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sabato, marzo 15, 2008

Il Richiamo della Foresta

di Curzio Maltese


Sarà la convinzione d'avere il sole della vittoria in tasca. Saranno l'età e i chilometri: alla quinta campagna elettorale il repertorio fatalmente si avvizzisce. Sarà che Berlusconi è sempre stato così, ma insomma il livello di gaffes ciniche e volgari assemblato dal Cavaliere in due settimane di campagna elettorale sembra eccessivo perfino agli amanti del genere.

Persi i grandi alibi del sogno e dell'anticomunismo, a Berlusconi sono rimaste soltanto le barzellette. L'intera sua campagna assomiglia a una barzelletta, del genere greve. L'altra sera al Tg2, a una ragazza precaria che gli poneva un problema serio ("Come si può metter su una famiglia con 600 euro al mese?") il candidato premier del centrodestra ha consigliato di sposare Berlusconi junior o "un tipo del genere", un figlio di miliardario. Di fronte al gelo dello studio, il grande comunicatore ha poi improvvisato una risposta seria delle sue, cioè lievemente meno cialtrona.


Non si era ancora spenta l'eco della candidatura di Ciarrapico, giustificata da Berlusconi più o meno così: d'accordo, è un fascista ma possiede giornali "che servono". Il verbo è da intendersi in senso largo. Il passaggio logico in cui il primo editore d'Italia dava per scontato che i giornalisti siano servi dei loro padroni è sfuggito alla già rinomata categoria. Ma in molti pagheremmo una cifra, come si dice a Milano, per vedere Berlusconi ripetere il concetto ai leader del partito popolare europeo, che ieri hanno chiarito di non essere disposti ad accogliere nostalgici di Mussolini.
Poco prima il Cavaliere, per tener fede ai propositi di fair play elettorale, s'era messo a stracciare in pubblico il programma del Pd. La campagna era cominciata peraltro con una solenne presa per i fondelli dei suoi elettori, intorno alla vicenda della candidatura di Clemente Mastella. Berlusconi aveva ammesso di aver offerto la candidatura a Mastella, ai tempi in cui questi era ancora nel centrosinistra, ma d'aver poi deciso di non onorare la promessa, "perché secondo i sondaggi, ci farebbe perdere dall'otto al dieci per cento". Anche qui è passato inosservato il passaggio logico per cui un quarto degli elettori del Pdl sarebbero tanto imbecilli da non distinguere fra un gesto politico convinto, magari dettato da scrupoli etici, e una trovata opportunistica.

Nella democrazia americana, che Berlusconi cita da una vita a modello, una qualsiasi di queste gaffes, per usare un eufemismo, avrebbe comportato l'immediata fine della carriera politica. In Italia, per fortuna sua ma non nostra, offendere le donne, i media, gli avversari e perfino l'intelligenza dei propri elettori, non è considerato grave. Neppure o soprattutto dagli interessati. E' possibile, anzi probabile, che Berlusconi non abbia perso un solo voto dei suoi, né di donne, né di giornalisti, né fra i molti antipatizzanti dell'ex Guardasigilli. Ci sono ben altri problemi, come ripete il Cavaliere. Per esempio la questione della spazzatura a Napoli, per la quale lui stesso non ha fatto nulla nei sette anni di governo.

Il tratto più sorprendente è come Berlusconi, ormai il più anziano leader in attività d'Italia e fra i più anziani del mondo, in tanti anni non abbia raggiunto un grado minimo di dimestichezza con il linguaggio democratico. Il linguaggio che accomuna in Europa e in Nord America tutti i capi di partito, conservatori o progressisti, con sporadiche eccezioni populiste, fenomeni in genere di breve durata o di limitato consenso.

Il richiamo della foresta in lui è sempre più forte di tutto, perfino in una campagna elettorale nata all'insegna della moderazione e, in teoria almeno, vinta in partenza dal centrodestra. Al cinismo berlusconiano il Paese è mitridatizzato da anni. Non manca chi lo considera, fra seguaci e avversari, con divertimento. Si accettano già scommesse sulle barzellette e le battute che il capo potrà sfornare quando incontrerà da premier il primo presidente donna o il primo presidente nero degli Stati Uniti. Tanto, ci saranno sempre "ben altri problemi". Ma se non si riesce a cambiare nemmeno la forma, figurarsi la sostanza.


(14 marzo 2008)


giovedì, febbraio 28, 2008

quesito

Se per la chiesa la pillola del giorno dopo e' gia' aborto, mi sorge un dubbio... la sega e' omicidio premeditato? Ma soprattutto, il pompino e' cannibalismo?

giovedì, febbraio 21, 2008

gaffes

SOFFRO DI VENE VORTICOSE
DI FRONTE A QUESTE COSE RIMANGO PUTREFATTO
QUANDO MUOIO MI FACCIO CROMARE
BASTA! VI STATE COAGULANDO CONTRO DI ME!
ANCHE L'OCCHIO VA' DALLA SUA PARTE!
PRIMA DI OPERARMI MI FANNO UNA AUTOPSIA GENERALE
VORREI UNA MAGLIA CON IL COLLO A VOLPINO
DEVO ANDARE DALL'OTORINOLALINGUAIATRA
VORREI UNA POMATA PER L'IRPEF
SE LO SAPEVO GLIELO DIVO!
TU NON SEI PRORPIO UNO STERCO DI SANTO
TU L'HAI LETTO IL FU MATTIA BAZAR?
E' ANDATO A LAVORARE NEGLI EVIRATI ARABI
MIA NONNA HA IL MORBO DI PAKISTAN
SCENDI IL CANE CHE LO PISCIO
C'E' UNA PELURIA DI OPERAI
BEVIAMO UNA MAGNUM DI KRUGER
MI SONO FATTA UN LEASING AL VISO
SONO MOMENTANEAMENTE IN STAND-BIKE
USARE IL DDT FA DIVENTARE PIU' GRANDE IL BUCO DELL'ORZORO
A FORZA DI ANDARE DI CORPO MI SONO QUASI DISINTEGRATA
VERA' IN UFFICIO UNO STRAGISTA PER IL TIROCINIO
CHE LINGUA SI PARLA IN TURCHIA? IL TURCHESE
DA VICINO VEDO BENE. E' DA LONTANO CHE SONO LESBICA
E' INUTILE PIANGERE SUL LATTE MACCHIATO
SONO SEMPRE IO IL CAPPIO ESPIATIORIO
VORREI 100 GRAMMI DI PROSCIUTTO SENZA POLISTIROLO
VORREI UN GELATO SINTETICO HO IL DIABETE (DETTA DA MIO PADRE)
CHE BELLO HAI COMPRATO IL MATERASSO ALL'ASTICE (DETTA DA MIA MADRE)


postato da: Mitsui alle ore 15:17 | link | commenti
categorie: web , risate, barzellette
sabato, agosto 11, 2007

finocchio

Tanto va il finocchio a largo che ritorna col bagnino!!!


giovedì, giugno 14, 2007

Riporto di seguito un articolo comparso su Repubblica.it questa sera. L'articolo si commenta da solo, e verrà riportato integralmente; mi lascia solo sgomenti il fatto che veramente ste cose non succedono nemmeno in burundi. E se penso al pecorare del trentino che si commuove al discorso di quel demente di Bossi, o al coltivatore Veneto che ora è soddisfatto di chi lo rappresenta, mi viene la pelle d'oca. Credo che tutti gli Italiani a cui non piace essere - perchè lo siamo - la barzelletta dei paesi tra i più sviluppati debbano indignarsi. Non trovo alcun buon motivo per giustificare un atto del genere, non una regola delle nostre istituzioni è stata rispettata oggi... Siamo e saremo sempre un Paesuncolo se continuamo a mandare al governo mentecatti del genere!!!!

Clamorosa iniziativa dei deputati del Carroccio, per protestare contro l'esecutivo e chiedere elezioni
Condanna bipartisan dal mondo politico: Ulivo e Udc parlano di "comportamento squadrista"

La Lega occupa i banchi del governo
Montecitorio, venti minuti fuori controllo

di Claudia Fusani


Maroni accusa: "Malmenati dai colleghi del centrosinistra, faremo una denuncia a Bertinotti"
Replicano Boato e Buemi: "Profonda indignazione per un comportamento fascista ed eversivo"


<B>La Lega occupa i banchi del governo<br>Montecitorio, venti minuti fuori controllo</B>

I banchi del governo "occupati"

ROMA - Venti minuti di anarchia pura, l'aula in balia di se stessa, il governo cacciato dai suoi banchi, quindici deputati leghisti in piedi su quegli stessi banchi. Insulti, spinte, seggiole alzate in aria. "Volevamo solo fare un po' del nostro solito cinema" dirà un'ora dopo Federico Bricolo. Era cinema anche qualche anno fa quando qualche padano fabbricò un finto carrarmato e attaccò il campanile di San Marco a Venezia. Peccato che non sia previsto in alcun modo fare "del cinema" a Montecitorio, nell'aula della Camera.

La performance ha per protagonisti una quindicina di deputati della Lega che prima occupano i banchi del governo in segno di protesta sventolando la pagina della Padania che titola: "Fuori dalle balle"; poi accusano di aggressione i colleghi del centrosinistra Marco Boato e Enrico Buemi che, poiché la situazione non accennava a tornare alla normalità, si sono avvicinati agli occupanti leghisti al grido di "fascisti, questo è un atto eversivo!". Per i deputati del Carroccio è stata "un'aggressione fisica".

I fatti - Tutto comincia pochi minuti dopo mezzogiorno. Dibattito distratto, aula semivuota, argomento i ticket sanitari. Improvvisamente dalla parte destra dell'emiciclo i quindici deputati leghisti cominciano a sventolare La Padania, con relativo titolo a lettere cubitali, e a urlare "elezioni".

La maggioranza resta attonita. Qualcuno grida di smetterla, qualcun altro si avvicina, urla, spinte, lancio di giornali. Tra i leghisti spicca, per determinazione, Carolina Lussanna con tubino stile chanel di lino bianco e sandalino in tinta. Non sono da meno i colleghi Federico Bricolo e Matteo Brigandì, abito blu e camicia azzurra. La situazione scappa di mano. Accade tutto in pochi minuti. Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera, An, 28 anni, ha il turno di presidenza dell'aula. Sospende la seduta - nella confusione la sua voce si perde in un filo leggero - scampanella e lascia l'aula.

E' il caos. I quindici deputati leghisti lasciano i banchi e si mettono a sedere, di fatto occupandoli, negli scranni del governo che stanno al centro dell'emiciclo sotto il banco della Presidenza. In quei banchi, in nome e per conto del governo, c'è solo Giovanni Lolli, sottosegretario allo Sport e alle Politiche Giovanili. Vista la situazione, si alza e se ne va. Il governo è nei fatti "sfrattato". L'aula "abbandonata" a se stessa: la Meloni ha sciolto la seduta ma prima non ha dato ai commessi dell'aula l'ordine di intervenire per riportare le cose a posto. Una svista, sicuramente, una leggerezza dovuta a inesperienza. Fatto sta che secondo regolamento i commessi non possono intervenire se non sono ordinati a farlo.

Si vedono scene che nessuno avrebbe mai immaginato. Un parlamentare leghista è in piedi sui banchi del governo con una sedia in mano. Volano insulti di tutti i tipi. E le solite pagine della Padania. I questori della Camera, ce ne sono tre tra l'aula e le immediate vicinanze - Albonetti, Colucci e Galante - restano come pietrificati e non danno ordini ai commessi.

La stessa opposizione reagisce, isola la Lega e lascia l'aula per marcare la differenza. Mario Pescante (Fi) prende a male parole un leghista. Ignazio La Russa (An) esce in Transatlantico e telefona al capogruppo della Lega Roberto Maroni: "Dove sei? Vieni subito, c'è un casino, devi richiamare i tuoi porca...".

La maggioranza presidia l'aula e decide di intervenire visto che nessuno tra commessi e questori decide o riesce a farlo. Nel frattempo è rientrato il presidente Meloni. C'è anche un altro vice, Carlo Leoni (Sd). Marco Boato e Enrico Buemi, sicuramente due robusti signori ma non tra i più giovani, si avvicinano ai banchi del governo. Sono le 12.15 circa. La situazione è ormai fuori controllo. Si capisce solo che ci sono persone addosso alle altre, che qualcuno alza le mani, che altri vengono tenuti fermi. Finalmente arriva Maroni, capogruppo della Lega, "il capo", l'unico in grado di portare fuori i suoi deputati e ripristinare un minimo di ordine. In Transatlantico si vedono facce rosse, camicie sudate, giacche stazzonate. A mezzogiorno e quaranta torna, più o meno, la calma.

La reazioni - E scattano le reazioni. La maggioranza attacca. In aula parlano i capigruppo. Dario Franceschini (Ulivo): "Occupare i banchi del governo è stato uno sfregio inaccettabile del Parlamento, un atto di squadrismo. Che nessuno si permetta di parlare di legittima critica quando un deputato dell'opposizione è in piedi sul tavolo del governo e brandisce una seggiola". Gennaro Migliore (Rifondazione): chiede "sanzioni adeguate" perché "l'atto di squadrismo di questa mattina apre una voragine democratica". Dai banchi dell'opposizione si indigna pubblicamente l'Udc: "Abbiamo visto atteggiamenti squadristi, è vergognoso e inaccettabile che si impedisca al Parlamento di proseguire i propri lavori" (Luca Volontè).

Furiosa anche la vicepresidente Meloni - a cui la situazione è in effetti e non per colpa scappata un po' di mano - che ha definito quello del Carroccio un atto "senza precedenti" e "del tutto inaccettabile. L'ufficio di presidenza prenderà le determinazioni del caso", e "la Presidenza della Camera si impegnerà affinché episodi del genere non si ripetano".

Meno indignati i toni di Silvio Berlusconi: "Se si tira troppo la corda - ha detto, commentando l'accaduto - possono accadere fughe in avanti che io non credo siano auspicabili da parte di nessuno".

Ma Maroni non ci sta: a suo giudizio ("ma non era nemmeno presente in aula" gli manda a dire Franceschini) i parlamentari del suo partito sono stati "aggrediti", "picchiati", "malmenati". "Esponenti della sinistra - ha sostenuto - hanno scatenato una reazione assolutamente sproporzionata", rispetto alla protesta.

Domani ci sarà l'incontro tra il presidente della Camera Fausto Bertinotti e il capogruppo Maroni che annuncia "una denuncia molto dettagliata". E martedì prossimo alle 10 si riunirà l'ufficio di presidenza dell'assemblea di Montecitorio.

Marco Boato ha ancora il colletto della camicia sudato. "Macché aggressione, noi ci siamo avvicinati e gli abbiamo urlato un dato incontrovertibile: siete dei fascisti e state commettendo un atto eversivo. Quelli sono i banchi del governo... ". Per Enrico Buemi l'aggressione - è vero - c'è stata "ma al Parlamento". poi se la prende con la Meloni perché "avrebbe dovuto intervenire per tempo, evitare che quelli della Lega arrivassero ai banchi del governo. Invece li ha lasciati fare. Così come i commessi". Bertinotti difende l'operato della Meloni: "Le sue decisioni sono le mie", taglia corto da Mosca.

Per il governo si fa sentire Vannino Chiti: "E' stato commesso un atto grave, un'offesa al Parlamento". Per oggi intanto i deputati della Lega non possono più mettere piede in aula. Si aggirano tra i corridoi e la sala stampa di Montecitorio. Spiegano le loro ragioni. Le dovranno spiegare domani a Bertinotti. Di fronte ai filmati.

(14 giugno 2007)

lunedì, maggio 14, 2007

rottura...

rottura_di_cazzo

Per tutti quelli che continuano a parlare di me e che continuano a pensare che poi sia io a voler legar eme stesso a loro penso:

Dove non c'è cazzo non c'è speranza... figuariamoci il rispetto!!!

P.s. mi piacerebbe dimostrare a uno solo quanto si stia sbagliando quella gente... ma non posso fare niente per salvarlo, deve fare lui il primo passo... io non posso, non posso davvero. Eppure mi interessa ancora molto la sua opinione. Soli 5 minuti e gli farei cambiare idea....


sabato, aprile 28, 2007

Barzelletta che cammina...

barzelletta-che-cammina

Mi sono fatto da solo,
sulle ricotte lavoro ...
Mi sono alzato dal suolo ...

Mi son comprato un paese
di gente che fa le spese,
sognando villazze e pensioni da re ...

Ed ora che sono il padrone
di questa nazione
comando il vapor,
ho sistemato i miei conti
c'è un branco di TONTI
che mi crede ancor, se dico che:

MI SONO FATTO DA SOLO!!! 


domenica, gennaio 14, 2007

Uscirò. Andrò a ballare. Non mi divertirò poi tanto. Starò col mio migliore amico. Lascerò passare... Dopotutto: Adda' passà a nuttata!!!

venerdì, gennaio 12, 2007

AFFETTO IN SALSA ROSA

Affetto in Salsa Rosa

Ricetta per 2 persone.cuoca

Ingredienti:

Tutti i tuoi pensieri, belli o brutti tagliati freschi;
Gran parte del tuo tempo, un bel pezzo di primo taglio, magro e senza grassi aggiunti;
Tutta la tua voglia di passione, più ce ne metti meglio è;
Fatica e affanni (puoi trovarle al supermercato nello stand delle spezie preconfezionate);
Cortesia, quanto basta;
Gentilezza, a volontà;
attenzione;
un pizzico di pazienza.

Preparazione:

Sminuzzare i "Pensieri" con cura e metterli da parte in una pentola capiente, con molta acqua che poi servirà per una cottura lenta e duratura. Mescolare con cura Gran Parte del tuo tempo con "Cortesia", "Gentilezza", una buona parte di attenzione (a occhio) "Attenzione" fino ad ottenere una salsa morbida e omogenea di colore rosa (ATTENZIONE: il colore "rosso" indica un preparato troppo vivo e saporito. Non va bene. Gettatelo!).

Cuocere a fuoco lento il brodo con "Tutti i Pensieri" sminuzzati e variegati e mantecare con un "Pizzico di Pazienza" e la restante parte di "Attenzioni". Preparare poi col decotto abbastanza tiepido delle piccole polpettine da ricoprire poi con la salsa descritta sopra, di colore rosa.

Servire con una guarnizione di "Buon Viso a Cattivo Gioco" e decorare con tanta tanta "Speranza" montata a neve, che vaneggianti aspettative non vengano continuamente disattese.

BUON APPETITO!!!



martedì, dicembre 19, 2006

coraggio

paura vs coraggioE' sconvolgente come a volte la semplicità di certe frasi ti lasci spiazzato... girando per la rete mi sono imbattutto in questo pensiero... mi sono trovato patetico...

L'amore è un bellissimo fiore, ma bisogna avere il coraggio di coglierlo sull'orlo di un precipizio!
Poichè questo coraggio non ce l'ha + nessuno.....

E' questo quello che meno caratterizza noi tacciati di "amori deboli": LA MANCANZA DI CORAGGIO!

 

Si però questa mi fa ridere....

coraggio


venerdì, giugno 09, 2006

la barzelletta più bella del mondo

Due cacciatori si trovano in un bosco del New Jersey,  improvvisamente uno dei due crolla a terra.  
Sembra che non respiri più e i suoi occhi sono assenti.
L'amico chiama immediatamente i soccorsi al telefono. 
 Urla: «Il mio amico è morto. È morto. Cosa posso fare?!? ». 
«Cerchi di calmarsi, la prego»  - gli risponde l'operatore - «Innanzitutto si assicuri che sia realmente morto» 


Un attimo di silenzio, poi si sente un colpo di fucile. «Ok  E adesso???»


postato da: Mitsui alle ore 23:02 | link | commenti
categorie: risate, barzellette