A un passo dal possibile... A un passo da te...
Poteva essere altrimenti? Sbaglio strada, passo sotto casa tua... la voglia irrefrenabile di rallentare e gettare lo sguardo, pochi metri e vedo la tua auto uscire dal cancello... (Spero solo fosse tuo fratello a guidare).
Paura di decidere... paura di me...
Averti alle spalle per tutti quei metri, lungo la strada.
Eppure sentire bisogni infondo a un pianto....
Che assurdità pensare che puoi mancarmi... eppure Sentire!!!
C'è un senso di te.... c'è un senso di te....
E' sempre strano fare i conti con tante critiche positive. Avere a che fare con i sentimenti condiscendenti di tanta gente che ha visto un film e che lo ha premiato addirittura con una Palma d'Oro ti carica di una certa responsabilità, ma a me "I Segreti di Brokeback Mountain" proprio non è piaciuto. Provo sempre una certa ostilità nei tentativi di scimmiottamento di una coppia eterosessuale intesa tra due uomini. Suvvia, due uomini che si amano, che vogliono stare insieme e che lo fanno, non saranno mai la caricatura di un maritino e una mogliettina. Eppure questo molto spesso accade anche nella vita reale. Ma quanto dura? E ci si ritrova ad affibbiare alla vita sentimentale dei gay quella inevitabile etichetta di promiscuità e di instabilità. Certo è che sono poche le coppie che durano anni, e molte di loro non possono fare a meno di scendere a compromessi. Ad ogni modo si parlava del film ed è proprio per questi motivi che non mi è piaciuto. Due cowboy annoiati che giocano all'amore due volte all'anno, perchè è di questo che si tratta. Se mi giustificano tutti i premi che ha ricevuto con il lavoro di immedesimazione che i due attori hanno dovuto fare su se stessi per interpretare quei ruoli, allora ci sto. Ma se mi vogliono far passare per buona la storia, alle cui spalle c'è una scrittrice da Pulitzer (Annie Proulx) a cui sicuramente la scenegggiatura sensazionalistica avrà fatto più di qualche torto, permettete che dissento. Ang Lee avrà anche cercato di mediare il mediabile, in una storia senz altro difficile da trattare. Meritevole sarà stata la scelta di minare il testosteronico territorio western con una storia d'amore omosessuale. Meritevole sarà stato anche liberarsi delle facili battute che vengono spontanee a tutti, anche ai "finocchi", in pochi mirati espediendi di scrittura, ma è il concetto che sta alla base di tutte che non va. Non funziona, checchè se ne dica per conferire a questo film più di quanto meriti. Anacronistico a tutto spiano, e nel definirlo così ve ne racconto solo una: nel 1963 e oltre, nessuno si sarebbe mai sognato di abbordare il primo venuto in un pub stracolmo di cowboy, sentirsi rifiutato e scambiare amabili battute sull'approccio tra due uomini col barista. A quei tempi si sarebbe rischiata la vita. E questa è solo una scena marginale nel film. Ricco di luoghi comini, nonostante la volontà di superarli: il cameratismo di due mandriani fa pensare allo sfogo di tanti omosessuali in calore in preda all'ormone per il mito del macho texano come del militare in divisa; terreno fertile per le più meritevoli situazioni da film pornogay. Inverosimili gli approcci, inverosimili le dinamiche, grottesche alcune dichiarazioni d'amore, grotteschi inoltre i contorni esorbitanti degli altri personaggi. E ancora una volta il terreno è fertile per il luogo comune: il mito del gay sentimentale e desideroso d'affetto, che manca un coyote a pochi metri ed è audacemente sottomesso in un amplesso senza troppi preliminari, che chiede sempre di più al supermacho marchiato da un amore innaturale di rompere il suo patto sociale con la comunità in cui vive, incurante del fatto quest ultimo si deteriora e non riesce a far sentire amato l'uomo che desidera, proprio lui che ricco e disinibito migra per altri lidi in cerca di un turismo sessuale altrettando banalizzato. Condite il tutto con nudi feroci e testosteroniche inquadrature e avrete un risultato che ad occhio attento non può che essere deludente. Potrei salvare il salvabile insinuando tra le righe qualcosa che con il tema omosessuale c'entra poco, strumentalizzandolo per fini più alti: questo film sarà un celato tentativo di irridere ancora oltre il modello americano e rilanciare una rivoluzione del mito del tutto rinnovata e culturalmente rinfrescata? Forse è di questo che la sensibilizzazione per i diritti di tutti ha bisogno: una vera ed efficace rivoluzione del mito maschile che troppo spesso mal si è sposato con una realtà fondamentalmente diversa.