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Utente: Mitsui
Nome: LA GENTE MI CHIAMA IN VARI MODI, MA IL MIO NOME NON è LEGIONE... TRANQUILLI!!! A CHE VI SERVE JA!?!
E VOI CREDETE CHE TUTTO QUELLO CHE MI INTERESSA POSSA ESSERE RIASSUNTO QUA... A PARTE IL FATTO CHE SONO IN UNO STATO CONFUSIONARIO PERMANENTE E QUINDI è PRATICAMENTE IMPOSSIBILE POTERVI DIRE COSA MI INTERESSA: CI SONO COSE CHE AMO, MA NULLA MI VIETA DI ODIARLE A VOLTE... CI SONO COSE CHE SEGUO, MA NULLA MI VIETA DI CAMBIARE STRADA...

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mercoledì, febbraio 13, 2008

L'amicizia

body partmani 2friendL´amicizia cancellata ai tempi di Internet

Quando all´amicizia si chiede lealtà vuol dire che già l´ombra di un tacito contratto impoverisce la magia di questa parola già troppo abusata per catalogare amori che non si vogliono svelare, rapporti coniugali resi esangui dalla quotidianità, conoscenze utili a scambi di favori, relazioni ipocrite che un giorno possono rivelarsi vantaggiose. Nulla di più, ma soprattutto nulla che possa dare espressione a quel bisogno di immaginazione di cui si nutre l´anima quando nei fatti vuol trovare dei significati.

Nel dolore un argine, nella gioia una comunicazione, nella monotonia della ripetizione un lampo di novità.
Tutto ciò non è possibile nella solitudine dove il dolore dilaga e la gioia resta inespressa, e neppure nella gran massa che concede espressione solo all´applauso o allo slogan, ma unicamente nell´amicizia, dove la parola si fa affabulatoria, immaginifica, confidenziale, segreta e soprattutto fuoriesce dalla concretezza, come richiede il "sano realismo" degli uomini di poche parole, a cui non verrebbe mai in mente di chiedere alla luna "che ci fa in cielo" o a se stessi "che ci fanno qui sulla terra". In solitudine queste domande restano inespresse o soffocate. In mezzo alla gente che frequentiamo possono generare sospetto, perché troppo cariche di senso per poterlo esplorare in solitudine, e troppo fuori dall´usuale per poter essere accolte in pubblico come domande "serie".

Eppure sono queste le domande di cui si nutre l´anima, poco realistiche ma cariche di simbolismo, per dare spazio alle quali gli antichi Greci, accanto al singolare e al plurale, avevano inventato il "duale", che è lo spazio dell´amicizia, dove ogni parola che rinvia a un´eccedenza di senso non rischia di apparire folle, perché l´ascolto dell´amico non è solo un ascolto razionale, ma aperto a tutti gli sconfinamenti di senso, che è prerogativa del cuore.
Ma dove trovare il tempo?
Non è il tempo che ci manca, è la capacità di stare l´uno con l´altro in quella forma intermedia che non è la fusione dell´amore e neppure l´anonimato dei rapporti impersonali, è la capacità di muoverci in quella zona di confine tra le prescrizioni della ragione e quegli sprazzi di follia che di continuo attraversano la nostra anima e che solo l´amicizia sa accogliere.
Perché proibirci questo spazio? Tuteliamo l´amicizia. Forse è l´unico spazio che ci rimane per un residuo di sincerità, una sorta di riunificazione con noi stessi. A meno che ciascuno non sia diventato per se stesso il maggior ingombro da evitare, quando non da affogare con le cose da fare, per non trovarci mai a tu per tu con questo sconosciuto che lo sguardo accogliente dell´amico potrebbe incominciare a raccontare, a delinearne i contorni, a propiziarci l´incontro. È infatti la scoperta di noi quello che l´amicizia favorisce e propizia. Perché è con se stessi che bisogna essere leali, non necessariamente con il "vecchio amico".

domenica, novembre 04, 2007

seghe!!!

segamastubo il mio cervello sempre con la stessa domanda, marco ad uomo i soffumi dell'alcol. Mai stato così in contatto con me stesso...

SIAMO NOI AD ESSERE FROCI, O E IL MONDO A VOLERCI INCULARE A TUTTI I COSTI?!?

Meditiamo...


sabato, agosto 11, 2007

finocchio

Tanto va il finocchio a largo che ritorna col bagnino!!!


lunedì, maggio 14, 2007

rottura...

rottura_di_cazzo

Per tutti quelli che continuano a parlare di me e che continuano a pensare che poi sia io a voler legar eme stesso a loro penso:

Dove non c'è cazzo non c'è speranza... figuariamoci il rispetto!!!

P.s. mi piacerebbe dimostrare a uno solo quanto si stia sbagliando quella gente... ma non posso fare niente per salvarlo, deve fare lui il primo passo... io non posso, non posso davvero. Eppure mi interessa ancora molto la sua opinione. Soli 5 minuti e gli farei cambiare idea....


sabato, aprile 28, 2007

Barzelletta che cammina...

barzelletta-che-cammina

Mi sono fatto da solo,
sulle ricotte lavoro ...
Mi sono alzato dal suolo ...

Mi son comprato un paese
di gente che fa le spese,
sognando villazze e pensioni da re ...

Ed ora che sono il padrone
di questa nazione
comando il vapor,
ho sistemato i miei conti
c'è un branco di TONTI
che mi crede ancor, se dico che:

MI SONO FATTO DA SOLO!!! 


lunedì, marzo 26, 2007

andare in bicicletta...

biciclette - ombre sul selciato

La vita è come andare in bicicletta, se vuoi stare in equilibrio devi muoverti!!!

Albert Einstein


giovedì, marzo 01, 2007

Camere separate

VicinanzaUna mia amica mi ha mandato questa mail...

È nella mia convinzione idealista, forse ingenua di studente di filosofia pensare che le parole, i libri, le idee possano cambiare il mondo, cambiare la vita delle persone, sovvertire gli ordini.

Il pensiero come azione!!

I libri rompono muri, le parole fanno cadere governi, le idee distruggono tradizioni millenarie.
È ingenuità pensare questo?
Certo, se il pensiero, il verbo e le idee non potessero nulla, se fossero così insignificanti perché perseguirli?
Perché far bere la cicuta a Socrate, imprigionare Campanella o bruciare Giordano Bruno?
La verità è che l'ordine costituito, la chiesa, lo stato, la società lo sanno! Sanno come i pensieri possano essere criminali pericolosi e come vadano direzionati censurati comprati se è necessario.

Questo brano di “Camere Separate” scritto da Tondelli che negli anni ottanta non immaginava di poter essere attuale nel 2007, mi ha fatto aprire gli occhi dopo una lunga cecità, mi ha svegliato dopo un lungo sonno.
Ho capito che significa legittimare un amore, dare un valore giuridico sociale ad una coppia. Questo è alla base di un paese civile, non progressista o laico, ma soltanto civile nella maniera più elementare.
E sempre nella mia condizione idealista e ingenua, credo che basti un brano di un libro per far cambiare le cose. Ma la storia, le rivoluzioni sociali hanno un altro tempo e ancora molto inchiostro molte parole e molti pensieri servono prima di poter muovere la macchina delle rivoluzioni sociali.

Due uomini si amano uno dei due sta morendo.

<<...Leo non si sarebbe mai aspettato di trovarlo così sfiancato. Dimagrito in modo osceno, quasi mummificato.
Il volto scavato, tirato sugli zigomi.......Del Thomas che ha conosciuto restano solo gli occhi, se possibile ancora più grandi più larghi, più neri. Sono due buchi neri spalancati sul volto e che sembrano ossessivamente ripetere una sola cosa: ”Non posso credere che stai succedendo proprio a me “......
<< Ho avuto paura di morire >> sussurra Thomas guardando fisso davanti a se...
<<Tu stai bene vero?>>…..Leo è imbarazzato per la propria integrità fisica. Vorrebbe dire, no, non sto per niente bene amore, ma capisce che deve essere coraggioso.......
Allora sente il bisogno di toccarlo in modo diverso. Gli scopre le gambe le accarezza lentamente...
Il padre rientra.
Leo capisce che deve andarsene. Thomas è restituito, nel momento finale, alla famiglia, alle stesse persone che l'hanno fatto nascere e che ora, con il cuore devastato dalla sofferenza, stanno cercando di aiutarlo a morire. Non c'è posto per lui in questa ricomposizione parentale.
Lui non ha sposato Thomas, non ha avuto figli con lui, nessuno dei due porta per l'anagrafe il nome dell'altro e non c'è un solo registro canonico sulla faccia della terra su cui siano vergate le firme dei testimoni della loro unione.
Eppure per oltre sei anni si sono amati con passione, hanno vissuto insieme...Hanno scritto insieme,hanno suonato, hanno ballato. Si sono azzuffati, si sono strapazzati, anche odiati. Si sono amati. Ma è come se improvvisamente, accanto a quel letto di agonia, Leo si rendesse conto di aver vissuto non una grande storia d'amore , ma una piccola avventura di collegio. Come se gli dicessero vi siete divertiti e questuo va bene. Ma qui stiamo combattendo per la vita. Qui la vita è in gioco. E noi un padre, una madre, un figlio siamo le figure reali della vita.
Leo sente allora l'incertezza della propria vita abissalmente separata dai grandi accadimenti del vivere e del morire. Come se avesse sempre vissuto in una zona separata della società.
Come se il suo star male al mondo, o il suo essere felice, il suo vagabondare, tutto si fosse svolto su un palcoscenico. Ora finiva la rappresentazione.
I padri e le madri, la chiesa, lo stato, gli uffici d’anagrafe ristabilivano il loro possesso. Riordinavano, seppellivano, consegnavano tutto alla polvere azzerante degli archivi. Tutto meno l’insignificante dolore di un ragazzo estraneo.
Leo strinse la mano al padre di Thomas. Se Thomas avesse raggiunto cinquant’anni sarebbe diventato così…..Ma Thomas sta morendo. A venticinque anni. E lui, Leo, Che ha solo quattro anni più di lui, si ritrova vedovo di un compagno che è come se non avesse mai avuto; e, a proposito del quale, non esiste nemmeno una parola, in nessun vocabolario umano, che possa definire chi per lui è stato non un marito, non una moglie, non un amante, non solamente un compagno ma la parte essenziale di un nuovo e comune destino.>>

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E' molto bella, non posso dire altro...
 
E' molto bello ciò che scrivi sulle idee, lo condivido a pieno... ed è per questo che mi arrabbio tanto quando mi si impedisce di parlare. quando si classifica come superfluo ciò che dico... le persone non dovrebbero mai smettere di parlare e se non sono udite dovrebbero sapere urlare!
 
Io penso che le parole, a noi che possiamo capirle, facciano un gran bene... eppure c'è sempre bisogno dei fatti! Quei fatti sono le piccole responsabili rivoluzioni che ognuno di noi deve saper fare nel proprio piccolo. Non basta avere un amico gay, non basta divertirsi con loro... aiuta sicuramente. rende normale il tutto, lo rende orecchiabile.
La comprensione va bene, ma oggi occorre soprattutto CONDIVISIONE!
Come ti sentiresti tu se tutto il tuo modo di vivere, o buona parte di esso, dipendesse sempre e solo dalla benevolenza altrui? Come ti sentiresti se quella fragile benevolenza rischiasse d'esserti portata via ad ogni momento? Non dico che debba succedere, ma per molti di noi è tremendo anche il solo pensare alla possibilità che possa succedere; e succede, credimi!!! Come ci si deve sentire se poter stare vicino a un proprio caro, in casi estremi come la malattia, debba dipendere dall’arbitrarietà di qualcuno che è legittimato dallo stato a decidere. Il senso di impotenza deve essere struggente, credo.
 
Tu mi hai parlato di questo libro e lo leggerò, io una volta ho visto un film animato: “La città incantata”. Ha fatto il giro del mondo e ha vinto molti premi. Tutto il suo tema è basato sull'importanza di dare un nome alle cose... solo il nome rende legittimi, solo il nome ti da diritto d'esistenza. Se perdi il nome, vieni inghiottito da un mondo fantastico e perdi te stesso, la tua memoria, le tue radici... il senso della tua esistenza, insomma!
 
Beh, prova a pensare come ti sentiresti se tutto quello che sei, o buona parte, venisse pronunciato sottovoce; se tutto quello che ti legittima dipendesse dalla volontà altrui; se tutto quello che ti riguarda non riesce nemmeno a far parte di un vocabolario. Se il tuo condividere un patto sociale dovesse solo comprendere la legittimità a non essere pestato per strada.
 
Io molto spesso mi sento insabbiato. Sradicato. Senza senso... molti si sentono così?!?
 
Un bacio, riflettici!!!



giovedì, febbraio 22, 2007

Il mio viaggio...

Bussola

E si è chiuso un nuovo capitolo.

Il mio viaggio ricomincia da qui. Un nuovo letto. Nuova pelle. Nuove labbra. Nuovo calore. Lo show deve continuare, diceva in inglese quella bella canzone. Continuerà. Vivrò nuove spiagge e vedrò nuove albe. Solita storia. Non esistono porti sicuri, esiste solo la voglia di fermarsi - per il momento.

Tutto scorre... Dopotutto lo dicevano anche gli antichi, qualcosa di vero ci sarà no?

Cosa vuoi che sia... ci sto solo dentro...

This's The My Trippin!!!


lunedì, febbraio 05, 2007

digiuno e fior di loto

Mi metto a digiuno...

SUPERARE TE STESSO, QUESTA Sì E' LETIZIA...

loto


giovedì, febbraio 01, 2007

Specchio

specchioQuante volte mi hai detto che io ero così cinico perchè avevo visto troppa feccia. Avevo vissuto troppo in un ambiente di merda e mi ero lasciato indurire da troppa cattiveria di troppa brutta gente... Beh guardati allo specchio tu ora ne fai parte; anzi l'hai superata tutta!!!

 


martedì, gennaio 16, 2007

A che cazzzo serve spiegarsi se poi i risultati sono sempre gli stessi?

Ultimo Giro, Ultima Corsa:

L'UNICO BENEDETTO MODO PER NON PERDERE QUALCUNO E' NON PERDERLO. NON LASCIARLO ANDARE!!!, IN TUTTI I MODI POSSIBILI IN CUI SI PUò VEDERE, DA TUTTI I PUNTI DI VISTA POSSIBILI NEL GLOBO TERRACQUEO, QUESTO E' L'UNICO MODO... HO DETTO TUTTO!!! 


domenica, gennaio 14, 2007

Uscirò. Andrò a ballare. Non mi divertirò poi tanto. Starò col mio migliore amico. Lascerò passare... Dopotutto: Adda' passà a nuttata!!!

martedì, dicembre 19, 2006

coraggio

paura vs coraggioE' sconvolgente come a volte la semplicità di certe frasi ti lasci spiazzato... girando per la rete mi sono imbattutto in questo pensiero... mi sono trovato patetico...

L'amore è un bellissimo fiore, ma bisogna avere il coraggio di coglierlo sull'orlo di un precipizio!
Poichè questo coraggio non ce l'ha + nessuno.....

E' questo quello che meno caratterizza noi tacciati di "amori deboli": LA MANCANZA DI CORAGGIO!

 

Si però questa mi fa ridere....

coraggio


martedì, giugno 20, 2006

L'Amore non è mai un punto di partenza... E' sempre un punto d'arrivo!!!

postato da: Mitsui alle ore 02:48 | link | commenti (1)
categorie: citazioni, amore, riflessioni, aforismi, pensiero