

L´amicizia cancellata ai tempi di Internet

Visto che nessuno lo fa, visto che nessun media ne parla, visto che solo il Family Day con i suoi cori da parrocchia ha diritto di essere "spinto" da milioni di volantini, autobus gratis, attori da Telenovelas, Grandi e piccoli Fratellini, alte prelature e Ministri della Repubblica,bolle e benedizioni, giostre, pagliacci, genitoriali associazioni, circo e controcirco, allora lo faccio io e invito tutti a rigirare la notizia che il PRIDE NAZIONALE, nonchè ROMA PRIDE 2007 si terrà questo sabato (16 giugno). Il Pride partirà da Piazza San Paolo (Piramide) intorno alle 15:30, per finire a Piazza San Giovanni, luogo tipico per le grandi manifestazioni legate ai temi del diritto.
Il motto è: PARITA', DIGNITA', LAICITA' !!!
Parole che hanno un significato nitido per tutti quei cittadini e cittadine che sentono ormai stonato il ritardo accumulato dal nostro Paese in riferimento alle politiche sociali per le pari opportunità.
Ho più volte espresso il concetto che ormai tutto non possa più dipendere dalla paternalistica benevolenza: il concetto di Parità è al di sopra di questa o di quella corrente di pensiero, un diritto acquisito e condiviso è irrevocabile volenti o nolenti. "Condividere" non vuol dire solo "Approvare", condividere è rendersi partecipi, appoggiare una lotta morale che ormai si è fatta necessaria. Molti all'idea del Pride storcono il naso. Pensando a una carnevalata, ma io penso che non ci possiamo lamentare se del Pride le Tv traspettono solo immagini di "Trans Brasiliane in tanga" se poi non ci va nessuno che generalmente vive in "Jeans e Maglietta". Il Pride deve essere una festa fatta soprattutto da gente comune. Questo sarà "Un Pride dalla forte carica politica e rivendicativa in un momento che sentiamo centrale nel confronto democratico del nostro Paese e che speriamo richiami a manifestare tutte le cittadine e i cittadini che hanno a cuore la libertà di pensiero, l’uguaglianza per tutti, la giustizia e la laicità delle istituzioni. Dati che sembravano acquisiti ma sembrano oggi rimessi in discussione." dice Giovanna Praitano sul comunicato ufficiale del sito promotore del Pride 2007 ( www.romapride.it ).
Prima di lasciarvi vi invito a riflettere su alcuni punti:
1) Perchè, seppure al Pride 2007 ci sarà una maggiore componente di Ministri e Istituzioni rispetto al Family Day la divulgazione delle notizie - e potete vederlo da soli - è di misura enormemente ridotta?
2) Perchè la RAI, nonchè servizio pubblico, da in diretta il Family Day e invece la stessa diretta al Pride è stata negata? L'evento mediatico è maggiore che allora, la componente politica più cospicua, eppure la rilevanza risulta minima per l'informazione del servizio pubblico;
3) Coma mai molti pensano che il Pride sia una carnevalata? Ma solo io e pochi altri provaiamo insofferenza per le manifestazioni di pubblica ingerenza di chiesta e cattolici, e di ignoranza di alcuni esponenti politici? Quelle si che son cose che fanno ridere!!!!
Vi lascio con il ritornello dell'Inno Ufficiale del Pride 2007 di Roma, tratto da "Gino e l'alfetta" singolo di Daniele Silvestri... il testo non ha bisogno di ulteriori spiegazioni:
Ehi ehi
sono gay sono gay
non sono gay, no non sono gay
sono gay sono come vuoi
oggi sono lui
ma che vuoi, sono gay fatti miei
che disturbo ne hai
quale enorme disagio ne trai
sono gay sono gay
si sono gay
I banchi del governo "occupati"

Ucci Ucci, sento odor di Inquisizione.
Pare che qualcuno ci stia dando degli avvertimenti. Pare che qualcuno ci stia dicendo come pensare, cosa scrivere, cosa guardare, come vivere. Non mi riferisco solo alle invadenze del nostro ospite scomodo. Il Vaticano ha tutti i diritti di dire ciò che pensa, ha tutti i diritti di spacciare per verosimili cose che non si trovano nemmeno nel Libro che è a fondamento di tutto quello che promuovono: ha tutti i diritti di coprire il proprio letame come meglio può, ci sono interessi in ballo... e il Dio Potere ha da sempre tentato la cupidigia del cupolone. Sono tutte cose che ci aspettavamo già. Siamo sempre stati abituati, lo abbiamo letto anche per epoche che ormai non ci appartengono più, che nel nome di sedicenti scritture si praticassero discriminazioni, abusi, sviste, errori di cui troppo poco spesso abbiamo potuto ricevere le scuse. Scuse non come laici, non come minoranze (per chi di noi ne fa parte...), non come non credenti (per quelli che di noi lo sono), ma come umanità in nome delle barbarie di cui la Chiesa troppo spesso si è macchiata. Eppure continuano ad averne la pretesa: continuano a volerci insegnare come vivere, come concepire la nostra famiglia. Loro che di famiglia "naturale", come vogliono propinarcela, non ne avranno mai una; è un pò come se io andassi oggi dal mio salumiere e avessi la pretesa di spiegargli come affettare al top la mortadella. E poi che fine fanno, quelle famiglie sacre in cui ci sono dei figli omosessuali che in quanto figli non si meritano di essere spinti al disprezzo da parte di coloro che dovrebbero promulgare l'amore. E' naturale questo? Abbiamo visto benedire dal nostro benedetto Papa Bolle contro l'approvazione dei DICO, abbiamo visto isterismi di ogni sorta per un Pride, vedendoci interdetti itinerari e percorsi come se la città eterna fosse ancora un loro feudo; come se fossero ancora gli anni in cui si riteneva per vera quella famosa donazione di Costantino, guarda caso altra loro bufala. Abbiamo visto uomini bruciare sul rogo per smentire le loro panzane, e oggi c'è ancora chi ci crede. Chi scende in piazza a sostenerli. Chi si crede ancora dalla parte del giusto sacro contro il maligno profano. Tutto in certi momenti ha assunto le caratteristiche di una guerra tra "froci". Perchè per molti versi è questo che è: UNA GUERRA TRA DUE MODI DIVERSI D'ESSERE FROCI - a loro la possibilità di reprimersi chiudendosi tra le quattro sorde e cieche mura dei seminari, reprimendo fino allo stremo i proprio ormoni per poi sfogarli, magari, sul primo malcapitato minorenne in sacrestia; a noi la possibilità di viverci, come "Buddha" ci pare, l'unica e sacra vita che NOSTRO signore ci ha dato. Ma qua si va oltre, io stesso mi sono soffermato troppo solo su un'angolatura della questione. Qua si censura la possibilità di pensare e di essere, non solo ai "froci" - vabbè, noi ci siamo abituati. Ci siamo fatti le ossa in una società come la nostra che finge di volerci solo se sottomessi alla loro benevola approvazione: solo se indottrinati in umorali luoghi comuni. Ma non è questo il punto. Non siamo più solo froci contro froci, non siamo più family defender contro dragqueen... qui è lotta sociale ora, perchè esistono i laici ed esistono quelli che seppure credenti non accettano più le ingerenze clericali, Quelli che non sono più solo dei sensibili giocattolini con cui condividere una giornata di shopping. Qui si tratta di persone: quelli che credono in Cristo, quelli che non ci credono, e quelli che se ne fregano ,e consapevolmente, di ciò che pensa un sajo.
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Alibi bendetto per i pedofili
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Documentario choc della Bbc: Ratzinger rinnova il divieto a testimoniare in tribunali civili (pena la scomunica) per reati di abusi sessuali che avessero coinvolto religiosi. Ma in Italia non lo trasmette nessuno. Ecco il video... http://www.gay.it/newsletter/click.php?url=http://liberoblog.libero.it/cronaca/bl6939.phtml |
Una mia amica mi ha mandato questa mail...
È nella mia convinzione idealista, forse ingenua di studente di filosofia pensare che le parole, i libri, le idee possano cambiare il mondo, cambiare la vita delle persone, sovvertire gli ordini.
Il pensiero come azione!!
I libri rompono muri, le parole fanno cadere governi, le idee distruggono tradizioni millenarie.
È ingenuità pensare questo?
Certo, se il pensiero, il verbo e le idee non potessero nulla, se fossero così insignificanti perché perseguirli?
Perché far bere la cicuta a Socrate, imprigionare Campanella o bruciare Giordano Bruno?
La verità è che l'ordine costituito, la chiesa, lo stato, la società lo sanno! Sanno come i pensieri possano essere criminali pericolosi e come vadano direzionati censurati comprati se è necessario.
Questo brano di “Camere Separate” scritto da Tondelli che negli anni ottanta non immaginava di poter essere attuale nel 2007, mi ha fatto aprire gli occhi dopo una lunga cecità, mi ha svegliato dopo un lungo sonno.
Ho capito che significa legittimare un amore, dare un valore giuridico sociale ad una coppia. Questo è alla base di un paese civile, non progressista o laico, ma soltanto civile nella maniera più elementare.
E sempre nella mia condizione idealista e ingenua, credo che basti un brano di un libro per far cambiare le cose. Ma la storia, le rivoluzioni sociali hanno un altro tempo e ancora molto inchiostro molte parole e molti pensieri servono prima di poter muovere la macchina delle rivoluzioni sociali.
Due uomini si amano uno dei due sta morendo.
<<...Leo non si sarebbe mai aspettato di trovarlo così sfiancato. Dimagrito in modo osceno, quasi mummificato.
Il volto scavato, tirato sugli zigomi.......Del Thomas che ha conosciuto restano solo gli occhi, se possibile ancora più grandi più larghi, più neri. Sono due buchi neri spalancati sul volto e che sembrano ossessivamente ripetere una sola cosa: ”Non posso credere che stai succedendo proprio a me “......
<< Ho avuto paura di morire >> sussurra Thomas guardando fisso davanti a se...
<<Tu stai bene vero?>>…..Leo è imbarazzato per la propria integrità fisica. Vorrebbe dire, no, non sto per niente bene amore, ma capisce che deve essere coraggioso.......
Allora sente il bisogno di toccarlo in modo diverso. Gli scopre le gambe le accarezza lentamente...
Il padre rientra.
Leo capisce che deve andarsene. Thomas è restituito, nel momento finale, alla famiglia, alle stesse persone che l'hanno fatto nascere e che ora, con il cuore devastato dalla sofferenza, stanno cercando di aiutarlo a morire. Non c'è posto per lui in questa ricomposizione parentale.
Lui non ha sposato Thomas, non ha avuto figli con lui, nessuno dei due porta per l'anagrafe il nome dell'altro e non c'è un solo registro canonico sulla faccia della terra su cui siano vergate le firme dei testimoni della loro unione.
Eppure per oltre sei anni si sono amati con passione, hanno vissuto insieme...Hanno scritto insieme,hanno suonato, hanno ballato. Si sono azzuffati, si sono strapazzati, anche odiati. Si sono amati. Ma è come se improvvisamente, accanto a quel letto di agonia, Leo si rendesse conto di aver vissuto non una grande storia d'amore , ma una piccola avventura di collegio. Come se gli dicessero vi siete divertiti e questuo va bene. Ma qui stiamo combattendo per la vita. Qui la vita è in gioco. E noi un padre, una madre, un figlio siamo le figure reali della vita.
Leo sente allora l'incertezza della propria vita abissalmente separata dai grandi accadimenti del vivere e del morire. Come se avesse sempre vissuto in una zona separata della società.
Come se il suo star male al mondo, o il suo essere felice, il suo vagabondare, tutto si fosse svolto su un palcoscenico. Ora finiva la rappresentazione.
I padri e le madri, la chiesa, lo stato, gli uffici d’anagrafe ristabilivano il loro possesso. Riordinavano, seppellivano, consegnavano tutto alla polvere azzerante degli archivi. Tutto meno l’insignificante dolore di un ragazzo estraneo.
Leo strinse la mano al padre di Thomas. Se Thomas avesse raggiunto cinquant’anni sarebbe diventato così…..Ma Thomas sta morendo. A venticinque anni. E lui, Leo, Che ha solo quattro anni più di lui, si ritrova vedovo di un compagno che è come se non avesse mai avuto; e, a proposito del quale, non esiste nemmeno una parola, in nessun vocabolario umano, che possa definire chi per lui è stato non un marito, non una moglie, non un amante, non solamente un compagno ma la parte essenziale di un nuovo e comune destino.>>
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Woe è Carnevale... La festa dei Folli!
Che bello ci si divertirà un sacco. Soprattutto noi Napoletani dovremmo essere bravi. Tra quelli che conosco siamo: giovani, gay, più o meno simpatici e carini; ragazzi a modo insomma. Divertenti, socievoli e dinamici.
Non passiamo le giornate davanti ad un pc. Non ci facciamo venire l'ansia per gli esami che tanto ci sono sempre: perchè tanto lo sappiamo benissimo che è inutile studiare fino alle 4 del mattino; e sappiamo benissimo che tanto nessuno di noi sarebbe disposto a farlo.
Viviamo per strada, abbiamo locali del cuore: il bar degli amici dove ci trovi tutte le persone che ti fa piacere vivere e vedere. "Ci viviamo" yeah!!! "Ci beviamo la birra" e si va a bagordi... ari-yeah!!! Ci facciamo le "pariate", come si dice dalle nostre parti. Yeah ... YEAH!!!
Si esce, si ride, ci si racconta cazzi. Non siamo i soliti "GAYES" che mettono prima di tutto il resto il beneamato sesso. Noi siamo alternativi. Non ci importa come e quando, ma esploriamo e non ci accontentiamo di passare la serata a organizzare cose che poi son sempre le stesse. Abbiamo l'imbarazzo della scelta quando usciamo: sono troppi i posti che vorremmo vivere e troppe le cose che ci va di fare. Oh e poi ci stanno sempre un sacco di proposte!!!
Ci facciamo le canne, dimenticavo... siamo fighi insomma!!!
Sappiamo sempre divertirci, sappiamo sempre sbarazzarci dello stress che giornate troppe impegnative ci regala. Siamo pieni di vita, cerchiamo l'amore e ci godiamo le amicizie. Siamo sensibil... SENSIBILISSIMI anzi; e se uno di noi è un pò triste trova sempre qualcuno pronto a consolarlo...
Queste so' soddisfazioni, che ci vuoi fare... Noi "GAYES" siamo proprio a nostro agio nel Carnevale, mica come gli Eterosessuali che hanno ceduto alle anglosassoni tentazioni di Halloween. Noi "GAYES" siamo contro la noia!!!
YEAH!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Sono commosso, questo articolo esprime a pieno quello che penso ...
W Benjamin
W chi non prova schifo per nulla
W le idee che servono
http://www.repubblica.it/2006/05/rubriche/i-barbari/capitolo-tre/capitolo-tre.html