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Nome: LA GENTE MI CHIAMA IN VARI MODI, MA IL MIO NOME NON è LEGIONE... TRANQUILLI!!! A CHE VI SERVE JA!?!
E VOI CREDETE CHE TUTTO QUELLO CHE MI INTERESSA POSSA ESSERE RIASSUNTO QUA... A PARTE IL FATTO CHE SONO IN UNO STATO CONFUSIONARIO PERMANENTE E QUINDI è PRATICAMENTE IMPOSSIBILE POTERVI DIRE COSA MI INTERESSA: CI SONO COSE CHE AMO, MA NULLA MI VIETA DI ODIARLE A VOLTE... CI SONO COSE CHE SEGUO, MA NULLA MI VIETA DI CAMBIARE STRADA...

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martedì, maggio 20, 2008

Souvenirs da Barcelona

Barcellona offre di tutto. Una città ordinata, pulita contrariamente alle aspettative, con tanti giovani provenienti da tutto il mondo. Arte, divertimenti, relax. Pensi che quattro giorni siano pochi per godere di una vacanza soddisfacente, eppure resti sorpreso di quanto sia facile muoversi e gestire il tempo in una città come quella. In effetti è questa la cosa che ti stupisce di più. Non sembra d'essere in una città del sud, Barcelona ha le pretese di una grande città nordica: ordinata e a misura d'uomo. Tutto questo ad un napoletano di oggi non può che far piacere. La differenza con le città del nord Europa però sta tutta nel fatto che lì a Barcellona tutto sembra essere più gioioso, più incline al divertimento... e poi il tempo aiuta molto a vivere le strade e i luoghi aperti che ti offre.

Ora voi prendete questo, declinate tutte le opportunità che avrebbe offerto una città così a un gruppo di amici che viaggiano insieme e cestinatelo, perchè nulla vi potrà offrire più soddisfazione di Barcelona se siete gay e vi piace vivere la notte. Locali che sono sempre stracolmi di stranieri provenienti da tutto il mondo e i fine settimana che cominciano di mercoledì. Ed è festa fino al mattino. Ovviamente vi dovete aiutare con qualcosa, sennò farete come me che dopo un paio d'ore a dimenarvi in discoteca, bella c'è da dirlo, potete dichiaravi cotti a puntino per tornare a casa. Se siete gay dicevo, ve ne potete fregare dei localini aperti fino a tardissimo dove si può bere e rilassarsi, divertirsi e conoscere gente. Ve ne potete fregare delle bellissime sensazioni visive che offre la città durante la notte. Ve ne potete fregare della sana ed allegra gioventù che solca le strade ridendo fino alle lacrime e trovandosi a condividere con semisconosciuti passioni, giochi, divertimento, culture e un buon bicchiere di sangria. Dimenticatevelo se viaggiate con persone "drogolose" in odore del famigerato D-boy o Souvenirs. Sono locali questi che battono tutta la concorrenza. Che ti fanno dire: cazzo io voglio vivere qui. Peccato che io queste cose non le ho viste. Scemo io se m'aspettavo tante belle bevute coi miei amici, sono proprio strano se non avevo capito il senso di questa vacanza prima di partite. Vi trovate in viaggio e ve ne dovete fregare se una parte del vostro gruppo preferisce passare del tempo da sola piuttosto che godere con voi delle meraviglie di un after consumato alle sette del mattino dopo almeno quattro ore passate in un altro locale. Sei uno sfigato se le tue capacità umane, non riescono a star dietro ai ritmi imposti da altri. Tanto se non ti sta bene e non ti vuoi fare, nessuno ti obbliga e te ne puoi stare a casa. Ve ne dovete fregare sì, e dovete affermare che se non fosse andati al D-boy la vostra vacanza sarebbe stata irrimediabilmente compromessa dalla noia. Tutto è lecito, pur di star li a permettere a una pasticca di divertirsi al posto vostro. Tutto è sacro se quella pasticca vi permette di gonfiarvi un "T VOGLIO BBENE" nel petto. Che ve ne frega di Mirò se vi dovete perdere una "stupefacente" dichiarazione d'affetto nel contesto della discoteca più bella del mondo. Che ve ne frega di Picasso a cui nessuno ha fatto caso, se puoi entrare nelle grazie di Edwin, che in questo viaggio è sembrato il migliore amico dei miei amici. Rinunciate pure a una pinta di sangria, a una buona mangiata, finanche all'ubriacarsi di risate come tutti quei ragazzi in giro per la Rambla in una delle vostre solitarie passeggiate notturne; il bello sta nello strusciarsi su fisici scolpiti in affollatissimi locali di cui, per inciso, nessuno ne nega il piacere, forse ne discute la priorità. L'amicizia è un sentimento etico ed è fatta di priorità a cui nessuno ti può educare. Non ci sono istruzioni per l'uso. L'esigenza di non imporre i tuoi ritmi agli altri, di condividersi, di condividere del dispiacersi se qualcuno dei tuoi amici non sente certe cose che per te sono tanto importanti non è qualcosa che può essere insegnato. Lo devi sentire e basta. Un solo istante passa e non torna più e per la teoria delle porte scorrevoli, quel singolo e infinitesimo istante avrebbe potuto portarti a svolte inimmaginate nella vita, se non altro a un bel ricordo. La soluzione per l'accomodarsi non può essere solo il dirsi "io faccio questo, se non ti va tu fai altro"... questo lo dici a uno dei passanti distratti che ti capitano in stanza all'ostello.  Ma questo non conta, si sono messe le cose in chiaro sin da subito: voi a Barcelona forse ci siete già stati, inutile ripetersi in genuine manifestazioni di gioia e benessere, la vostra ultima notte in una città straniera e in viaggio con un gruppo di amici non la puoi perdere a ridere e a divertirti. Cazzate. Ti fai una doccia, ti cali qualcosa e ti fai venire l'ansia di dove andare a sbatterti. Un tuo amico ti dice che preferisce andare a letto, tu manco insisti nel convincerlo: tanto lui è fatto così e a te nemmeno viene in mente che magari fa così perchè sei tu che te ne freghi. Quel tipo di divertimento che solo tu hai scelto è tutto e per averlo manco ti ascolto se tu vuoi fare altro; sennò poi come faccio a dirti: caspita, ma non ti avevo mica sentito!!!
E grazie al piffero che non mi senti, manco m'ascolti!!! Però poi la tua pasticca mi vuole bene... ma davvero eh, mica per finta!!!
Ma mi spiace sei polemico. La tua mente e la tua vita, come al solito, peccano di troppe complicazioni mentali che sono solo tue. Gli altri non se li fanno di sti problemi. E grazie al piffero pure qua!!! Gli altri preferiscono farti la bella faccia e andarsene in giro da soli, e fregarsene come te di mettere al primo posto il brindare "insieme" per la fine di un viaggio fatto "insieme" e che magari ti resterà dentro la testa e nella pancia per tutta la vita. Gli altri preferiscono farsi una buona dormita al posto di stare con te e le tue chetamine!!! E conta poco se a quegli altri "gli vuoi bene" o pensi di volergliene. Se gli dedichi le tue tesi di laurea o ci condividi i tuoi momenti di sconforto, quegli altri  a conti fatti e checchè se ne dica sono stati per questo viaggio solo qualcuno con cui dividere la camera risparmiando qualche soldo!!! Ma tu manco ci hai pensato, perchè se ti fossi fermato cinque minuti a pensarci avresti rischiato di perdere la coincidenza col tuo amico Edwin, che ti passa i pass per andare al BIBBOI, che è bellissim!!! e che infondo fa un piacere a tutti. E allora: EDWIN SANTO SUBITO!!! E se sei una povera frocia eretica, se non ne capisci l'importanza sono cazzi tuoi. Tu fa quello che ti pare, tanto nessuno ti obbliga, con la buona pace per gli scrupoli. Al solito ti complichi la vita e vivi male... ah già io me ne sono dimenticato loro, quelli che si divertono tutta la notte, vivono benissimo: hanno a differenza mia un mucchio di amici che nn si lamentano di loro, hanno stime condivise in giro, hanno persone che li cercano. Mica ce le hanno le ansie di notte, gli sconforti ingiustificati come me. La loro vita è serena e la mia no.  Loro si che la vita la sanno vivere è così evidente. La felicità mi evità perchè sono polemico e complicato,  ma loro... loro l'hanno trovata la strada della felicità!?! E' vero chi vi scrive come altri non c'è l'ha questa stima così tanto condivisa in giro, ma io posso dire di averla voluta perdere molte volte quella stima rendendomi insopportabile ai froci. Posso dire di aver voluto farmi dei nemici e sono molti. Ma dice il detto: molti nemici tanto onore!!! Ben più grave è non aver la stima degli amici, di quegli stessi con cui ti cali di tutto al BIBBOI, ma che non obbiettano niente quando mi sentono lamentarmi dei tuoi difetti, che ormai non sono più difetti ma solo un modo di vivere scialba la tua vita. Tu come altri ti lamenterai di me, ben venga tanto per te è importante divertirti al BIBBOI che è bellissm... Sono quello che sono e quello che sono ha reso pochissime volte necessarie delle scuse, molto più spesso ha reso necessarie quelle degli altri. In effetti non so nemmeno perchè mi lamento, quelle pasticche in taluni casi hanno reso migliori talune persone. Più simpatiche. M'hanno fatto "pariare", mi hanno reso più forte facendomi vedere tutto ciò che per fortuna non potrò essere. Tutto sommato io posso dire di essere me stesso sempre, con tutti i miei difetti. Una pasticca non mi migliora, anzi richia di peggiorarmi. Non sono un puritano però. Il mio cervello è la cosa a cui dedico più tempo, però e anche qualcosa di cui spesso è meglio liberarmi. Quello che dico non interessa a nessuno ed è per questo che ho imparato a scriverlo, interesserà a me nel rileggerlo nero su bianco e a darmi forza; ed è questo il senso. Il senso di un viaggio è crescere e imparare nuove cose e io in questo devo essere riconoscente a questo viaggio. Ora sono un pochino più forte. Prima di partire non ero sereno, ora invece lo sono... Un passo dietro l'altro sulla Rambla di notte mi hanno fatto crescere e capire. Le mie scarpe ora sono un pò più consumate, ma per fortuna sono scarpe che hanno l'unica e originale forma del mio piede e non staranno bene a nessun altro. Perchè io sono quello che sono e non si può essere felici e profondi allo stesso tempo, ma a quanto pare nemmeno essere sciocchi rende felici. L'ho visto e lo avete visto anche voi... Io mi tengo quello che ho imparato, tanto alla fine felice o non felice ce ne possiamo andare tutti al BIBBOI... che è bellissim!!! Buon viaggio a tutti!!!


sabato, marzo 15, 2008

Il Richiamo della Foresta

di Curzio Maltese


Sarà la convinzione d'avere il sole della vittoria in tasca. Saranno l'età e i chilometri: alla quinta campagna elettorale il repertorio fatalmente si avvizzisce. Sarà che Berlusconi è sempre stato così, ma insomma il livello di gaffes ciniche e volgari assemblato dal Cavaliere in due settimane di campagna elettorale sembra eccessivo perfino agli amanti del genere.

Persi i grandi alibi del sogno e dell'anticomunismo, a Berlusconi sono rimaste soltanto le barzellette. L'intera sua campagna assomiglia a una barzelletta, del genere greve. L'altra sera al Tg2, a una ragazza precaria che gli poneva un problema serio ("Come si può metter su una famiglia con 600 euro al mese?") il candidato premier del centrodestra ha consigliato di sposare Berlusconi junior o "un tipo del genere", un figlio di miliardario. Di fronte al gelo dello studio, il grande comunicatore ha poi improvvisato una risposta seria delle sue, cioè lievemente meno cialtrona.


Non si era ancora spenta l'eco della candidatura di Ciarrapico, giustificata da Berlusconi più o meno così: d'accordo, è un fascista ma possiede giornali "che servono". Il verbo è da intendersi in senso largo. Il passaggio logico in cui il primo editore d'Italia dava per scontato che i giornalisti siano servi dei loro padroni è sfuggito alla già rinomata categoria. Ma in molti pagheremmo una cifra, come si dice a Milano, per vedere Berlusconi ripetere il concetto ai leader del partito popolare europeo, che ieri hanno chiarito di non essere disposti ad accogliere nostalgici di Mussolini.
Poco prima il Cavaliere, per tener fede ai propositi di fair play elettorale, s'era messo a stracciare in pubblico il programma del Pd. La campagna era cominciata peraltro con una solenne presa per i fondelli dei suoi elettori, intorno alla vicenda della candidatura di Clemente Mastella. Berlusconi aveva ammesso di aver offerto la candidatura a Mastella, ai tempi in cui questi era ancora nel centrosinistra, ma d'aver poi deciso di non onorare la promessa, "perché secondo i sondaggi, ci farebbe perdere dall'otto al dieci per cento". Anche qui è passato inosservato il passaggio logico per cui un quarto degli elettori del Pdl sarebbero tanto imbecilli da non distinguere fra un gesto politico convinto, magari dettato da scrupoli etici, e una trovata opportunistica.

Nella democrazia americana, che Berlusconi cita da una vita a modello, una qualsiasi di queste gaffes, per usare un eufemismo, avrebbe comportato l'immediata fine della carriera politica. In Italia, per fortuna sua ma non nostra, offendere le donne, i media, gli avversari e perfino l'intelligenza dei propri elettori, non è considerato grave. Neppure o soprattutto dagli interessati. E' possibile, anzi probabile, che Berlusconi non abbia perso un solo voto dei suoi, né di donne, né di giornalisti, né fra i molti antipatizzanti dell'ex Guardasigilli. Ci sono ben altri problemi, come ripete il Cavaliere. Per esempio la questione della spazzatura a Napoli, per la quale lui stesso non ha fatto nulla nei sette anni di governo.

Il tratto più sorprendente è come Berlusconi, ormai il più anziano leader in attività d'Italia e fra i più anziani del mondo, in tanti anni non abbia raggiunto un grado minimo di dimestichezza con il linguaggio democratico. Il linguaggio che accomuna in Europa e in Nord America tutti i capi di partito, conservatori o progressisti, con sporadiche eccezioni populiste, fenomeni in genere di breve durata o di limitato consenso.

Il richiamo della foresta in lui è sempre più forte di tutto, perfino in una campagna elettorale nata all'insegna della moderazione e, in teoria almeno, vinta in partenza dal centrodestra. Al cinismo berlusconiano il Paese è mitridatizzato da anni. Non manca chi lo considera, fra seguaci e avversari, con divertimento. Si accettano già scommesse sulle barzellette e le battute che il capo potrà sfornare quando incontrerà da premier il primo presidente donna o il primo presidente nero degli Stati Uniti. Tanto, ci saranno sempre "ben altri problemi". Ma se non si riesce a cambiare nemmeno la forma, figurarsi la sostanza.


(14 marzo 2008)


domenica, febbraio 24, 2008

fatti assurdi eppur veri

Stai li fermo in macchina  mollato in mezzo al traffico con un vaffanculo e una portiera sbattuta in faccia, 300 chiamate rifiutate, sentirsi scrivere per messaggio che la vostra amicizia è finita e che seppur finita non serve parlarne, aspettare inutilmente sotto casa e sentirsi addirittura dare dell'invadente, e ti chiedi se può bastare a farti capire tutto. Per l'ennesima volta chi dovrebbe mostrarti tenacia non lo sa fare... Questo un pò dovrebbe darti la misura del quanto, come  e perchè TU conti per questa persona. Eppure passi per polemico, per pazzo, per rompiscatole eppure mai ti saresti sognato di agganciare una sola di quelle volte il telefono; e la linea della decenza, forse della comincità è stata ampiamente superata, con molti antecedenti direi.
Sì, ok, hai detto una cazzata, ma hai chiesto scusa. Il dubbio c'era e ti sarebbe bastato farti un giro per le chat di quel tuo amico per verificarlo tutto, ma quello sarebbe male e tu non vorresti farlo. Non potresti. Ti basterebbe una password cambiata per verificarne la malafede. Ma a te non serve capire, le reazioni dicono molto di piu'. La tua morale va sempre rispettata, perchè così rispetti te stesso! Eppure una sola frase detta male ti fa meritare quel vaffanculo, che arriva sempre ultimamente. Come se la tua fosse un'amicizia di cui liberarsi al piu' presto.

E non basta il sentirsi mettere da parte per giorni da questo o quel passatempo di ragazzo di turno, non basta farsi chiamare solo quando le cose vanno male. Non basta non aver mai la complicità e vedersi in balia delle critiche di questo o quel fidanzato solo perchè tu amico non riesci a contraddirlo.  Tu Salvatore sei uno da "apparere" e ti sei chiesto varie volte cosa significasse effettivamente questo termine. Il tuo onore va "appartato" con le pezze a colori di giustificazioni date a qualcuno che infondo ha a che fare con te solo per un cazzo in culo. Ma gli altri, quei tuoi migliori amici che stanno solo nella tua testa, sentono il dovere di mantenerli tra i propri contatti, di continuare a parlarci nonostante siano stati cafoni in egualmodo con te e con loro. Devono giustificarti, chissà perchè... quando poi la complicità d'amico, quella che non può essere insegnata, comporterebbe solo un bel vaffanculo per direttissima e nessuna altra giustificazione. Complicità che nessuno vede, nemmeno piu' tu la vedevi, però stai la a chiamare 300 volte e a sentirti appendere il telefono altrettante 300 volte. Che schifezza d'amico che sei. Che concetto infantile d'amicizia hai - già perchè anche questo t'è stato detto-. Quella complicità a cui si sarebbe risposto con un "a chi cazzo vuole questo, per me ha ragione e chi se ne frega del cazzo", invece no parliamoci, perchè noi siamo persone che parlano con tizi del genere ma lasciano in mezzo al traffico il proprio migliore amico.   il "non sta bene" ha bisogno di altri messaggi per essere sviscerato, discusso, motivato... è "apparare", dimmi, il discutere con qualcuno della sanità mentale del tuo amico con un "lascialo stare, Salvo è particolare"??? Al paese mio è dare la ragione dei fessi, il mantenersi aperto il portone, il curarsi di propinare le beneamate pezze a colori, che mai dal tuo amico e complice ti aspetteresti... non per una scopata almeno!!! Quel tizio avrebbe potuto chiedere sia a me che a mia madre di scopare, chi glielo impedisce: sconosciuto è e sconosciuto tornerebbe ad essere. Una scopata non mi cambia la vita, ma questo è ormai un così è se vi pare... Dicevo, potrebbe provarci con me e mia madre, ma io mi aspetterei che a me come a mia madre quell'atteggiamento faccia schifo e in quel momento mi aspetterei che mia madre classificasse quella persona per ciò che è: uno squallido frocio tra i froci!!! Invece no, gli di deve permettere di darmi dello stronzo e continuare a parlarci con cortesia. Giusto no? Corretto no? Scontato no? E tutto è nato per una "semplice chattata alle 2 di notte" fatta tra uno che chatta malvolentieri anche coi suoi amici a volte e l'altro che usa internet solo per trovarsi un culo!!! Credibile no?
Ora prendi questo, aggiungici una serie di versioni distorte cambiate in corso d'opera: si me lo scoperei perchè no; no non gli ho dato corda; si hai ragione non mi sembra normale infatti gli ho detto di no; vabbè però che ti aspettavi; e un "ti sto apparando"... risulta irragionevole discuterne no? Salvatore sei un coglione a sospettare, sei assurdo. sei un coglione a chiedere scusa di aver detto di non fidarti perchè eri arrabbiato. Tu sei polemico, sei cattivo, sei insopportabile a volte: eppure non scappi puntualmente, non sbatti le porte, non agganci i telefoni, non mandi a fanculo. Parli, usi parole che pungono è , eppure cerchi d'essere diplomatico di risolvere...

EPPURE TU NON LA CHIUDI UNO SCHIFO D'AMICIZIA CON UN MESSAGGIO!!!


postato da: Mitsui alle ore 17:43 | link | commenti
categorie: amicizia, cazzo, gay , me stesso, il mio viaggio, condividere, vivere, male, froci, brutto, morale, io
venerdì, gennaio 18, 2008

Cumuli

Ritorno a casa in auto, guardo il mondo intorno nella notte ed è tutto così piatto. Mi domando cosa di tutta una vita sognata è stato fatto, e mi trovo a riflettere su quanto poco d'impegno mi ci sono messo. Credenze. Sì, mere credenze sono state le mie passioni, ed è come se un guru ipocrita e distaccato dal contesto mi avesse inculcato cose che non servono a nessuno. Sposto la testa di lato, come a contemplare un quadro astratto che non capisco. Io non capisco più niente, o forse lo capisco troppo bene. Mi sento quasi vecchio, quasi senza più speranze, quasi senza forze e quasi senza possibilità di rimetere le cose a posto. Troppo tempo è stato sprecato dietro stupide chimere: l'amore, l'amicizia, la passione, i sentimentinti, la compagnia, la fratellanza. Cose a cui nemmeno io ho creduto veramente, applicate in maniera così infantile. Un infante, questo sono ... questo sono stato. Scavo dentro me stesso, come al solito a spasso nell'anima, ma non trovo niente. Soddisfazioni a zero. Provo dei sentimenti così osceni verso coloro a cui ufficialmente dovrei voler bene, e gliene voglio, ma a tratti quelle oscenità ci sono. Il mio demone mi assale nei momenti meno opportuni e qualcuno mi dirà che mi sto assentando. Assentandomi da me stesso, dalle priorità valide, mi ritrovo ora a contemplare il piattume della mia città seppellita dall'immondizia e rifletto su quanto quei cumuli assomiglino alle cose non fatte, alle cose non realizate e non finite. Cumuli che hanno qualcosa di artistico nel loro ripetersi, come se un artista pazzo avesse spresso il suo estro accumulandolo agli angoli delle strade, e io a contemplarle, con una strana sensazione nel corpo. Pare che tutto a volte corrisponda al mio essere, anzi che a volte succedano cose proprio come io non le vorrei, tanto perchè il mio essere così tanto poco soddisfatto debba trovare il modo di ferirmi; e ci riesce! Ferisco continuamente me stesso, perchè desidero essere prima, ma in realtà sono quasi sempre ultimo.

 


lunedì, agosto 20, 2007

dubbi, non certezze, certezze... 6 giorni per andare avanti...

dubbiI tuoi dubbi non mi avrebbero pesato. Mi sarebbero bastati tutti, per il momento...

Volevo i tuoi dubbi... ma inutile spiegare!!!


martedì, luglio 03, 2007

Riscriverò qui un mio commento di risposta ad un altro commento nell'ultimo post.
Preferisco fare a meno delle persone che mi hanno voluto bene e che ho deluso, se queste ultime non riescono a firmarsi quando parlano di se... La sola esistenza di questi vigliacchi mi offende, come offende i sentimenti di cui tanto abusate a parole!!!

Questa è una delle consapevolezze che mi viene dalla pancia ormai. Questa è una delle cose che mi fa sentire in contatto con me stesso, ormai.

Punto... e a capo!!!



giovedì, giugno 14, 2007

Riporto di seguito un articolo comparso su Repubblica.it questa sera. L'articolo si commenta da solo, e verrà riportato integralmente; mi lascia solo sgomenti il fatto che veramente ste cose non succedono nemmeno in burundi. E se penso al pecorare del trentino che si commuove al discorso di quel demente di Bossi, o al coltivatore Veneto che ora è soddisfatto di chi lo rappresenta, mi viene la pelle d'oca. Credo che tutti gli Italiani a cui non piace essere - perchè lo siamo - la barzelletta dei paesi tra i più sviluppati debbano indignarsi. Non trovo alcun buon motivo per giustificare un atto del genere, non una regola delle nostre istituzioni è stata rispettata oggi... Siamo e saremo sempre un Paesuncolo se continuamo a mandare al governo mentecatti del genere!!!!

Clamorosa iniziativa dei deputati del Carroccio, per protestare contro l'esecutivo e chiedere elezioni
Condanna bipartisan dal mondo politico: Ulivo e Udc parlano di "comportamento squadrista"

La Lega occupa i banchi del governo
Montecitorio, venti minuti fuori controllo

di Claudia Fusani


Maroni accusa: "Malmenati dai colleghi del centrosinistra, faremo una denuncia a Bertinotti"
Replicano Boato e Buemi: "Profonda indignazione per un comportamento fascista ed eversivo"


<B>La Lega occupa i banchi del governo<br>Montecitorio, venti minuti fuori controllo</B>

I banchi del governo "occupati"

ROMA - Venti minuti di anarchia pura, l'aula in balia di se stessa, il governo cacciato dai suoi banchi, quindici deputati leghisti in piedi su quegli stessi banchi. Insulti, spinte, seggiole alzate in aria. "Volevamo solo fare un po' del nostro solito cinema" dirà un'ora dopo Federico Bricolo. Era cinema anche qualche anno fa quando qualche padano fabbricò un finto carrarmato e attaccò il campanile di San Marco a Venezia. Peccato che non sia previsto in alcun modo fare "del cinema" a Montecitorio, nell'aula della Camera.

La performance ha per protagonisti una quindicina di deputati della Lega che prima occupano i banchi del governo in segno di protesta sventolando la pagina della Padania che titola: "Fuori dalle balle"; poi accusano di aggressione i colleghi del centrosinistra Marco Boato e Enrico Buemi che, poiché la situazione non accennava a tornare alla normalità, si sono avvicinati agli occupanti leghisti al grido di "fascisti, questo è un atto eversivo!". Per i deputati del Carroccio è stata "un'aggressione fisica".

I fatti - Tutto comincia pochi minuti dopo mezzogiorno. Dibattito distratto, aula semivuota, argomento i ticket sanitari. Improvvisamente dalla parte destra dell'emiciclo i quindici deputati leghisti cominciano a sventolare La Padania, con relativo titolo a lettere cubitali, e a urlare "elezioni".

La maggioranza resta attonita. Qualcuno grida di smetterla, qualcun altro si avvicina, urla, spinte, lancio di giornali. Tra i leghisti spicca, per determinazione, Carolina Lussanna con tubino stile chanel di lino bianco e sandalino in tinta. Non sono da meno i colleghi Federico Bricolo e Matteo Brigandì, abito blu e camicia azzurra. La situazione scappa di mano. Accade tutto in pochi minuti. Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera, An, 28 anni, ha il turno di presidenza dell'aula. Sospende la seduta - nella confusione la sua voce si perde in un filo leggero - scampanella e lascia l'aula.

E' il caos. I quindici deputati leghisti lasciano i banchi e si mettono a sedere, di fatto occupandoli, negli scranni del governo che stanno al centro dell'emiciclo sotto il banco della Presidenza. In quei banchi, in nome e per conto del governo, c'è solo Giovanni Lolli, sottosegretario allo Sport e alle Politiche Giovanili. Vista la situazione, si alza e se ne va. Il governo è nei fatti "sfrattato". L'aula "abbandonata" a se stessa: la Meloni ha sciolto la seduta ma prima non ha dato ai commessi dell'aula l'ordine di intervenire per riportare le cose a posto. Una svista, sicuramente, una leggerezza dovuta a inesperienza. Fatto sta che secondo regolamento i commessi non possono intervenire se non sono ordinati a farlo.

Si vedono scene che nessuno avrebbe mai immaginato. Un parlamentare leghista è in piedi sui banchi del governo con una sedia in mano. Volano insulti di tutti i tipi. E le solite pagine della Padania. I questori della Camera, ce ne sono tre tra l'aula e le immediate vicinanze - Albonetti, Colucci e Galante - restano come pietrificati e non danno ordini ai commessi.

La stessa opposizione reagisce, isola la Lega e lascia l'aula per marcare la differenza. Mario Pescante (Fi) prende a male parole un leghista. Ignazio La Russa (An) esce in Transatlantico e telefona al capogruppo della Lega Roberto Maroni: "Dove sei? Vieni subito, c'è un casino, devi richiamare i tuoi porca...".

La maggioranza presidia l'aula e decide di intervenire visto che nessuno tra commessi e questori decide o riesce a farlo. Nel frattempo è rientrato il presidente Meloni. C'è anche un altro vice, Carlo Leoni (Sd). Marco Boato e Enrico Buemi, sicuramente due robusti signori ma non tra i più giovani, si avvicinano ai banchi del governo. Sono le 12.15 circa. La situazione è ormai fuori controllo. Si capisce solo che ci sono persone addosso alle altre, che qualcuno alza le mani, che altri vengono tenuti fermi. Finalmente arriva Maroni, capogruppo della Lega, "il capo", l'unico in grado di portare fuori i suoi deputati e ripristinare un minimo di ordine. In Transatlantico si vedono facce rosse, camicie sudate, giacche stazzonate. A mezzogiorno e quaranta torna, più o meno, la calma.

La reazioni - E scattano le reazioni. La maggioranza attacca. In aula parlano i capigruppo. Dario Franceschini (Ulivo): "Occupare i banchi del governo è stato uno sfregio inaccettabile del Parlamento, un atto di squadrismo. Che nessuno si permetta di parlare di legittima critica quando un deputato dell'opposizione è in piedi sul tavolo del governo e brandisce una seggiola". Gennaro Migliore (Rifondazione): chiede "sanzioni adeguate" perché "l'atto di squadrismo di questa mattina apre una voragine democratica". Dai banchi dell'opposizione si indigna pubblicamente l'Udc: "Abbiamo visto atteggiamenti squadristi, è vergognoso e inaccettabile che si impedisca al Parlamento di proseguire i propri lavori" (Luca Volontè).

Furiosa anche la vicepresidente Meloni - a cui la situazione è in effetti e non per colpa scappata un po' di mano - che ha definito quello del Carroccio un atto "senza precedenti" e "del tutto inaccettabile. L'ufficio di presidenza prenderà le determinazioni del caso", e "la Presidenza della Camera si impegnerà affinché episodi del genere non si ripetano".

Meno indignati i toni di Silvio Berlusconi: "Se si tira troppo la corda - ha detto, commentando l'accaduto - possono accadere fughe in avanti che io non credo siano auspicabili da parte di nessuno".

Ma Maroni non ci sta: a suo giudizio ("ma non era nemmeno presente in aula" gli manda a dire Franceschini) i parlamentari del suo partito sono stati "aggrediti", "picchiati", "malmenati". "Esponenti della sinistra - ha sostenuto - hanno scatenato una reazione assolutamente sproporzionata", rispetto alla protesta.

Domani ci sarà l'incontro tra il presidente della Camera Fausto Bertinotti e il capogruppo Maroni che annuncia "una denuncia molto dettagliata". E martedì prossimo alle 10 si riunirà l'ufficio di presidenza dell'assemblea di Montecitorio.

Marco Boato ha ancora il colletto della camicia sudato. "Macché aggressione, noi ci siamo avvicinati e gli abbiamo urlato un dato incontrovertibile: siete dei fascisti e state commettendo un atto eversivo. Quelli sono i banchi del governo... ". Per Enrico Buemi l'aggressione - è vero - c'è stata "ma al Parlamento". poi se la prende con la Meloni perché "avrebbe dovuto intervenire per tempo, evitare che quelli della Lega arrivassero ai banchi del governo. Invece li ha lasciati fare. Così come i commessi". Bertinotti difende l'operato della Meloni: "Le sue decisioni sono le mie", taglia corto da Mosca.

Per il governo si fa sentire Vannino Chiti: "E' stato commesso un atto grave, un'offesa al Parlamento". Per oggi intanto i deputati della Lega non possono più mettere piede in aula. Si aggirano tra i corridoi e la sala stampa di Montecitorio. Spiegano le loro ragioni. Le dovranno spiegare domani a Bertinotti. Di fronte ai filmati.

(14 giugno 2007)

martedì, maggio 29, 2007

W la Clerocrazia!!!

consiglio...

Ucci Ucci, sento odor di Inquisizione.

Pare che qualcuno ci stia dando degli avvertimenti. Pare che qualcuno ci stia dicendo come pensare, cosa scrivere, cosa guardare, come vivere. Non mi riferisco solo alle invadenze del nostro ospite scomodo. Il Vaticano ha tutti i diritti di dire ciò che pensa, ha tutti i diritti di spacciare per verosimili cose che non si trovano nemmeno nel Libro che è a fondamento di tutto quello che promuovono: ha tutti i diritti di coprire il proprio letame come meglio può, ci sono interessi in ballo... e il Dio Potere ha da sempre tentato la cupidigia del cupolone. Sono tutte cose che ci aspettavamo già. Siamo sempre stati abituati, lo abbiamo letto anche per epoche che ormai non ci appartengono più, che nel nome di sedicenti scritture si praticassero discriminazioni, abusi, sviste, errori di cui troppo poco spesso abbiamo potuto ricevere le scuse. Scuse non come laici, non come minoranze (per chi di noi ne fa parte...), non come non credenti (per quelli che di noi lo sono), ma come umanità in nome delle barbarie di cui la Chiesa troppo spesso si è macchiata. Eppure continuano ad averne la pretesa: continuano a volerci insegnare come vivere, come concepire la nostra famiglia. Loro che di famiglia "naturale", come vogliono propinarcela, non ne avranno mai una; è un pò come se io andassi oggi dal mio salumiere e avessi la pretesa di spiegargli come affettare al top la mortadella. E poi che fine fanno, quelle famiglie sacre in cui ci sono dei figli omosessuali che in quanto figli non si meritano di essere spinti al disprezzo da parte di coloro che dovrebbero promulgare l'amore. E' naturale questo? Abbiamo visto benedire dal nostro benedetto Papa Bolle contro l'approvazione dei DICO, abbiamo visto isterismi di ogni sorta per un Pride, vedendoci interdetti itinerari e percorsi come se la città eterna fosse ancora un loro feudo; come se fossero ancora gli anni in cui si riteneva per vera quella famosa donazione di Costantino, guarda caso altra loro bufala. Abbiamo visto uomini bruciare sul rogo per smentire le loro panzane, e oggi c'è ancora chi ci crede. Chi scende in piazza a sostenerli. Chi si crede ancora dalla parte del giusto sacro contro il maligno profano.  Tutto in certi momenti ha assunto le caratteristiche di una guerra tra "froci". Perchè per molti versi è questo che è: UNA GUERRA TRA DUE MODI DIVERSI D'ESSERE FROCI - a loro la possibilità di reprimersi chiudendosi tra le quattro sorde e cieche mura dei seminari, reprimendo fino allo stremo i proprio ormoni per poi sfogarli, magari, sul primo malcapitato minorenne in sacrestia; a noi la possibilità di viverci, come "Buddha" ci pare, l'unica e sacra vita che NOSTRO signore ci ha dato. Ma qua si va oltre, io stesso mi sono soffermato troppo solo su un'angolatura della questione. Qua si censura la possibilità di pensare e di essere, non solo ai "froci" - vabbè, noi ci siamo abituati. Ci siamo fatti le ossa in una società come la nostra che finge di volerci solo se sottomessi alla loro benevola approvazione: solo se indottrinati in umorali luoghi comuni. Ma non è questo il punto. Non siamo più solo froci contro froci, non siamo più family defender contro dragqueen... qui è lotta sociale ora, perchè esistono i laici ed esistono quelli che seppure credenti non accettano più le ingerenze clericali, Quelli che non sono più solo dei sensibili giocattolini con cui condividere una giornata di shopping. Qui si tratta di persone: quelli che credono in Cristo, quelli che non ci credono, e quelli che se ne fregano ,e consapevolmente, di ciò che pensa un sajo.


lunedì, maggio 14, 2007

preti

Alibi bendetto per i pedofili

 

Documentario choc della Bbc: Ratzinger rinnova il divieto a testimoniare in tribunali civili (pena la scomunica) per reati di abusi sessuali che avessero coinvolto religiosi. Ma in Italia non lo trasmette nessuno. Ecco il video...

http://www.gay.it/newsletter/click.php?url=http://liberoblog.libero.it/cronaca/bl6939.phtml

 

rottura...

rottura_di_cazzo

Per tutti quelli che continuano a parlare di me e che continuano a pensare che poi sia io a voler legar eme stesso a loro penso:

Dove non c'è cazzo non c'è speranza... figuariamoci il rispetto!!!

P.s. mi piacerebbe dimostrare a uno solo quanto si stia sbagliando quella gente... ma non posso fare niente per salvarlo, deve fare lui il primo passo... io non posso, non posso davvero. Eppure mi interessa ancora molto la sua opinione. Soli 5 minuti e gli farei cambiare idea....


mercoledì, maggio 09, 2007

Bello

Stasera molta gente mi ha detto: sei bello...

Che strano sentirne il suono... lascio qui questo pensiero, per ricordarmene sempre un giorno... è strano pensare che è la prima volta che posso sentir tangibile un apprezzamento... è strano pensare d'esserne la prima volta soggetto.

Dedicato a me... e solo a me stesso!!!


mercoledì, maggio 02, 2007

vito...

titoci - mano sul volto

titocci - fuma

titocci - venus

 

COINCIDENZE ...

(contento? :-P)


venerdì, febbraio 02, 2007

la Metà di niente

Alla luce delle cose che dici e all'indifferenza che dai (ma tanto a quella mi ci hai abituato, anche nel bene), sembra inutile anche che continui a sfogarmi sul mio blog. Mi togli anche questo... Dici che le persone più belle sono quelle inaspettate, beh quanto è vero. Ma è vero anche il contrario le persone più marce sono ancora più inaspettate. Trovi tutto così normale, nemmeno il male che fai ti risulta male, nemmeno quello è dedicato a me. Qualcuno da piccolo mi disse di temere più di ogni altra cosa la stupidità che la cattiveria, perchè la cattiveria almeno implica intelligenza, mentre lo stupido non si riposa mai, fa le cose senza ragione e per inerzia. Vorrei che almeno avessi fatto quello che hai fatto con cognizione, volendo ferirmi, ma dici il contrario e non posso salvarti. Non un solo ricodo ora mi sembra veritiero, devono per forza esser state tuttte bugie. Come fai a non soffrire nel vedere così sprecato il tuo tempo, le sofferenze che dici di aver patito. Un mio amico mi ha detto di ritenerti uno dei tanti: uno in più nel mare della delusione cosa mai può essere. E' qui che sbaglia, perchè quella delusione arriva ogni volta più forte; perchè ogni volta mi piego ad una motivazione nuovamente più valida per ricominciare a sperare che nel mio mondo possa esserci qualcuno in grado di scaldarmi, qualcuno in grado di essere al di fuori della massa di amorfe mezze persone, tali solo per il fatto di potersi scambiare qualche effusione effimera. Come faremo mai a smentire chi ci vede solo dei fenomeni da baraccone, degli sbagli della natura, se non siamo mai in grado di darci un'etica e di disgustarci quando questa non viene rispettata. Ragioniamo col "cazzo", crediamo di provare passioni, ci convinciamo di provocarci affezioni ... e poi tutto si risolve nella solita banale conclusione: ci si dimentica. Come faccio io, ora a non sentirmi la più banale metà di niente???


giovedì, febbraio 01, 2007

Specchio

specchioQuante volte mi hai detto che io ero così cinico perchè avevo visto troppa feccia. Avevo vissuto troppo in un ambiente di merda e mi ero lasciato indurire da troppa cattiveria di troppa brutta gente... Beh guardati allo specchio tu ora ne fai parte; anzi l'hai superata tutta!!!