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Nome: LA GENTE MI CHIAMA IN VARI MODI, MA IL MIO NOME NON è LEGIONE... TRANQUILLI!!! A CHE VI SERVE JA!?!
E VOI CREDETE CHE TUTTO QUELLO CHE MI INTERESSA POSSA ESSERE RIASSUNTO QUA... A PARTE IL FATTO CHE SONO IN UNO STATO CONFUSIONARIO PERMANENTE E QUINDI è PRATICAMENTE IMPOSSIBILE POTERVI DIRE COSA MI INTERESSA: CI SONO COSE CHE AMO, MA NULLA MI VIETA DI ODIARLE A VOLTE... CI SONO COSE CHE SEGUO, MA NULLA MI VIETA DI CAMBIARE STRADA...

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domenica, maggio 25, 2008

meglio soli che male accompagnati...

Stasera calma piatta. Nessuno che vuole uscire, nessuno si fa sentire. Vorrà dire che me ne starò a casa tutto bello contento col mio barattolino sammontana e il mio bel libro. Tullio Avoledo, Elenco telefonico di Atrlantide, edizione ET Einaudi - 13 euro, ma attualmente gli Einaudi sono scontati alla Feltrinelli. Divagavo. Dicevo che a un certo punto ho avuto un altro pensiero inequivocabile,; ci provassero a dissentire su questo. Mi sebra ovvio che stasera si scoccino di uscire, gli amici (tze').

Venerdì sera vai al Depot. Assolte le tue fisiologiche esigenze di uscire ovvio che stasera (guardacaso la sera dopo), non hai alcuna conviviale esigenza di pura compagnia. Ovviamente dissentiranno su questo, spero per loro che lo facciano. Ma è così. Il movente è solo quello, tutto il resto è noia!


postato da: Mitsui alle ore 00:32 | link | commenti (1)
categorie: amici, amicizia, noia
martedì, maggio 20, 2008

Souvenirs da Barcelona

Barcellona offre di tutto. Una città ordinata, pulita contrariamente alle aspettative, con tanti giovani provenienti da tutto il mondo. Arte, divertimenti, relax. Pensi che quattro giorni siano pochi per godere di una vacanza soddisfacente, eppure resti sorpreso di quanto sia facile muoversi e gestire il tempo in una città come quella. In effetti è questa la cosa che ti stupisce di più. Non sembra d'essere in una città del sud, Barcelona ha le pretese di una grande città nordica: ordinata e a misura d'uomo. Tutto questo ad un napoletano di oggi non può che far piacere. La differenza con le città del nord Europa però sta tutta nel fatto che lì a Barcellona tutto sembra essere più gioioso, più incline al divertimento... e poi il tempo aiuta molto a vivere le strade e i luoghi aperti che ti offre.

Ora voi prendete questo, declinate tutte le opportunità che avrebbe offerto una città così a un gruppo di amici che viaggiano insieme e cestinatelo, perchè nulla vi potrà offrire più soddisfazione di Barcelona se siete gay e vi piace vivere la notte. Locali che sono sempre stracolmi di stranieri provenienti da tutto il mondo e i fine settimana che cominciano di mercoledì. Ed è festa fino al mattino. Ovviamente vi dovete aiutare con qualcosa, sennò farete come me che dopo un paio d'ore a dimenarvi in discoteca, bella c'è da dirlo, potete dichiaravi cotti a puntino per tornare a casa. Se siete gay dicevo, ve ne potete fregare dei localini aperti fino a tardissimo dove si può bere e rilassarsi, divertirsi e conoscere gente. Ve ne potete fregare delle bellissime sensazioni visive che offre la città durante la notte. Ve ne potete fregare della sana ed allegra gioventù che solca le strade ridendo fino alle lacrime e trovandosi a condividere con semisconosciuti passioni, giochi, divertimento, culture e un buon bicchiere di sangria. Dimenticatevelo se viaggiate con persone "drogolose" in odore del famigerato D-boy o Souvenirs. Sono locali questi che battono tutta la concorrenza. Che ti fanno dire: cazzo io voglio vivere qui. Peccato che io queste cose non le ho viste. Scemo io se m'aspettavo tante belle bevute coi miei amici, sono proprio strano se non avevo capito il senso di questa vacanza prima di partite. Vi trovate in viaggio e ve ne dovete fregare se una parte del vostro gruppo preferisce passare del tempo da sola piuttosto che godere con voi delle meraviglie di un after consumato alle sette del mattino dopo almeno quattro ore passate in un altro locale. Sei uno sfigato se le tue capacità umane, non riescono a star dietro ai ritmi imposti da altri. Tanto se non ti sta bene e non ti vuoi fare, nessuno ti obbliga e te ne puoi stare a casa. Ve ne dovete fregare sì, e dovete affermare che se non fosse andati al D-boy la vostra vacanza sarebbe stata irrimediabilmente compromessa dalla noia. Tutto è lecito, pur di star li a permettere a una pasticca di divertirsi al posto vostro. Tutto è sacro se quella pasticca vi permette di gonfiarvi un "T VOGLIO BBENE" nel petto. Che ve ne frega di Mirò se vi dovete perdere una "stupefacente" dichiarazione d'affetto nel contesto della discoteca più bella del mondo. Che ve ne frega di Picasso a cui nessuno ha fatto caso, se puoi entrare nelle grazie di Edwin, che in questo viaggio è sembrato il migliore amico dei miei amici. Rinunciate pure a una pinta di sangria, a una buona mangiata, finanche all'ubriacarsi di risate come tutti quei ragazzi in giro per la Rambla in una delle vostre solitarie passeggiate notturne; il bello sta nello strusciarsi su fisici scolpiti in affollatissimi locali di cui, per inciso, nessuno ne nega il piacere, forse ne discute la priorità. L'amicizia è un sentimento etico ed è fatta di priorità a cui nessuno ti può educare. Non ci sono istruzioni per l'uso. L'esigenza di non imporre i tuoi ritmi agli altri, di condividersi, di condividere del dispiacersi se qualcuno dei tuoi amici non sente certe cose che per te sono tanto importanti non è qualcosa che può essere insegnato. Lo devi sentire e basta. Un solo istante passa e non torna più e per la teoria delle porte scorrevoli, quel singolo e infinitesimo istante avrebbe potuto portarti a svolte inimmaginate nella vita, se non altro a un bel ricordo. La soluzione per l'accomodarsi non può essere solo il dirsi "io faccio questo, se non ti va tu fai altro"... questo lo dici a uno dei passanti distratti che ti capitano in stanza all'ostello.  Ma questo non conta, si sono messe le cose in chiaro sin da subito: voi a Barcelona forse ci siete già stati, inutile ripetersi in genuine manifestazioni di gioia e benessere, la vostra ultima notte in una città straniera e in viaggio con un gruppo di amici non la puoi perdere a ridere e a divertirti. Cazzate. Ti fai una doccia, ti cali qualcosa e ti fai venire l'ansia di dove andare a sbatterti. Un tuo amico ti dice che preferisce andare a letto, tu manco insisti nel convincerlo: tanto lui è fatto così e a te nemmeno viene in mente che magari fa così perchè sei tu che te ne freghi. Quel tipo di divertimento che solo tu hai scelto è tutto e per averlo manco ti ascolto se tu vuoi fare altro; sennò poi come faccio a dirti: caspita, ma non ti avevo mica sentito!!!
E grazie al piffero che non mi senti, manco m'ascolti!!! Però poi la tua pasticca mi vuole bene... ma davvero eh, mica per finta!!!
Ma mi spiace sei polemico. La tua mente e la tua vita, come al solito, peccano di troppe complicazioni mentali che sono solo tue. Gli altri non se li fanno di sti problemi. E grazie al piffero pure qua!!! Gli altri preferiscono farti la bella faccia e andarsene in giro da soli, e fregarsene come te di mettere al primo posto il brindare "insieme" per la fine di un viaggio fatto "insieme" e che magari ti resterà dentro la testa e nella pancia per tutta la vita. Gli altri preferiscono farsi una buona dormita al posto di stare con te e le tue chetamine!!! E conta poco se a quegli altri "gli vuoi bene" o pensi di volergliene. Se gli dedichi le tue tesi di laurea o ci condividi i tuoi momenti di sconforto, quegli altri  a conti fatti e checchè se ne dica sono stati per questo viaggio solo qualcuno con cui dividere la camera risparmiando qualche soldo!!! Ma tu manco ci hai pensato, perchè se ti fossi fermato cinque minuti a pensarci avresti rischiato di perdere la coincidenza col tuo amico Edwin, che ti passa i pass per andare al BIBBOI, che è bellissim!!! e che infondo fa un piacere a tutti. E allora: EDWIN SANTO SUBITO!!! E se sei una povera frocia eretica, se non ne capisci l'importanza sono cazzi tuoi. Tu fa quello che ti pare, tanto nessuno ti obbliga, con la buona pace per gli scrupoli. Al solito ti complichi la vita e vivi male... ah già io me ne sono dimenticato loro, quelli che si divertono tutta la notte, vivono benissimo: hanno a differenza mia un mucchio di amici che nn si lamentano di loro, hanno stime condivise in giro, hanno persone che li cercano. Mica ce le hanno le ansie di notte, gli sconforti ingiustificati come me. La loro vita è serena e la mia no.  Loro si che la vita la sanno vivere è così evidente. La felicità mi evità perchè sono polemico e complicato,  ma loro... loro l'hanno trovata la strada della felicità!?! E' vero chi vi scrive come altri non c'è l'ha questa stima così tanto condivisa in giro, ma io posso dire di averla voluta perdere molte volte quella stima rendendomi insopportabile ai froci. Posso dire di aver voluto farmi dei nemici e sono molti. Ma dice il detto: molti nemici tanto onore!!! Ben più grave è non aver la stima degli amici, di quegli stessi con cui ti cali di tutto al BIBBOI, ma che non obbiettano niente quando mi sentono lamentarmi dei tuoi difetti, che ormai non sono più difetti ma solo un modo di vivere scialba la tua vita. Tu come altri ti lamenterai di me, ben venga tanto per te è importante divertirti al BIBBOI che è bellissm... Sono quello che sono e quello che sono ha reso pochissime volte necessarie delle scuse, molto più spesso ha reso necessarie quelle degli altri. In effetti non so nemmeno perchè mi lamento, quelle pasticche in taluni casi hanno reso migliori talune persone. Più simpatiche. M'hanno fatto "pariare", mi hanno reso più forte facendomi vedere tutto ciò che per fortuna non potrò essere. Tutto sommato io posso dire di essere me stesso sempre, con tutti i miei difetti. Una pasticca non mi migliora, anzi richia di peggiorarmi. Non sono un puritano però. Il mio cervello è la cosa a cui dedico più tempo, però e anche qualcosa di cui spesso è meglio liberarmi. Quello che dico non interessa a nessuno ed è per questo che ho imparato a scriverlo, interesserà a me nel rileggerlo nero su bianco e a darmi forza; ed è questo il senso. Il senso di un viaggio è crescere e imparare nuove cose e io in questo devo essere riconoscente a questo viaggio. Ora sono un pochino più forte. Prima di partire non ero sereno, ora invece lo sono... Un passo dietro l'altro sulla Rambla di notte mi hanno fatto crescere e capire. Le mie scarpe ora sono un pò più consumate, ma per fortuna sono scarpe che hanno l'unica e originale forma del mio piede e non staranno bene a nessun altro. Perchè io sono quello che sono e non si può essere felici e profondi allo stesso tempo, ma a quanto pare nemmeno essere sciocchi rende felici. L'ho visto e lo avete visto anche voi... Io mi tengo quello che ho imparato, tanto alla fine felice o non felice ce ne possiamo andare tutti al BIBBOI... che è bellissim!!! Buon viaggio a tutti!!!


mercoledì, marzo 19, 2008

MANIFESTO DEI DIRITTI E DEI DOVERI DELL’AMICIZIA



Considerato che le amicizie sono i Rapporti Che Ci Scegliamo, nonchè Ciò Che Rende La Vita Degna Di Essere Vissuta, e considerato che – come spesso si osserva – le amicizie tendono a soffrire per Ignominia e Trascuratezza ogniqualvolta salta fuori un “amante/fidanzato/tizio con cui ti vedi”, e considerato che in effetti il sesso frequente è cosa splendida, specie quando si può sostenere che ci sia di mezzo il cosiddetto “amore”, è nondimeno opportuno ricordare che l’Amicizia è e sempre resterà Superiore, in quanto
A) dura di più,
B) è contraddistinta da maggiore onestà e
C) non è esclusiva.
Con la presente si proclama quindi che tu, inserisci nome, A) troverai del tempo per me, inserisci nome, ogniqualvolta lo richiederò, B) che il sudetto tempo non sarà sottoposto a una lunga trafila per “trovare un buco nella tua agenda”. Intento di questo manifesto è invocare e incoraggiare ciò che gli amanti sottraggono agli amici, ovvero la Spontaneità. Entrambe le parti in causa opereranno al fine di non abusare del presente proclama (ad esempio evitando di interrompere un atto sessuale già in corso, o di interferire nell’ altrui lavoro) ed entrambe lo sottoscrivono liberamente e per volontà propria, con il maggior numero possibile di Altri Amici, essendo l’obiettivo finale quello di
RESTITUIRE L’AMICIZIA ALL’ETÁ ADULTA.
NOTA: Mollare gli amici per gli amanti costituisce, in base a questo manifesto, un comportamento inaccettabile, che verrà di conseguenza punito con la morte civile.

Tratto da: Potrai dire che mi conoscevi di K. M. Soehnlein

domenica, febbraio 24, 2008

fatti assurdi eppur veri

Stai li fermo in macchina  mollato in mezzo al traffico con un vaffanculo e una portiera sbattuta in faccia, 300 chiamate rifiutate, sentirsi scrivere per messaggio che la vostra amicizia è finita e che seppur finita non serve parlarne, aspettare inutilmente sotto casa e sentirsi addirittura dare dell'invadente, e ti chiedi se può bastare a farti capire tutto. Per l'ennesima volta chi dovrebbe mostrarti tenacia non lo sa fare... Questo un pò dovrebbe darti la misura del quanto, come  e perchè TU conti per questa persona. Eppure passi per polemico, per pazzo, per rompiscatole eppure mai ti saresti sognato di agganciare una sola di quelle volte il telefono; e la linea della decenza, forse della comincità è stata ampiamente superata, con molti antecedenti direi.
Sì, ok, hai detto una cazzata, ma hai chiesto scusa. Il dubbio c'era e ti sarebbe bastato farti un giro per le chat di quel tuo amico per verificarlo tutto, ma quello sarebbe male e tu non vorresti farlo. Non potresti. Ti basterebbe una password cambiata per verificarne la malafede. Ma a te non serve capire, le reazioni dicono molto di piu'. La tua morale va sempre rispettata, perchè così rispetti te stesso! Eppure una sola frase detta male ti fa meritare quel vaffanculo, che arriva sempre ultimamente. Come se la tua fosse un'amicizia di cui liberarsi al piu' presto.

E non basta il sentirsi mettere da parte per giorni da questo o quel passatempo di ragazzo di turno, non basta farsi chiamare solo quando le cose vanno male. Non basta non aver mai la complicità e vedersi in balia delle critiche di questo o quel fidanzato solo perchè tu amico non riesci a contraddirlo.  Tu Salvatore sei uno da "apparere" e ti sei chiesto varie volte cosa significasse effettivamente questo termine. Il tuo onore va "appartato" con le pezze a colori di giustificazioni date a qualcuno che infondo ha a che fare con te solo per un cazzo in culo. Ma gli altri, quei tuoi migliori amici che stanno solo nella tua testa, sentono il dovere di mantenerli tra i propri contatti, di continuare a parlarci nonostante siano stati cafoni in egualmodo con te e con loro. Devono giustificarti, chissà perchè... quando poi la complicità d'amico, quella che non può essere insegnata, comporterebbe solo un bel vaffanculo per direttissima e nessuna altra giustificazione. Complicità che nessuno vede, nemmeno piu' tu la vedevi, però stai la a chiamare 300 volte e a sentirti appendere il telefono altrettante 300 volte. Che schifezza d'amico che sei. Che concetto infantile d'amicizia hai - già perchè anche questo t'è stato detto-. Quella complicità a cui si sarebbe risposto con un "a chi cazzo vuole questo, per me ha ragione e chi se ne frega del cazzo", invece no parliamoci, perchè noi siamo persone che parlano con tizi del genere ma lasciano in mezzo al traffico il proprio migliore amico.   il "non sta bene" ha bisogno di altri messaggi per essere sviscerato, discusso, motivato... è "apparare", dimmi, il discutere con qualcuno della sanità mentale del tuo amico con un "lascialo stare, Salvo è particolare"??? Al paese mio è dare la ragione dei fessi, il mantenersi aperto il portone, il curarsi di propinare le beneamate pezze a colori, che mai dal tuo amico e complice ti aspetteresti... non per una scopata almeno!!! Quel tizio avrebbe potuto chiedere sia a me che a mia madre di scopare, chi glielo impedisce: sconosciuto è e sconosciuto tornerebbe ad essere. Una scopata non mi cambia la vita, ma questo è ormai un così è se vi pare... Dicevo, potrebbe provarci con me e mia madre, ma io mi aspetterei che a me come a mia madre quell'atteggiamento faccia schifo e in quel momento mi aspetterei che mia madre classificasse quella persona per ciò che è: uno squallido frocio tra i froci!!! Invece no, gli di deve permettere di darmi dello stronzo e continuare a parlarci con cortesia. Giusto no? Corretto no? Scontato no? E tutto è nato per una "semplice chattata alle 2 di notte" fatta tra uno che chatta malvolentieri anche coi suoi amici a volte e l'altro che usa internet solo per trovarsi un culo!!! Credibile no?
Ora prendi questo, aggiungici una serie di versioni distorte cambiate in corso d'opera: si me lo scoperei perchè no; no non gli ho dato corda; si hai ragione non mi sembra normale infatti gli ho detto di no; vabbè però che ti aspettavi; e un "ti sto apparando"... risulta irragionevole discuterne no? Salvatore sei un coglione a sospettare, sei assurdo. sei un coglione a chiedere scusa di aver detto di non fidarti perchè eri arrabbiato. Tu sei polemico, sei cattivo, sei insopportabile a volte: eppure non scappi puntualmente, non sbatti le porte, non agganci i telefoni, non mandi a fanculo. Parli, usi parole che pungono è , eppure cerchi d'essere diplomatico di risolvere...

EPPURE TU NON LA CHIUDI UNO SCHIFO D'AMICIZIA CON UN MESSAGGIO!!!


postato da: Mitsui alle ore 17:43 | link | commenti
categorie: amicizia, cazzo, gay , me stesso, il mio viaggio, condividere, vivere, male, froci, brutto, morale, io
mercoledì, febbraio 13, 2008

L'amicizia

body partmani 2friendL´amicizia cancellata ai tempi di Internet

Quando all´amicizia si chiede lealtà vuol dire che già l´ombra di un tacito contratto impoverisce la magia di questa parola già troppo abusata per catalogare amori che non si vogliono svelare, rapporti coniugali resi esangui dalla quotidianità, conoscenze utili a scambi di favori, relazioni ipocrite che un giorno possono rivelarsi vantaggiose. Nulla di più, ma soprattutto nulla che possa dare espressione a quel bisogno di immaginazione di cui si nutre l´anima quando nei fatti vuol trovare dei significati.

Nel dolore un argine, nella gioia una comunicazione, nella monotonia della ripetizione un lampo di novità.
Tutto ciò non è possibile nella solitudine dove il dolore dilaga e la gioia resta inespressa, e neppure nella gran massa che concede espressione solo all´applauso o allo slogan, ma unicamente nell´amicizia, dove la parola si fa affabulatoria, immaginifica, confidenziale, segreta e soprattutto fuoriesce dalla concretezza, come richiede il "sano realismo" degli uomini di poche parole, a cui non verrebbe mai in mente di chiedere alla luna "che ci fa in cielo" o a se stessi "che ci fanno qui sulla terra". In solitudine queste domande restano inespresse o soffocate. In mezzo alla gente che frequentiamo possono generare sospetto, perché troppo cariche di senso per poterlo esplorare in solitudine, e troppo fuori dall´usuale per poter essere accolte in pubblico come domande "serie".

Eppure sono queste le domande di cui si nutre l´anima, poco realistiche ma cariche di simbolismo, per dare spazio alle quali gli antichi Greci, accanto al singolare e al plurale, avevano inventato il "duale", che è lo spazio dell´amicizia, dove ogni parola che rinvia a un´eccedenza di senso non rischia di apparire folle, perché l´ascolto dell´amico non è solo un ascolto razionale, ma aperto a tutti gli sconfinamenti di senso, che è prerogativa del cuore.
Ma dove trovare il tempo?
Non è il tempo che ci manca, è la capacità di stare l´uno con l´altro in quella forma intermedia che non è la fusione dell´amore e neppure l´anonimato dei rapporti impersonali, è la capacità di muoverci in quella zona di confine tra le prescrizioni della ragione e quegli sprazzi di follia che di continuo attraversano la nostra anima e che solo l´amicizia sa accogliere.
Perché proibirci questo spazio? Tuteliamo l´amicizia. Forse è l´unico spazio che ci rimane per un residuo di sincerità, una sorta di riunificazione con noi stessi. A meno che ciascuno non sia diventato per se stesso il maggior ingombro da evitare, quando non da affogare con le cose da fare, per non trovarci mai a tu per tu con questo sconosciuto che lo sguardo accogliente dell´amico potrebbe incominciare a raccontare, a delinearne i contorni, a propiziarci l´incontro. È infatti la scoperta di noi quello che l´amicizia favorisce e propizia. Perché è con se stessi che bisogna essere leali, non necessariamente con il "vecchio amico".