delle spezie preconfezionate);
Cortesia, quanto basta;
Gentilezza, a volontà;
attenzione;
un pizzico di pazienza.
Preparazione:
Sminuzzare i "Pensieri" con cura e metterli da parte in una pentola capiente, con molta acqua che poi servirà per una cottura lenta e duratura. Mescolare con cura Gran Parte del tuo tempo con "Cortesia", "Gentilezza", una buona parte di attenzione (a occhio) "Attenzione" fino ad ottenere una salsa morbida e omogenea di colore rosa (ATTENZIONE: il colore "rosso" indica un preparato troppo vivo e saporito. Non va bene. Gettatelo!).
Cuocere a fuoco lento il brodo con "Tutti i Pensieri" sminuzzati e variegati e mantecare con un "Pizzico di Pazienza" e la restante parte di "Attenzioni". Preparare poi col decotto abbastanza tiepido delle piccole polpettine da ricoprire poi con la salsa descritta sopra, di colore rosa.
Servire con una guarnizione di "Buon Viso a Cattivo Gioco" e decorare con tanta tanta "Speranza" montata a neve, che vaneggianti aspettative non vengano continuamente disattese.
BUON APPETITO!!!
Avere voglia di vederlo, è così assurdo. Non trovare alcun buon motivo per stare lontani: dopotutto la voglia di stare con lui non è mai stata seconda a niente, neanche ai problemi. Tutto procede con normalità, e ti chiedi come hai fatto a resistere cinque giorni senza poter scorgere quel sorriso stupito una volta che si affaccia al suo balcone. E' così bello: il sorriso, dico!
Aspetti i soliti dieci minuti prima che riesca ad esser pronto. Arriva e senti già il suo profumo. Una battuta: << Mi sono vestito, così questa volta posso uscire dalla macchina...>>, le solite frecciatine di cui non sa proprio fare a meno. Ma lui è così, ed è questo il bello. Il suo broncio dopo qualche scambio: come al solito non capiamo le nostre intenzioni.
<< Vuoi che ti offra qualcosa da bere?>>, dice.
<< Non so'... a dire il vero volevo solo vederti... non volevo farti uscire di casa!>>, dico.
Broncio.
Eppure io sto così bene al solo guardarti. Patetico, ma è così. Vaffanculo.
Mi racconti le tue cose davantia un cappoccino come se fossero passati anni, come due vecchi compagni di scuola che devono riempire troppi spazi vuoti nella loro conoscenza. A me sembra passato così poco, ma hai ragione forse è vero anche che sembra essere passato tanto tempo.
Ti guardo e ti vedo così sereno. Anche io sono sereno ora, tutti i dubbi e i minuti passati sotto al tuo balcone prima di trovare il coraggio e chiamarti ora sembrano solo una sciocchezza. Eppure vorrei altro... un sapore inappagato pervade il mio palato. Un cappuccino è stato al centro la nostra ultima sera e questa qua... Non so perche ma se ci penso è la prima cosa che mi salta in mente...
Cominciamo a discutere, la voglia di spiegarsi è ancora forte. Almeno la mia pervade tutti i miei istinti, ma come al solito la mia dialettica viene meno quando ti riguarda. Non voglio convincerti di niente e nello stesso momento vorrei poterti far cambiare idea. Muoio dalla voglia di poterti toccare, e muoio dalla voglia che come un miracolo arrivi un tuo gesto e tutto possa tornare come prima. Meglio di prima. E' sempre stato così, il nostro litigare per me non è mai stato più forte del non volerti perdere. E mi ridici che tu non cambi idea. Tu idea non la cambi.
Sorridi. Dici che verrai a trovarmi. Che manderai qualcuno a stuzzicarmi durante il lavoro. A me sembrano le solite frasi di circostanza che la gente si dice prima di dimenticarsi per sempre. Mi sento solo mentre le dici. Mi forzo a trattenere quella patina lucida che mi si crea sugli occhi, prima che sia troppo tardi. Prima che diventino lacrime.
Di nuovo patetico e vaffanculo...
Tu non cambi idea.
Tu idea non la cambi!!!
Accarezzo la tua testa, cerco col dorso della mia mano il contatto col tuo viso...
Tu non cambi idea.
Tu idea non la cambi!!!
Mi dici che è stato bello...
Io ti dico e penso che è stato tutto inutile...
Tu non cambi idea.
Tu idea non la cambi!!!
Mi hanno consigliato una coperta. Tutto appare così ironico. Qualcuno ti osserva da lontano e niente di quello che puoi fare lo mette in dubbio. La sua vita lo stressa, vuole cambiarla e prega di avere la forza per farla al più presto possibile. Mio è solo il rammarico di non averti fatto apprezzare nulla prima di dover prendere quella decisione, nulla ti trattiene qui con me. La differenza tra te e me te l'ho già detta: tu devi solo trovare nuovi buoni motivi per rafforzare il tuo volermi star lontano, io devo trovare delle motivazioni per farmela passare. Farmi andare bene che ancora una volta di me ci si stanca...
Hai cambiato il profilo. Mi si gela l'anima, lo hai fatto e hai definitivamente rinunciato. Ho provato moltissima tristezza, soprattutto quando ho letto bene le cose che scrivi. La seconda cosa a cui ho pensato è che sarei corso da te a proteggerti... Cucciolotto...
Mi confortava tanto vedere scritte quelle cose. Potevo ancora sperare... non voglio pensare che ciò che sto scrivendo sembrerà così patetico.
Sarò patetico,
starò male,
proverò tanta rabbia e
aspetterò che passi.
Piangerò.
Quello che scrivo qui doveva servire soprattutto a me stesso... spero che nessuno legga, dunque e nemmeno mi importa... ora si possono spegnere le luci, non ho più alcuna forza. Voglio solo lamentarmi e vaffanculo al resto...
...HO DI NUOVO TANTO FREDDO...
Quando passa ... Quando passa, questo dolore???
E' sconvolgente come a volte la semplicità di certe frasi ti lasci spiazzato... girando per la rete mi sono imbattutto in questo pensiero... mi sono trovato patetico...
L'amore è un bellissimo fiore, ma bisogna avere il coraggio di coglierlo sull'orlo di un precipizio!
Poichè questo coraggio non ce l'ha + nessuno.....
E' questo quello che meno caratterizza noi tacciati di "amori deboli": LA MANCANZA DI CORAGGIO!
Si però questa mi fa ridere....
