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Utente: Mitsui
Nome: LA GENTE MI CHIAMA IN VARI MODI, MA IL MIO NOME NON è LEGIONE... TRANQUILLI!!! A CHE VI SERVE JA!?!
E VOI CREDETE CHE TUTTO QUELLO CHE MI INTERESSA POSSA ESSERE RIASSUNTO QUA... A PARTE IL FATTO CHE SONO IN UNO STATO CONFUSIONARIO PERMANENTE E QUINDI è PRATICAMENTE IMPOSSIBILE POTERVI DIRE COSA MI INTERESSA: CI SONO COSE CHE AMO, MA NULLA MI VIETA DI ODIARLE A VOLTE... CI SONO COSE CHE SEGUO, MA NULLA MI VIETA DI CAMBIARE STRADA...

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mercoledì, febbraio 13, 2008

L'amicizia

body partmani 2friendL´amicizia cancellata ai tempi di Internet

Quando all´amicizia si chiede lealtà vuol dire che già l´ombra di un tacito contratto impoverisce la magia di questa parola già troppo abusata per catalogare amori che non si vogliono svelare, rapporti coniugali resi esangui dalla quotidianità, conoscenze utili a scambi di favori, relazioni ipocrite che un giorno possono rivelarsi vantaggiose. Nulla di più, ma soprattutto nulla che possa dare espressione a quel bisogno di immaginazione di cui si nutre l´anima quando nei fatti vuol trovare dei significati.

Nel dolore un argine, nella gioia una comunicazione, nella monotonia della ripetizione un lampo di novità.
Tutto ciò non è possibile nella solitudine dove il dolore dilaga e la gioia resta inespressa, e neppure nella gran massa che concede espressione solo all´applauso o allo slogan, ma unicamente nell´amicizia, dove la parola si fa affabulatoria, immaginifica, confidenziale, segreta e soprattutto fuoriesce dalla concretezza, come richiede il "sano realismo" degli uomini di poche parole, a cui non verrebbe mai in mente di chiedere alla luna "che ci fa in cielo" o a se stessi "che ci fanno qui sulla terra". In solitudine queste domande restano inespresse o soffocate. In mezzo alla gente che frequentiamo possono generare sospetto, perché troppo cariche di senso per poterlo esplorare in solitudine, e troppo fuori dall´usuale per poter essere accolte in pubblico come domande "serie".

Eppure sono queste le domande di cui si nutre l´anima, poco realistiche ma cariche di simbolismo, per dare spazio alle quali gli antichi Greci, accanto al singolare e al plurale, avevano inventato il "duale", che è lo spazio dell´amicizia, dove ogni parola che rinvia a un´eccedenza di senso non rischia di apparire folle, perché l´ascolto dell´amico non è solo un ascolto razionale, ma aperto a tutti gli sconfinamenti di senso, che è prerogativa del cuore.
Ma dove trovare il tempo?
Non è il tempo che ci manca, è la capacità di stare l´uno con l´altro in quella forma intermedia che non è la fusione dell´amore e neppure l´anonimato dei rapporti impersonali, è la capacità di muoverci in quella zona di confine tra le prescrizioni della ragione e quegli sprazzi di follia che di continuo attraversano la nostra anima e che solo l´amicizia sa accogliere.
Perché proibirci questo spazio? Tuteliamo l´amicizia. Forse è l´unico spazio che ci rimane per un residuo di sincerità, una sorta di riunificazione con noi stessi. A meno che ciascuno non sia diventato per se stesso il maggior ingombro da evitare, quando non da affogare con le cose da fare, per non trovarci mai a tu per tu con questo sconosciuto che lo sguardo accogliente dell´amico potrebbe incominciare a raccontare, a delinearne i contorni, a propiziarci l´incontro. È infatti la scoperta di noi quello che l´amicizia favorisce e propizia. Perché è con se stessi che bisogna essere leali, non necessariamente con il "vecchio amico".

venerdì, giugno 15, 2007

ROMA PRIDE 2007

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Visto che nessuno lo fa, visto che nessun media ne parla, visto che solo il Family Day con i suoi cori da parrocchia ha diritto di essere "spinto" da milioni di volantini, autobus gratis, attori da Telenovelas, Grandi e piccoli Fratellini, alte prelature e Ministri della Repubblica,bolle e benedizioni, giostre, pagliacci, genitoriali associazioni, circo e controcirco, allora lo faccio io e invito tutti a rigirare la notizia che il PRIDE NAZIONALE, nonchè ROMA PRIDE 2007 si terrà questo sabato (16 giugno). Il Pride partirà da Piazza San Paolo (Piramide) intorno alle 15:30, per finire a Piazza San Giovanni, luogo tipico per le grandi manifestazioni legate ai temi del diritto.

Il motto è: PARITA', DIGNITA', LAICITA' !!!

Parole che hanno un significato nitido per tutti quei cittadini e cittadine che sentono ormai stonato il ritardo accumulato dal nostro Paese in riferimento alle politiche sociali per le pari opportunità.
Ho più volte espresso il concetto che ormai tutto non possa più dipendere dalla paternalistica benevolenza: il concetto di Parità è al di sopra di questa o di quella corrente di pensiero, un diritto acquisito e condiviso è irrevocabile volenti o nolenti. "Condividere" non vuol dire solo "Approvare", condividere è rendersi partecipi, appoggiare una lotta morale che ormai si è fatta necessaria. Molti all'idea del Pride storcono il naso. Pensando a una carnevalata, ma io penso che non ci possiamo lamentare se del Pride le Tv traspettono solo immagini di "Trans Brasiliane in tanga" se poi non ci va nessuno che generalmente vive in "Jeans e Maglietta". Il Pride deve essere una festa fatta soprattutto da gente comune. Questo sarà "
Un Pride dalla forte carica politica e rivendicativa in un momento che sentiamo centrale nel confronto democratico del nostro Paese e che speriamo richiami a manifestare tutte le cittadine e i cittadini che hanno a cuore la libertà di pensiero, l’uguaglianza per tutti, la giustizia e la laicità delle istituzioni. Dati che sembravano acquisiti ma sembrano oggi rimessi in discussione."  dice Giovanna Praitano sul comunicato ufficiale del sito promotore del Pride 2007 ( www.romapride.it ).

Prima di lasciarvi vi invito a riflettere su alcuni punti:

1) Perchè, seppure al Pride 2007 ci sarà una maggiore componente di Ministri e Istituzioni rispetto al Family Day la divulgazione delle notizie - e potete vederlo da soli - è di misura enormemente ridotta?

2) Perchè la RAI, nonchè servizio pubblico, da in diretta il Family Day e invece la stessa diretta al Pride è stata negata? L'evento mediatico è maggiore che allora, la componente politica più cospicua, eppure la rilevanza risulta minima per l'informazione del servizio pubblico;

3) Coma mai molti pensano che il Pride sia una carnevalata? Ma solo io e pochi altri provaiamo insofferenza per le manifestazioni di pubblica ingerenza di chiesta e cattolici, e di ignoranza di alcuni esponenti politici? Quelle si che son cose che fanno ridere!!!!

Vi lascio con il ritornello dell'Inno Ufficiale del Pride 2007 di Roma, tratto da "Gino e l'alfetta" singolo di Daniele Silvestri... il testo non ha bisogno di ulteriori spiegazioni:

Ehi ehi 

 sono gay sono gay 

 non sono gay, no non sono gay 

 sono gay sono come vuoi 

 oggi sono lui 

 ma che vuoi, sono gay fatti miei 

 che disturbo ne hai 

 quale enorme disagio ne trai 

 sono gay sono gay 

 si sono gay


 


giovedì, giugno 14, 2007

Riporto di seguito un articolo comparso su Repubblica.it questa sera. L'articolo si commenta da solo, e verrà riportato integralmente; mi lascia solo sgomenti il fatto che veramente ste cose non succedono nemmeno in burundi. E se penso al pecorare del trentino che si commuove al discorso di quel demente di Bossi, o al coltivatore Veneto che ora è soddisfatto di chi lo rappresenta, mi viene la pelle d'oca. Credo che tutti gli Italiani a cui non piace essere - perchè lo siamo - la barzelletta dei paesi tra i più sviluppati debbano indignarsi. Non trovo alcun buon motivo per giustificare un atto del genere, non una regola delle nostre istituzioni è stata rispettata oggi... Siamo e saremo sempre un Paesuncolo se continuamo a mandare al governo mentecatti del genere!!!!

Clamorosa iniziativa dei deputati del Carroccio, per protestare contro l'esecutivo e chiedere elezioni
Condanna bipartisan dal mondo politico: Ulivo e Udc parlano di "comportamento squadrista"

La Lega occupa i banchi del governo
Montecitorio, venti minuti fuori controllo

di Claudia Fusani


Maroni accusa: "Malmenati dai colleghi del centrosinistra, faremo una denuncia a Bertinotti"
Replicano Boato e Buemi: "Profonda indignazione per un comportamento fascista ed eversivo"


<B>La Lega occupa i banchi del governo<br>Montecitorio, venti minuti fuori controllo</B>

I banchi del governo "occupati"

ROMA - Venti minuti di anarchia pura, l'aula in balia di se stessa, il governo cacciato dai suoi banchi, quindici deputati leghisti in piedi su quegli stessi banchi. Insulti, spinte, seggiole alzate in aria. "Volevamo solo fare un po' del nostro solito cinema" dirà un'ora dopo Federico Bricolo. Era cinema anche qualche anno fa quando qualche padano fabbricò un finto carrarmato e attaccò il campanile di San Marco a Venezia. Peccato che non sia previsto in alcun modo fare "del cinema" a Montecitorio, nell'aula della Camera.

La performance ha per protagonisti una quindicina di deputati della Lega che prima occupano i banchi del governo in segno di protesta sventolando la pagina della Padania che titola: "Fuori dalle balle"; poi accusano di aggressione i colleghi del centrosinistra Marco Boato e Enrico Buemi che, poiché la situazione non accennava a tornare alla normalità, si sono avvicinati agli occupanti leghisti al grido di "fascisti, questo è un atto eversivo!". Per i deputati del Carroccio è stata "un'aggressione fisica".

I fatti - Tutto comincia pochi minuti dopo mezzogiorno. Dibattito distratto, aula semivuota, argomento i ticket sanitari. Improvvisamente dalla parte destra dell'emiciclo i quindici deputati leghisti cominciano a sventolare La Padania, con relativo titolo a lettere cubitali, e a urlare "elezioni".

La maggioranza resta attonita. Qualcuno grida di smetterla, qualcun altro si avvicina, urla, spinte, lancio di giornali. Tra i leghisti spicca, per determinazione, Carolina Lussanna con tubino stile chanel di lino bianco e sandalino in tinta. Non sono da meno i colleghi Federico Bricolo e Matteo Brigandì, abito blu e camicia azzurra. La situazione scappa di mano. Accade tutto in pochi minuti. Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera, An, 28 anni, ha il turno di presidenza dell'aula. Sospende la seduta - nella confusione la sua voce si perde in un filo leggero - scampanella e lascia l'aula.

E' il caos. I quindici deputati leghisti lasciano i banchi e si mettono a sedere, di fatto occupandoli, negli scranni del governo che stanno al centro dell'emiciclo sotto il banco della Presidenza. In quei banchi, in nome e per conto del governo, c'è solo Giovanni Lolli, sottosegretario allo Sport e alle Politiche Giovanili. Vista la situazione, si alza e se ne va. Il governo è nei fatti "sfrattato". L'aula "abbandonata" a se stessa: la Meloni ha sciolto la seduta ma prima non ha dato ai commessi dell'aula l'ordine di intervenire per riportare le cose a posto. Una svista, sicuramente, una leggerezza dovuta a inesperienza. Fatto sta che secondo regolamento i commessi non possono intervenire se non sono ordinati a farlo.

Si vedono scene che nessuno avrebbe mai immaginato. Un parlamentare leghista è in piedi sui banchi del governo con una sedia in mano. Volano insulti di tutti i tipi. E le solite pagine della Padania. I questori della Camera, ce ne sono tre tra l'aula e le immediate vicinanze - Albonetti, Colucci e Galante - restano come pietrificati e non danno ordini ai commessi.

La stessa opposizione reagisce, isola la Lega e lascia l'aula per marcare la differenza. Mario Pescante (Fi) prende a male parole un leghista. Ignazio La Russa (An) esce in Transatlantico e telefona al capogruppo della Lega Roberto Maroni: "Dove sei? Vieni subito, c'è un casino, devi richiamare i tuoi porca...".

La maggioranza presidia l'aula e decide di intervenire visto che nessuno tra commessi e questori decide o riesce a farlo. Nel frattempo è rientrato il presidente Meloni. C'è anche un altro vice, Carlo Leoni (Sd). Marco Boato e Enrico Buemi, sicuramente due robusti signori ma non tra i più giovani, si avvicinano ai banchi del governo. Sono le 12.15 circa. La situazione è ormai fuori controllo. Si capisce solo che ci sono persone addosso alle altre, che qualcuno alza le mani, che altri vengono tenuti fermi. Finalmente arriva Maroni, capogruppo della Lega, "il capo", l'unico in grado di portare fuori i suoi deputati e ripristinare un minimo di ordine. In Transatlantico si vedono facce rosse, camicie sudate, giacche stazzonate. A mezzogiorno e quaranta torna, più o meno, la calma.

La reazioni - E scattano le reazioni. La maggioranza attacca. In aula parlano i capigruppo. Dario Franceschini (Ulivo): "Occupare i banchi del governo è stato uno sfregio inaccettabile del Parlamento, un atto di squadrismo. Che nessuno si permetta di parlare di legittima critica quando un deputato dell'opposizione è in piedi sul tavolo del governo e brandisce una seggiola". Gennaro Migliore (Rifondazione): chiede "sanzioni adeguate" perché "l'atto di squadrismo di questa mattina apre una voragine democratica". Dai banchi dell'opposizione si indigna pubblicamente l'Udc: "Abbiamo visto atteggiamenti squadristi, è vergognoso e inaccettabile che si impedisca al Parlamento di proseguire i propri lavori" (Luca Volontè).

Furiosa anche la vicepresidente Meloni - a cui la situazione è in effetti e non per colpa scappata un po' di mano - che ha definito quello del Carroccio un atto "senza precedenti" e "del tutto inaccettabile. L'ufficio di presidenza prenderà le determinazioni del caso", e "la Presidenza della Camera si impegnerà affinché episodi del genere non si ripetano".

Meno indignati i toni di Silvio Berlusconi: "Se si tira troppo la corda - ha detto, commentando l'accaduto - possono accadere fughe in avanti che io non credo siano auspicabili da parte di nessuno".

Ma Maroni non ci sta: a suo giudizio ("ma non era nemmeno presente in aula" gli manda a dire Franceschini) i parlamentari del suo partito sono stati "aggrediti", "picchiati", "malmenati". "Esponenti della sinistra - ha sostenuto - hanno scatenato una reazione assolutamente sproporzionata", rispetto alla protesta.

Domani ci sarà l'incontro tra il presidente della Camera Fausto Bertinotti e il capogruppo Maroni che annuncia "una denuncia molto dettagliata". E martedì prossimo alle 10 si riunirà l'ufficio di presidenza dell'assemblea di Montecitorio.

Marco Boato ha ancora il colletto della camicia sudato. "Macché aggressione, noi ci siamo avvicinati e gli abbiamo urlato un dato incontrovertibile: siete dei fascisti e state commettendo un atto eversivo. Quelli sono i banchi del governo... ". Per Enrico Buemi l'aggressione - è vero - c'è stata "ma al Parlamento". poi se la prende con la Meloni perché "avrebbe dovuto intervenire per tempo, evitare che quelli della Lega arrivassero ai banchi del governo. Invece li ha lasciati fare. Così come i commessi". Bertinotti difende l'operato della Meloni: "Le sue decisioni sono le mie", taglia corto da Mosca.

Per il governo si fa sentire Vannino Chiti: "E' stato commesso un atto grave, un'offesa al Parlamento". Per oggi intanto i deputati della Lega non possono più mettere piede in aula. Si aggirano tra i corridoi e la sala stampa di Montecitorio. Spiegano le loro ragioni. Le dovranno spiegare domani a Bertinotti. Di fronte ai filmati.

(14 giugno 2007)

martedì, maggio 29, 2007

W la Clerocrazia!!!

consiglio...

Ucci Ucci, sento odor di Inquisizione.

Pare che qualcuno ci stia dando degli avvertimenti. Pare che qualcuno ci stia dicendo come pensare, cosa scrivere, cosa guardare, come vivere. Non mi riferisco solo alle invadenze del nostro ospite scomodo. Il Vaticano ha tutti i diritti di dire ciò che pensa, ha tutti i diritti di spacciare per verosimili cose che non si trovano nemmeno nel Libro che è a fondamento di tutto quello che promuovono: ha tutti i diritti di coprire il proprio letame come meglio può, ci sono interessi in ballo... e il Dio Potere ha da sempre tentato la cupidigia del cupolone. Sono tutte cose che ci aspettavamo già. Siamo sempre stati abituati, lo abbiamo letto anche per epoche che ormai non ci appartengono più, che nel nome di sedicenti scritture si praticassero discriminazioni, abusi, sviste, errori di cui troppo poco spesso abbiamo potuto ricevere le scuse. Scuse non come laici, non come minoranze (per chi di noi ne fa parte...), non come non credenti (per quelli che di noi lo sono), ma come umanità in nome delle barbarie di cui la Chiesa troppo spesso si è macchiata. Eppure continuano ad averne la pretesa: continuano a volerci insegnare come vivere, come concepire la nostra famiglia. Loro che di famiglia "naturale", come vogliono propinarcela, non ne avranno mai una; è un pò come se io andassi oggi dal mio salumiere e avessi la pretesa di spiegargli come affettare al top la mortadella. E poi che fine fanno, quelle famiglie sacre in cui ci sono dei figli omosessuali che in quanto figli non si meritano di essere spinti al disprezzo da parte di coloro che dovrebbero promulgare l'amore. E' naturale questo? Abbiamo visto benedire dal nostro benedetto Papa Bolle contro l'approvazione dei DICO, abbiamo visto isterismi di ogni sorta per un Pride, vedendoci interdetti itinerari e percorsi come se la città eterna fosse ancora un loro feudo; come se fossero ancora gli anni in cui si riteneva per vera quella famosa donazione di Costantino, guarda caso altra loro bufala. Abbiamo visto uomini bruciare sul rogo per smentire le loro panzane, e oggi c'è ancora chi ci crede. Chi scende in piazza a sostenerli. Chi si crede ancora dalla parte del giusto sacro contro il maligno profano.  Tutto in certi momenti ha assunto le caratteristiche di una guerra tra "froci". Perchè per molti versi è questo che è: UNA GUERRA TRA DUE MODI DIVERSI D'ESSERE FROCI - a loro la possibilità di reprimersi chiudendosi tra le quattro sorde e cieche mura dei seminari, reprimendo fino allo stremo i proprio ormoni per poi sfogarli, magari, sul primo malcapitato minorenne in sacrestia; a noi la possibilità di viverci, come "Buddha" ci pare, l'unica e sacra vita che NOSTRO signore ci ha dato. Ma qua si va oltre, io stesso mi sono soffermato troppo solo su un'angolatura della questione. Qua si censura la possibilità di pensare e di essere, non solo ai "froci" - vabbè, noi ci siamo abituati. Ci siamo fatti le ossa in una società come la nostra che finge di volerci solo se sottomessi alla loro benevola approvazione: solo se indottrinati in umorali luoghi comuni. Ma non è questo il punto. Non siamo più solo froci contro froci, non siamo più family defender contro dragqueen... qui è lotta sociale ora, perchè esistono i laici ed esistono quelli che seppure credenti non accettano più le ingerenze clericali, Quelli che non sono più solo dei sensibili giocattolini con cui condividere una giornata di shopping. Qui si tratta di persone: quelli che credono in Cristo, quelli che non ci credono, e quelli che se ne fregano ,e consapevolmente, di ciò che pensa un sajo.


lunedì, maggio 14, 2007

preti

Alibi bendetto per i pedofili

 

Documentario choc della Bbc: Ratzinger rinnova il divieto a testimoniare in tribunali civili (pena la scomunica) per reati di abusi sessuali che avessero coinvolto religiosi. Ma in Italia non lo trasmette nessuno. Ecco il video...

http://www.gay.it/newsletter/click.php?url=http://liberoblog.libero.it/cronaca/bl6939.phtml

 

giovedì, marzo 01, 2007

Camere separate

VicinanzaUna mia amica mi ha mandato questa mail...

È nella mia convinzione idealista, forse ingenua di studente di filosofia pensare che le parole, i libri, le idee possano cambiare il mondo, cambiare la vita delle persone, sovvertire gli ordini.

Il pensiero come azione!!

I libri rompono muri, le parole fanno cadere governi, le idee distruggono tradizioni millenarie.
È ingenuità pensare questo?
Certo, se il pensiero, il verbo e le idee non potessero nulla, se fossero così insignificanti perché perseguirli?
Perché far bere la cicuta a Socrate, imprigionare Campanella o bruciare Giordano Bruno?
La verità è che l'ordine costituito, la chiesa, lo stato, la società lo sanno! Sanno come i pensieri possano essere criminali pericolosi e come vadano direzionati censurati comprati se è necessario.

Questo brano di “Camere Separate” scritto da Tondelli che negli anni ottanta non immaginava di poter essere attuale nel 2007, mi ha fatto aprire gli occhi dopo una lunga cecità, mi ha svegliato dopo un lungo sonno.
Ho capito che significa legittimare un amore, dare un valore giuridico sociale ad una coppia. Questo è alla base di un paese civile, non progressista o laico, ma soltanto civile nella maniera più elementare.
E sempre nella mia condizione idealista e ingenua, credo che basti un brano di un libro per far cambiare le cose. Ma la storia, le rivoluzioni sociali hanno un altro tempo e ancora molto inchiostro molte parole e molti pensieri servono prima di poter muovere la macchina delle rivoluzioni sociali.

Due uomini si amano uno dei due sta morendo.

<<...Leo non si sarebbe mai aspettato di trovarlo così sfiancato. Dimagrito in modo osceno, quasi mummificato.
Il volto scavato, tirato sugli zigomi.......Del Thomas che ha conosciuto restano solo gli occhi, se possibile ancora più grandi più larghi, più neri. Sono due buchi neri spalancati sul volto e che sembrano ossessivamente ripetere una sola cosa: ”Non posso credere che stai succedendo proprio a me “......
<< Ho avuto paura di morire >> sussurra Thomas guardando fisso davanti a se...
<<Tu stai bene vero?>>…..Leo è imbarazzato per la propria integrità fisica. Vorrebbe dire, no, non sto per niente bene amore, ma capisce che deve essere coraggioso.......
Allora sente il bisogno di toccarlo in modo diverso. Gli scopre le gambe le accarezza lentamente...
Il padre rientra.
Leo capisce che deve andarsene. Thomas è restituito, nel momento finale, alla famiglia, alle stesse persone che l'hanno fatto nascere e che ora, con il cuore devastato dalla sofferenza, stanno cercando di aiutarlo a morire. Non c'è posto per lui in questa ricomposizione parentale.
Lui non ha sposato Thomas, non ha avuto figli con lui, nessuno dei due porta per l'anagrafe il nome dell'altro e non c'è un solo registro canonico sulla faccia della terra su cui siano vergate le firme dei testimoni della loro unione.
Eppure per oltre sei anni si sono amati con passione, hanno vissuto insieme...Hanno scritto insieme,hanno suonato, hanno ballato. Si sono azzuffati, si sono strapazzati, anche odiati. Si sono amati. Ma è come se improvvisamente, accanto a quel letto di agonia, Leo si rendesse conto di aver vissuto non una grande storia d'amore , ma una piccola avventura di collegio. Come se gli dicessero vi siete divertiti e questuo va bene. Ma qui stiamo combattendo per la vita. Qui la vita è in gioco. E noi un padre, una madre, un figlio siamo le figure reali della vita.
Leo sente allora l'incertezza della propria vita abissalmente separata dai grandi accadimenti del vivere e del morire. Come se avesse sempre vissuto in una zona separata della società.
Come se il suo star male al mondo, o il suo essere felice, il suo vagabondare, tutto si fosse svolto su un palcoscenico. Ora finiva la rappresentazione.
I padri e le madri, la chiesa, lo stato, gli uffici d’anagrafe ristabilivano il loro possesso. Riordinavano, seppellivano, consegnavano tutto alla polvere azzerante degli archivi. Tutto meno l’insignificante dolore di un ragazzo estraneo.
Leo strinse la mano al padre di Thomas. Se Thomas avesse raggiunto cinquant’anni sarebbe diventato così…..Ma Thomas sta morendo. A venticinque anni. E lui, Leo, Che ha solo quattro anni più di lui, si ritrova vedovo di un compagno che è come se non avesse mai avuto; e, a proposito del quale, non esiste nemmeno una parola, in nessun vocabolario umano, che possa definire chi per lui è stato non un marito, non una moglie, non un amante, non solamente un compagno ma la parte essenziale di un nuovo e comune destino.>>

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E' molto bella, non posso dire altro...
 
E' molto bello ciò che scrivi sulle idee, lo condivido a pieno... ed è per questo che mi arrabbio tanto quando mi si impedisce di parlare. quando si classifica come superfluo ciò che dico... le persone non dovrebbero mai smettere di parlare e se non sono udite dovrebbero sapere urlare!
 
Io penso che le parole, a noi che possiamo capirle, facciano un gran bene... eppure c'è sempre bisogno dei fatti! Quei fatti sono le piccole responsabili rivoluzioni che ognuno di noi deve saper fare nel proprio piccolo. Non basta avere un amico gay, non basta divertirsi con loro... aiuta sicuramente. rende normale il tutto, lo rende orecchiabile.
La comprensione va bene, ma oggi occorre soprattutto CONDIVISIONE!
Come ti sentiresti tu se tutto il tuo modo di vivere, o buona parte di esso, dipendesse sempre e solo dalla benevolenza altrui? Come ti sentiresti se quella fragile benevolenza rischiasse d'esserti portata via ad ogni momento? Non dico che debba succedere, ma per molti di noi è tremendo anche il solo pensare alla possibilità che possa succedere; e succede, credimi!!! Come ci si deve sentire se poter stare vicino a un proprio caro, in casi estremi come la malattia, debba dipendere dall’arbitrarietà di qualcuno che è legittimato dallo stato a decidere. Il senso di impotenza deve essere struggente, credo.
 
Tu mi hai parlato di questo libro e lo leggerò, io una volta ho visto un film animato: “La città incantata”. Ha fatto il giro del mondo e ha vinto molti premi. Tutto il suo tema è basato sull'importanza di dare un nome alle cose... solo il nome rende legittimi, solo il nome ti da diritto d'esistenza. Se perdi il nome, vieni inghiottito da un mondo fantastico e perdi te stesso, la tua memoria, le tue radici... il senso della tua esistenza, insomma!
 
Beh, prova a pensare come ti sentiresti se tutto quello che sei, o buona parte, venisse pronunciato sottovoce; se tutto quello che ti legittima dipendesse dalla volontà altrui; se tutto quello che ti riguarda non riesce nemmeno a far parte di un vocabolario. Se il tuo condividere un patto sociale dovesse solo comprendere la legittimità a non essere pestato per strada.
 
Io molto spesso mi sento insabbiato. Sradicato. Senza senso... molti si sentono così?!?
 
Un bacio, riflettici!!!



martedì, febbraio 20, 2007

Carnevalesca Noia!!!

Woe è Carnevale... La festa dei Folli!

Che bello ci si divertirà un sacco. Soprattutto noi Napoletani dovremmo essere bravi. Tra quelli che conosco siamo: giovani, gay, più o meno simpatici e carini; ragazzi a modo insomma. Divertenti, socievoli e dinamici.

Non passiamo le giornate davanti ad un pc. Non ci facciamo venire l'ansia per gli esami che tanto ci sono sempre: perchè tanto lo sappiamo benissimo che è inutile studiare fino alle 4 del mattino; e sappiamo benissimo che tanto nessuno di noi sarebbe disposto a farlo. 

Viviamo per strada, abbiamo locali del cuore: il bar degli amici dove ci trovi tutte le persone che ti fa piacere vivere e vedere. "Ci viviamo" yeah!!! "Ci beviamo la birra" e si va a bagordi... ari-yeah!!! Ci facciamo le "pariate",  come si dice dalle nostre parti. Yeah ... YEAH!!!

Si esce, si ride, ci si racconta cazzi. Non siamo i soliti "GAYES" che mettono prima di tutto il resto il beneamato sesso.  Noi siamo alternativi. Non ci importa come e quando, ma esploriamo e non ci accontentiamo di passare la serata a organizzare cose che poi son sempre le stesse. Abbiamo l'imbarazzo della scelta quando usciamo: sono troppi i posti che vorremmo vivere e troppe le cose che ci va di fare. Oh e poi ci stanno sempre un sacco di proposte!!!

Ci facciamo le canne, dimenticavo... siamo fighi insomma!!!

Sappiamo sempre divertirci, sappiamo sempre sbarazzarci dello stress che giornate troppe impegnative ci regala. Siamo pieni di vita, cerchiamo l'amore e ci godiamo le amicizie. Siamo sensibil... SENSIBILISSIMI anzi; e se uno di noi è un pò triste trova sempre qualcuno pronto a consolarlo...

Queste so' soddisfazioni, che ci vuoi fare... Noi "GAYES" siamo proprio a nostro agio nel Carnevale, mica come gli Eterosessuali che hanno ceduto alle anglosassoni tentazioni di Halloween. Noi "GAYES" siamo contro la noia!!!

YEAH!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!  

carnevale1


postato da: Mitsui alle ore 19:18 | link | commenti
categorie: ironia, noia, , attualità, carnevale
venerdì, maggio 19, 2006

cosa sta per diventare il mondo

Sono commosso, questo articolo esprime a pieno quello che penso ...

W Benjamin

W chi non prova schifo per nulla

W le idee che servono

http://www.repubblica.it/2006/05/rubriche/i-barbari/capitolo-tre/capitolo-tre.html


postato da: Mitsui alle ore 23:02 | link | commenti (1)
categorie: pensieri, filosofia, idee, attualitÃ