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E VOI CREDETE CHE TUTTO QUELLO CHE MI INTERESSA POSSA ESSERE RIASSUNTO QUA... A PARTE IL FATTO CHE SONO IN UNO STATO CONFUSIONARIO PERMANENTE E QUINDI è PRATICAMENTE IMPOSSIBILE POTERVI DIRE COSA MI INTERESSA: CI SONO COSE CHE AMO, MA NULLA MI VIETA DI ODIARLE A VOLTE... CI SONO COSE CHE SEGUO, MA NULLA MI VIETA DI CAMBIARE STRADA...

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venerdì, agosto 01, 2008

Speculiamo...

Può capitare che in una fresca notte d’estate la vita ci ricordi di risiedere in una città detentrice di mal valorizzate ambizioni turistiche e che qualche sconsiderato italiano del nord scelga, spinto da chissà quale atavico e coraggioso spirito d’avventura, di programmare una parte delle sue vacanze nella nostro benemerito capoluogo partenopeo. Sovente, può succedere, che questo atipico turista possa condividere non solo lo spirito d’avventura e un sui generis gusto artistico, ma voglia trovare in una città come Napoli una condivisa movida GLBT. Ciò per alcuni aspetti potrebbe avere delle caratteristiche peculiari per la nostra città. Non sono tante le città italiane o estere, che offrono un posto aperto e integrato col contesto cittadino come Piazza Bellini, che al di là degli ultimi fatti di intolleranza resta pur sempre un gioiello di integrazione per quanto riguarda la comunità omosessuale, non solo partenopea ma campana tutta. In tale corrispondenza e in presenza di turisti desiderosi di vivere tra l’arte varia anche la mondanità dei locali gay napoletani, sorge spontaneo fare delle differenze con le altre città italiane o estere e di tirare le somme dei risultati di tali considerazioni. Cosa offre la nostra città a un turista gay? Quali sono le alternative alle altre città italiane? Quali sono le nostre punte di diamante e quali le nostre pecche?
Può considerarsi valida un primo excursus sui locali. Ultimamente le alternative sono poche. A parte la mala organizzazione di questa o quella alternativa ai Freelovers, resta concreta un’analisi su ciò che viene offerto dalla principale organizzazione ludica glbt di Napoli. Quindici euro, sottolineo quindici, per un ingresso più consumazione nella ridente e forse un po’ arrangiata location dell’arenile di Napoli. La quale location, rispetto agli anni passati ha subito un vistoso ridimensionamento degli spazi e delle scenografie diventando metafora della scontata classificazione della volta celeste, non più divisa tra cielo maschile e femminile, ma che qui viene divisa tra etero e non etero. Quindici euro che, a onor di cronaca va detto, resteranno invariati sia se verranno proposte serate “evento” sia nel caso contrario, la serata non presenti alcuna speciale organizzazione.
Confrontiamolo con le altre città.
A Roma, con una media ponderata tra i sette e i tredici euro, puoi partecipare a serate dal giovedì alla domenica, prevista la consumazione, in locali con una sicuramente più notevole presenza quantitativa e con un’inconfutabile notorietà nazionale (in tre settimane solo il Village ha raggiunto le 50mila presenze). Si vedano locali dal nome come GayVillage (Giovedì sette euro con consumazione e Venerdì e Sabato tredici con consumazione), Alpheus (ingresso sette euro senza consumazione, ma prima consumazione a sette euro non obbligatoria), Alien (ingresso dodici euro con consumazione) e Muccassassina (con i suoi dodici euro con consumazione) o in alternativa – e molte città un’alternativa la offrono – Circolo degli artisti, solo di venerdì con i suoi dieci euro con consumazione; e poi Alibi (dieci euro con consumazione), fino ad arrivare al top della convenienza – ammesso che possa essere quella un’esigenza per un turista o per un autoctono – del free entry al Phag, usanza spesso sovvertita con la sopportabile quota di cinque euro cinque richiesta talvolta.
E che dire di Milano, nota città italiana con alti livelli di inflazione col sempre conseguente carovita.  Cito nomi come: Billy club (diciotto euro con consumazione, ma con serate quasi sempre evento), oppure Kitsch (free entry fino alle 24) dodici euro con consumazione, ridotto universitari 10 euro, almeno ogni tanto c’è chi pensa pure a loro, visto che in molte delle città sopra citate risiede una nutrita comunità di studenti fuori sede. A Torino poi, tutti gli happy hours della domenica con cibo a volontà prevedono quote non superiori ai dieci euro e c’è anche, udite udite, la consumazione alcolica; dove, inoltre, le serate del venerdì sono sempre free entry e il sabato variano tra i dieci e i dodici euro. Parliamo anche di Bologna con l’istituzione del Cassero, dove gli ingressi variano dai cinque ai dieci euro con consumazione, spesso free entry per i tesserati arci e dove solo la serata ufficiale per il Bologna Pride, organizzata malissimo bisogna ribadirlo, ha raggiunto quota quindici euro ormai di norma a Napoli.
Può capitare che questi turisti, un po’ colpiti dalla semplicità dei nostri allestimenti e quindi assaliti da malinconici ricordi di trascorse adolescenziali feste di maturità, taluni invidiando la ormai persa freschezza dei diciassette anni tanto ben rappresentati dalla clientela partenopea, decidano comunque di divertirsi, di spendere soldi in consumazioni e bagordi, ma di vedersi abbassare la musica alle 4 di notte senza nessuna ragionevole motivazione.
Volendo tralasciare gli aspetti veniali della questione per soffermarsi su aspetti sicuramente più aulici della promozione socio-culturale, non certo aiutata da un prezzario tanto speculativo e indecente, si potrebbe porre l’accento sulla funzione sociale e d'integrazione che i locali gay dovrebbero avere, con lo scopo di aggregare, emancipare e far uscire allo scoperto; non si può che, anche involontariamente, sottolineare la totale assenza di politica glbt in Campania. Nessuna propaganda nei locali se non per sponsorizzare questa o quella offerta viaggio presso una o l’altra meta da pride. Non si può non suscitare il ragionevole dubbio che le questioni omosessuali a Napoli siano sentite solo come elemento speculativo o di promozione personale d’interessi e protagonismi, dimostrati da troppe associazioni con le stesse finalità, nessuna concorrenza nelle organizzazioni dei locali, poca chiarezza verso il pubblico subissato da messaggi pubblicitari altisonanti, sempre meno spesso corrispondenti a realtà. Può capitare così di trovarsi in una fallimentare serata al LoveVillage, dove suolo pubblico viene pubblicizzato per locale notturno con dubbie finalità da cruising, e dove ad un certo punto ti vedi arrivare una volante della polizia; dove, inoltre, entri gratis, ma non puoi uscire prima delle due se non pagando e se chiedi spiegazioni o chiarimenti ti senti cacciar via dal locale in malo modo, tranciando di una buona metà, la consistente presenza umana di dieci, dico dieci persone.

Se qui si è parlato solo di difetti e non di pregi, ci conforti che tali difetti e non pregi riguardano solo la capacità organizzativa delle associazioni partenopee; la bellezza della nostra città, in questa sede come in altre, non può e non viene minimamente confutata ed è in grado di ripagare un turista di tutte le emozioni auspicate. Il calore di molti di noi, cittadini residenti e non, diviene quasi un imperativo morale a sostituire dubbie pecche nella gestione dei servizi che se messi in dubbio, trovano risposta nella sempre appellata richiesta di libero arbitrio, espressa con la troppo abusata formula del “se non ti piace, non ci venire”. Noi napoletani che spendiamo soldi e che non ci arrocchiamo in rigide mentalità provinciali, che per lavoro o per diletto ci troviamo a decantare fuori dal napoletano le nostre possibilità, vorremmo finalmente veder valorizzate le nostre bellezze anche da più sensibili e oculate attenzioni organizzative e mondane. Il turista, consolato; a noi, quelli che restano, non rimane che di tornare in quei posti quando si può e di mettere in scena l’essenza dello spirito di un popolo che anche in questa occasione si attesta ogni fine settimana con: “Scurdammece o’passato, simme è Napule paisa’”.



Commenti
#1   02 Agosto 2008 - 13:04
 
Inutile dire che l'attenta analisi sulla situazione organizzativa glbt partenopea non fa una piega...è vero, il rapporto qualità/prezzo è di lunga inferiore rispetto al panorama italiano in particolare e a quello europeo in genere, e nell'aria non si avverte altro che l'odore di lucro che ormai avvolge la scena notturna napoletana.Il problema, a mio parere, risiede nel target: bisognerebbe dare ai napoletani, così come ai turisti in visita, luoghi dove lo scopo non è solo quello di svuotarti il portafogli, bensì di creare una cumunità che sia gay lesbo bisex trans e chi più ne ha più ne metta, e che tale comunità abbia il piacere e il diritto di riunirsi in qualsiasi giorno della settimana, per interfacciarsi con gli altri, conoscere o non, parlare o meno, ascoltare musica, ballare, insomma intrattenersi senza necessariamente pagare le vacanze a coloro che si spacciano per organizzatori.
Voi direte:"si, ma ovunque tu vada in italia per entrare nei locali si paga!"...e nessuno ha intenzione di togliere questo dazio...ma avete mai frequentato la vita gay al di fuori di napoli? Credetemi, che siano 7-8-12-15euro tornando a casa non rimpiangerete mai di averli spesi. PERCHE'?Perkè altrove avete almeno la possibilità di decidere sulla vosta notte, di scegliere dove andare cosa fare e chi incontrare, cosa invece completamente negata quì a napoli!Diciamoci la verità, se roma non offrisse ciò che offre anche nei circuiti glbt romani vedremmo sempre gli stessi volti... la Roma gay vive di turismo e si guadagna i turisti proponendo alternative, cosa che invece a napoli non avviene, inquanto ormai "la carrozza viaggia da sola"...o meglio, ragazzi finchè continueranno a guadagnare in questo modo sulle nostre spalle, non vi sarà alcun motivo di modificare le cose e di proporre novità! Dunque...non aspettiamo che le alternative ci siano poste su un piatto d'argento, ma lottiamo per crearle noi stessi! CIAUZ...BRAVO MITZUI
utente anonimo

#2   02 Agosto 2008 - 15:34
 
voglio essere citato come fonte :)
quant'è bravo o' cumpagno mio a scrivere. Baci, Amedeo
utente anonimo

#3   02 Agosto 2008 - 16:04
 
Condivido pienamente, per questo manco dalle serate napoletane da molto molto tempo
utente anonimo

#4   02 Agosto 2008 - 17:21
 
meglio frocio che napoletano
utente anonimo

#5   03 Agosto 2008 - 13:43
 
La differenza tra Napoli e le città che hai citato è la molteplicità di alternative. Il pubblico glbt partenopeo non è pronto - o almeno non tutti lo sono - ad alternative valide. Si buttano dove la massa li porta e questo inevitabilmente dàpieno potere al gruppo di turno. Se avessimo il coraggio tutti di boicottare le serate, magari qualcosa di nuovo potrebbe arrivare. Per ora acconteniamoci di finanziare la hobby. Rimpiango la fine degli anni '90
utente anonimo

#6   03 Agosto 2008 - 14:09
 
vero si dovrebbe boicottare la lobby. però posso dire che è già molto difficile far leggere quello che ho scritto alle persone, le stesse che sento molto spesso lamentarsi. ieri mi sono fatto un giro su mIRC e mi sono sentito dire, da persone che erano li da ore a cercar cazzi, che non avevano tempo per leggere o commentare... è un pò come il taglio del film Gomorra, volendo esagerare... chi è causa del suo male, pianga se stesso!!!
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#7   03 Agosto 2008 - 17:43
 
sovrastrutture
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#8   03 Agosto 2008 - 19:56
 
ma non esiste nessuna lobby, magari esistesse... Comunque non credo si possa far molto, ai gay napoletani piace così e ne sono felici, l'offerta si adegua e non si impegna più di tanto. Quanti sarebbero disposti a boicottare le serate, che so, per un mese? Ce le vedo già per terra a tremare per le crisi di astinenza da birreria e arenile :) Amedeo
utente anonimo

#9   03 Agosto 2008 - 20:24
 
intanto sei uno dei pochi froci che si firma quando scrive un commento... Amedeo è Ghost85 cmq, che sennò poi mi bandiscono dai locali solo a me e non ho + capelli da strapparmi :P
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#10   03 Agosto 2008 - 20:29
 
me li raso a zero apposta per evitare di strapparmeli... ti prego giĂ  ci siamo giocati il kapsula (mio dio), ora pure il resto, come si fa poi? Amedeo, o Ghost85 come preferite
utente anonimo

#11   04 Agosto 2008 - 20:47
 
faremo l'uncinetto... mi hanno detto vada di moda!!!
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#12   06 Agosto 2008 - 11:32
 
Data la lunghezza dell’articolo sarò molto breve.
Non entro nel merito nel prezzo e nella valutazione ( personale dell’autore dell’articolo) delle varie organizzazioni del divertimento gay lesbo Campania, ma voglio osservare nel merito della critica alle associazioni LGT napoletane:
1 l’autore dell’articolo non dice che in Italia c’è una divisione tra i locali ARCIGAY e i locali NON Arcigay ma di altre associazioni LGBT. L’articolo non chiarisce a sufficienza che da noi v’è l’anomalia napoletana di serate di PURA IMPRESA scollegata dall’associazionismo LGT. Questa osservazione già fa cadere in contraddizione l’analisi delle TROPPE associazioni di Napoli ( il troppo e il poco sono categorie soggettive per essere universalmente valide), quando l’autore dell’articolo elogia il fatto che fuori Napoli ( le non troppe ma le TANTE associazioni) sono elemento di riconosciuta pluralità d’offerta di spazi e luoghi anche nel divertimento. DgP ONLUS gestisce Village, Circolo degli artisti e Alpheus ed il Mario Mieli il Muccassassina. Le associazioni lgt si autofinanziano attraverso le “serate” per i costi elevati di gestione delle associazioni che servono a tutti ed a tutte come centri di orientamento, servizi alla persona e come forza sociale per la cura della comunità.
2 L’autore confonde le associazioni tra loro. A napoli le associazioni LGT sono Arcigay Napoli, Arcilesbica Napoli ( circuito Arci), associazione i Ken ONLUS, M.I.T. NA e circolo Anthias. Tra queste solo arcigay a napoli gestisce direttamente oltre al circolo politico circoli ricreativi come il Depot, lo Sputnik e la Sauna. Saltuariamente i Ken fa serate evento per autofinanziamento ( alcune serate fatte in collaborazione con il Coordinamento Campano GLT) con il Rising Mutiny ha organizzato spettacoli (in serate non gay) con la presenza di artisti di primo livello nazionale ed internazionale. Arcilesbica Napoli invece organizza di Giovedì l’aperitivo al St James a piazza bellini. I prezzi variano dai 15 ai 5 €.
Oltre queste associazioni esistono e si devono aggiungere all’elenco il bar GIMA’s (indipendente open tutti i giorni) il giovedì ed il sabato Freelovers, il sabato Kapsula, il Love Village ( saltuario di arcigay + kapsula) e i nuovi 081 del mercoledi e il Suerte Group con la domenica al sud terranea ( tutti questi fanno impresa di profitto e non associazionismo LGT in altre parole quello che guadagnano è arricchimento personale legittimo). Quindi a napoli esistono luoghi gay ma esistono anche Gay cinici che snobbano tanto i locali napoletani quanto le associazioni e le manifestazioni omosessuali napoletane preferendo quelle fuori città con i relativi party e gli after hour.
3 Sull’assenza della politica LGT napoletana la polemica si risolve in un solo attimo: la regione campania ed il comune di napoli hanno patrocinato i pride 07 e 08 e stanno sostenendo iniziative per i gli omosessuali e le ed i trans napoletani con sostegno ad iniziative pubbliche ( solo i Ken ad ottobre farà un grande convegno contro l’omofobia a palazzo serra di cassano e una rassegna di cinema omosessuale OMOVIE). Inoltre i Ken ha uno sportello in CGIL Napoli che è diventato uno sportello SERVIZIO del sindacato per i lavoratori e le lavoratrici LGT. Nel 2007-08 i Ken ha fatto banchetti informativi, distribuzione di profilattici e raccolta firme tutti i giovedi e tutti i sabato presso i freelovers e nel 2006-07 presso il Kapsula e tutte le domeniche al Rising Mutiny. I Ken inoltre ha organizzato diverse manifestazioni di piazza, anche una ricerca in piazza bellini con il’equipe del prof. Cortrufo. Dirci assenti significa negare l’evidenza o parlare d’altro.
4 Concordo sul protagonismo nelle associazioni, osservo all’autore che è un protagonismo collettivo e non individuale. Un’associazione ( luogo evidentemente ignoto a chi ha scritto questa riflessione) è un posto dove tutti si mettono in gioco e tutti diventano un modello per gli altri. Qualche volta capita che non tutti accettando di essere meno bravi di qualcun altro e comincia a scalpitare, ma è una condizione valida per la scuola l’università o per qualsiasi ambiente di lavoro.
5 Consiglio all’autore ed ai concordi di non lamentarsi di napoli ma d’impegnarsi nelle associazioni, di non criticare per quello che vorrebbero nei propri comuni, ma di essere protagonista delle proprie città e dei propri territori. Prima di guardare la Trave nell’occhio del vicino guarda il disastro in casa tua…. Ed affrontalo . Se vuoi ti do una mano!

Calo Cremona cittadino napoletano e fondatore dell’associazione omosessuale i Ken ONLUS
Consigliamo una lettura ed una visita di http://www.i-ken.org
utente anonimo

#13   06 Agosto 2008 - 12:27
 
non capisco cosa voglia significare l'ultimo intervento. l'autore faceva un confronto con i prezzi delle altre città e come si evidenzia, essendo quei locali patrocinati da associazioni che se ne servonoper autofinanziarsi, non si spiega come quei prezzi siano di media inferiori a quelli che a Napoli si attivano in organizzazioni di locali senza alcuno spirito associazionistico. a me l'ultimo intervento sembra solo il solito modo di Iken di fare prezzemolino e parlare di se, con argomentazioni gratuite rispetto al contesto. nell'articolo non sono state fatte distinzioni tra associazioni e forse si esprimevano i dubbi di chi venendo a napoli per la prima volta si aspetta interventi e concorrenze degne di una grande città italiana come altrove. e ciò non succede. a me l'analisi dell'autore mi sembra molto ben fatta, se volevamo una promozione di Iken andavamo sul loro altisonante sito per un associazione di così poche persone!!!
utente anonimo

#14   06 Agosto 2008 - 13:38
 
mah, io non c'ho capito niente del senso di questo intervento...
utente anonimo

#15   06 Agosto 2008 - 21:18
 
cito il signor Cremona: 4 Concordo sul protagonismo nelle associazioni, osservo all’autore che è un protagonismo collettivo e non individuale. Un’associazione ( luogo evidentemente ignoto a chi ha scritto questa riflessione) è un posto dove tutti si mettono in gioco e tutti diventano un modello per gli altri. Qualche volta capita che non tutti accettando di essere meno bravi di qualcun altro e comincia a scalpitare, ma è una condizione valida per la scuola l’università o per qualsiasi ambiente di lavoro.

trattasi di manie di protagonismo puro se in un associazione si teme l'ingresso di troppi soci e il capovolgimento dei vertici in seguito ad eventuali votazioni. se si fa distinzione tra soci fondatori e non in ogni atto pubblico e se nelle competenze di una sola e persona e consorte risiedono piu' cariche di tale importanza (vedi presidenza,vicepresidenza e segreteria); uno dei tanti motivi per cui tanta gente finisce per abbandonare le tane sedicenti associazioni no profit.
utente anonimo

#16   07 Agosto 2008 - 12:14
 
Cito Cromona: Tra queste solo arcigay a napoli gestisce direttamente oltre al circolo politico circoli ricreativi come il Depot, lo Sputnik e la Sauna.

Arcigay gestisce depot, sputnik e sauna? e da quando? Forse vuoi dire che per la legge italiana per entrare in questi locali c'è bisogno di una tessera, e questi locali hanno scelto la tessera di arcigay... ma l'arcigay dai circoli ricreativi non ricava un'euro... e i soldi delle tessere arcigay che vengono fatti in quei locali restano al locale stesso... non vanno da nessuna parte.
Non date informazioni false per favore.
utente anonimo

#17   07 Agosto 2008 - 12:35
 
le solite informazioni distorte del Cremona, pare che ci campi sulle onlus!!!
utente anonimo

#18   07 Agosto 2008 - 12:36
 
la discussione si sta accendendo...Provo solo a dire a tutti che nell'articolo non v'è da nessuna parte una critica all'associazionismo politico (anche se andrebbe sempre spronato a far meglio), ma solo un personale pensiero che credo possa essere riassunto così: non sarebbe meglio unire le forze di tali associazioni e farne una, ma buona, piuttosto che 5 o 6 tutte con apparentemente la stessa finalità? Da qui nasce il dubbio, non è che tali associazioni servano solo ad appagare il desiderio di protagonismo di chi ne fa parte? Non c'è dubbio che qualcosa di buono magari la fanno tutte, ma quanto di più si potrebbe fare se si unissero le forze? Anche questo è solo un mio personale pensiero. Bacio, Amedeo
utente anonimo

#19   07 Agosto 2008 - 12:39
 
la dice sempre il Cremona sta falsita' sulla presunta gestione Arci dei locali Napoletani, ma seppure fosse la tessera x la sua ass. cosa offre se non lo sconto presso l'erboristeria di un suo amico?
utente anonimo

#20   07 Agosto 2008 - 12:42
 
Dimenticavo, entrando nel vero merito dell'articolo, essendo le associazioni di "PURA IMPRESA" appunto tali, è ancora più vergognoso che i prezzi di tali serate siano i più alti d'Italia. O meglio, 15 euro li pagherei volentieri anche per andare ad una serata mediocre se essi servissero a sostenere e a finanziare i costi un'associazione che tutela anche i miei interessi (ad esempio come quando vado al Mucca), MA SE LI DEVO CACCIARE SOLO PER FAR ARRICCHIRE UNA SPECULATRICE LESBICA, beh spesso e volentieri preferisco metterli in salvadanaio! Anche perchè da altre parti le associazioni lgbt con quei soldi e di meno, non solo si autofinanziano ma ne fanno uscire anche serate di gran lunga migliori.
utente anonimo

#21   07 Agosto 2008 - 12:49
 
che si arricchisca pure, c'ha na figlia!!! ma che almeno nn tolga l amusica alle 2!!!
utente anonimo

#22   07 Agosto 2008 - 21:42
 
Rispondo al signor Amedeo, del commento 18.

Protagonismo tra associazioni?
Beh... la tessera arcigay costa 15 euro, quella iken 150 euro (sì con uno zero in più).

La tessera arcigay ti permette di partecipare alle riunioni, fare proposte e votare. Inoltre, ogni 3 anni ci sono le elezioni del Presidente (...che è un tesserato arcigay praticamente...)
All'iken no il Presidente è uno e sarà quello.
Dove sta il protagonismo?
Si potrebbe scrivere "Speculiamo 2..."
Eryk
utente anonimo

#23   08 Agosto 2008 - 01:02
 
Eryk, non era mia intenzione denigrare questa o quella associazione (personalmente ho delle preferenze, ma non è questo il punto della discussione. Del resto se leggi tra le righe il mio commento capiresti anche qual è la mia preferenza, basta pensare a chi tra tutti è nato prima...). Dico la stessa cosa per quanto riguarda, che so, Arcigay Roma e Circolo Mario Mieli... Trai tu le tue conclusioni. Amedeo
utente anonimo

#24   08 Agosto 2008 - 14:01
 
IKEN è una baracconata da buffoni
utente anonimo

#25   08 Agosto 2008 - 14:12
 
sauna, sputnik e depot sono CIRCOLI ARCIGAY
utente anonimo

#26   08 Agosto 2008 - 14:46
 
Rispondo a #25
Cito: sauna, sputnik e depot sono CIRCOLI ARCIGAY

Appartengono al Circolo Uno (che appartiene ad Arcigay), questo nessuno lo nega... ma si negava il verbo "gestire". Arcigay non li gestisce... se poi non sapete chi è il Gestore prendete un vocabolario. Poi ripeto quei locali hanno scelto loro di appartenere al CircoloUno e arcigay non ci guadagna nulla.

Se poi sei convinto come il Signor Cremona che arcigay gestisce questi locali facci sapere come (con documenti alla mano, leggi lo statuto di arcigay). Grazie.
utente anonimo

#27   08 Agosto 2008 - 15:11
 
Uff firmatevi però, stiamo parlando di Freelovers, Kapsula, Arcigay e I-Ken, mica di Provenzano... Amedeo
utente anonimo

#28   08 Agosto 2008 - 17:51
 
Commentare Cremona è come comenntare il nulla, infatti confonde artatamente arci con arcigay, arcigay Antinoo (associazione non lucrativa che fa politica) con il circuito ricreativo arcigay che non fiinanzia arcigay napoli ,dice il falso sul Love Village, Arcigay Napoli non ha mai fatto un Village in società con il Kapsula, se volete una diffida io la mando volentieri, io capisco che Carlo Cremona deve darsi una posa di militanza alta, ma facendo questi inerventi da ignorante in materia rasenta il sottosuolo.Tralascio per carità di movimento ongi riferimento alla dichiarata finalità non lucrativa dell'associazione di "proprietà , fondata, diretta ed amministrata " da Carlo Cremona.Le attività di Arcigay Napoli sono note a tutte e da anni, si può sempre migliorare, in ogni caso chi vuole può partecipare attivamente, sarà il ben venuto. Buone vacanze
Salvatore Simioli -Presidente Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli-
utente anonimo

#29   08 Agosto 2008 - 20:04
 
concordocon Simioli, basta parlare di Cremona. Quattro persone messe in fila che fingono di associarsi solo perchè non hanno un lavoro serio in cui impegnarsi. ma chi è sta gente? cosa ha fatto? e cosa fa tutto il giorno? parliamo di cose più serie su, a me l'articolo di Mitsui sembra aver suscitato una buonissima discussione, anche sul sito di arcigaynapoli.org. se ne dovrebbero stampare volantini e distribuirli fuori alle serate di Vanja, altro che monopolio poi... i froci non possono continuare ad essere tanto stupidi. Saluti Gerry
utente anonimo

#30   08 Agosto 2008 - 22:58
 
Ho poco chiara la situazione attuale dei locali gay, delle associazione e di quant'altro si riconosca nella bandiera arcobaleno, visto che ultimamente ne sono completamente lontano.
In passato ho frequentato non solo i luoghi del divertimento fine a se stesso, ma mi sono anche dedicato alla vita associativa. Non è mia intenzione denigrare qui l'uno o l'altro rappresentante di I Ken, ArciGay, Freelovers o altro. Voglio solo sostenere le parole del mio amico “autore”, forse rileggendo qui alcune mie esperienze personali. A partire dalla valutazione negativa dei locali gay, del monopolio di un gruppo o di un altro, della scarsa concorrenza e della povera offerta, del loro inesistente valore sociale seppellito dagli interessi economici. Fino alla mancanza di un centro valido per la promozione e diffusione della cultura GLBT e l'abbattimento di qualsiasi muro sociale.
Piuttosto che invitare la gente ad “entrare” nelle associazioni (fisicamente ed economicamente), bisognerebbe prima di tutto “uscire” tra la gente, farsi presente con attività concrete. E' questa la valida spinta alla partecipazione collettiva. Lo scopo sociale di un'associazione cade se questa non si fa vedere e sentire nella propria città, se resta rinchiusa tra le mura della propria sede, se aleggia all'interno lo spirito oligarchico, magari grazie a quote troppo alte – forse volutamente imposte per evitare l'ingresso di troppe persone scomode – se non monarchico – quando l'associazione si impersonifica nel presidente, o viceversa. Elencare ciò che si è fatto, si fa o si farà, come se fosse un trofeo nello scontro tra le parti, non ha senso – soprattutto quando nell'elenco ci sono offerte last minute per il prossimo Gay Pride. Altrove sportelli, rassegne, mostre sono il minimo che un'associazione GLBT possa fare.
Come ho giĂ  letto in altri commenti, sarebbe giunto il momento di porre fine allo scontro tra protagonisti, unire le forze e pensare un po' di piĂą ai diritti degli omosessuali, piuttosto che alle proprie ambizioni personali e/o ai propri interessi economici.
Qualcuno ovviamente potrà obiettarmi che è facile criticare dopo aver abbandonato un'associazione e non fare nient'altro per la comunità gay. Forse sono stato incapace e/o non ero adatto al ruolo; forse qualche protagonista non ha voluto avere fiducia nelle mie capacità, sottovalutandole continuamente rispetto alle proprie. Forse ho semplicemente cambiato idea.
Complimenti al mio amico per la riflessione e per la discussione costruttiva suscitata. Buon lavoro a tutti. Tito.
utente anonimo

#31   09 Agosto 2008 - 11:00
 
Secondo me è lecito che nascano dei dubbi su I KEN, che conta nemmeno 10 soci (meno della metà degli originari fondatori), dove per partecipare devi pagare 150euro, il presidente gestisce il sito ufficiale quasi come fosse il suo blog personale, si occupa di rapporti politici, è l'unico firmatario di comunicati e documenti; in più il suo consorte è vicepresidente e tesoriere. A me più di una Associazione di Promozione Sociale, mi pare una società a conduzione familiare. marco
utente anonimo

#32   11 Agosto 2008 - 21:25
 
Rispondo a Tito, commento #30
Tito a settembre fatti un giro all'arcigay di Napoli. SarĂ  un mese abbastanza pieno, abbiamo bisogno di sostegno... anche morale :P
A presto!
utente anonimo

#33   15 Agosto 2008 - 15:18
 
Non so quale finalitĂ  politiche e quale interesse e cosa voglia dire il prestigiatore Cremona ( preferisco il Raul televisivo) invece di chiedere scusa insiste artatamente a dare una falsa rappresentazione della realtĂ , dicendo cose diverse da quelle dette nel suo precedente intervento e dimenticando altre sue uscite.
Infatti sul Love Village tace, Cremona ha detto una fesseria chieda scusa, altro che villaneria del sottoscritto, se uno dice falsità chiede scusa e paga pegno per la propria superficialità, Chi è interessato “alla vita e alle opere relative ad arcigay” può visitare il sito nazionale www.arcigay.it (c’è anche statuto, organi dirigenti, proprio tutto tutto ), in ogni caso arcigay Napoli non riceve nulla da arcigay nazionale, dall’arci e dai circoli ricreativi affiliati arcigay.
Passando a cose più serie chi di Voi vuole partecipare alla vita associativa o conoscere le attività dell’arcigay di Napoli può visitare il sito www.arcigaynapoli.org Salutandovi tutti e tutte vi invito ad aderire ad arcigay o cmq a partecipare attivamente alla crescita del movimento LGBT napoletano ovunque, comunque ed in ogni modo.Smak!
Salvatore Simioli -Presidente Comitato Arcigay Antinoo di Napoli-
Ps:Arcigay Napoli: liberi di essere se stessi sempre!
utente anonimo

#34   07 Settembre 2008 - 11:41
 
URGENTE - VI PREGHIAMO DI FAR GIRARE QUESTO LINK A TUTTI I VOSTRI CONTATTI CHIEDENDO UN COMMENTO: PER LA PRIMA VOLTA VIENE IDENTIFICATO E FERMATO UN'AGGRESSORE DI UN OMOSESSUALE A SEGUITO DI UNA DENUNCIA A NAPOLI. http://ikenonlus.wordpress.com/2008/09/04/napoli-i-ken-associazione-omosessuale-di-napoli-considerazioni-su-aggressione-a-piazza-bellini/
utente anonimo

#35   08 Settembre 2008 - 14:48
 
Sei una bruttona
utente anonimo

#36   22 Ottobre 2008 - 19:07
 
riporto di seguito il commento del Sign, Cremona, cancellato per errore.

a Salvatore Simioli devo chiedere una serie di precisazioni:
1 - smentisce che arcigay fa parte del circuito ARCI?
2 - smentisce che arcigay Antinoo fa parte del circuito Arcigay?
3 - smentisce che i circoli ricreativi Arcigay appartenenti al Circuito UNO sono del circuito Arcigay?
4 - smentisce che questi circoli di cui anche il sottoscritto è socio rispondono alle caratteristiche associative del circuito Arcigay?
5 - conferma che è membro della Segreteria Nazionale Arcigay?
6 - se si, in qualità di dirigente Nazionale di Arcigay ci può informare se i soldi delle tessere Arcigay fatte nei suddetti locali del Circuito UNO arrivano all’Arcigay Nazionale ?
7 - Arcigay nazionale riceve fondi da enti locali?
8 - Arcigay ha fonti da Enti Nazionali?
9 - Arcigay ha fondi Europei?

a differenza di tutti quelli che scrivono in questo simpatico Blog so molto bene le diversitĂ  tra le strutture... parlare di i Ken e di Carlo Cremona serve come sempre a non parlare di chi ha, ha avuto e avrĂ  il "potere economico" del Movimento.

se qualcuno ci dicesse il numero totale degli iscritti al circuito Arcigay nella provincia di Napoli sommati alla decina di i Ken capiremo quanti siamo a lottare per i nostri diritti.
i Ken ha una tessera che permette la vita associativa a 12€ all’anno e che da pari diritti ma differenti doveri.
L’assistenzialimo arcigay che incassa a 15 € annue e poi “impone” la tessera e l’ingresso ricreativo… e a suon di “piacere” quanto costa alle tasche degli associati arcigay?
Breve calcolo 10 ingressi allo sputnik + 10 al depot + 10 in sauna + la tessera annuale quanto costa per 30 divertimenti… e, questi soldi quali attività politiche o culturali gay sostengono a Napoli?

Sia lo scopo della donazione che il motivo della donazione a noi pare assai contraddittorio…ed egoistico….. necessario, forse, ma contraddittorio ed abbiamo scelto di non condividerlo.
uno, per come la vediamo noi, deve avere il piacere di sostenere un'associazione LGT, non avere un'utile personale, uno sconto. Uno o una condivide un sogno, una lotta comune, non acquista patatine o profilattici, sceglie un disegno sociale, fa una scelta di parte, dice con coraggio, IO sono perchè NOI siamo.
Gettiamo la maschera del perbenismo bigotto e provinciale, tipico di questa Napoli gay che a me non piace affatto e che vorrei appartenesse al passato di tutti noi!
Basta venire al Pride e poi chiedere di cancellare le proprie foto perchè si ha paura di essere visti... riconosciuti... quel venire non SERVE a te e nessuno di NOI è una SCONFITTA di tutti e tutte.

p.s. la diversa opinione non mi fa paura, ci arricchisce….se molti dicono il contrario di quello che penso ... non necessariamente vuol dire che ho torto ma potrebbe dire che alcune persone sono convinte, in buona fede, di una cosa che è sbagliata.
A Salvatore Simioli, una preghiera, sediamo in tavoli Istituzionali insieme e organizziamo iniziative insieme per il bene della nostra Comunità, mi dispiace leggere insulti personali, spiegarsi male oppure essere poco chiari è umano, la villania però non ha scuse.
Pertanto non rispondo alle provocazioni e comprendo che la calura d’agosto da fastidio a tutti e per primo a me.
Al gestore del Blog, non sarebbe male se si pubblicassero commenti anche piccanti ma firmati ed evitare che non si sappia con chi si ha a che fare.


Felice Agosto a tutti a quelli che se la godono e a quelli che come me ( ahimè! ) patiscono… adda passà a nuttata!
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#37   08 Novembre 2008 - 13:08
 
MA PERCHè SE UN TURISTA è FROCIO DEVE ANDARE A NAPOLI SOLO PER FROCIà?
GIU
utente anonimo

#38   16 Dicembre 2008 - 23:36
 
Salve a tutti, premetto che sn Napoletano ma vivo a Roma e quando scendo preferisco passare una bella serata in un locale gay napoletano visto che quelli romani mi hanno rotto...Ho letto l'articolo e i vari commenti...Però ci sono da puntualizzare delle cose, tipo, il GAYVILLAGE prende milioni x la sponsorizzazione e poi a Roma ci sono il triplo delle persone rispetto a Napoli essendo anche un itinerario culturale + interessante rispetto a Napoli. Poi è vero che i soldi che guadagnano le disco GAY nn vanno ad alcuna associazione, ma quando vado a Ballare al GOLDEN GATE (serata etero) contribuisco A qualche causa benefica, oppure pago i costi di gestione del locale e faccio si che l'imprenditore che organizza la serata guadagni dei soldi??? Ognuno sceglie il proprio lavoro c'è ki fa il muratore, ki il medico, ki il salumiere e ki organizza serate...Quindi inutile parlare e sparlare su ste cose, ki nn le ritiene giuste nn ci vada senza alzare polveroni inutili...Invece di Parlare dell'arricchimento causato dalle serate pensiamo al vaticano che ci mette i bastoni tra le ruote e di altri problemi SERI!!!! Nessuno ci obbliga a frequentare e chi lo fa come me lo fa cn piacere in quanto se vado a ballare in un luogo etero pago il doppio...Alla fine io mi diverto e sto bene quindi DE GUSTIBUS NON DISPUTANDUM EST. Carlo da Roma
utente anonimo

#39   10 Gennaio 2009 - 16:57
 
molto interessante la discussione...ma resta il fatto che a riguardo sia socialmente sia culturalmente napoli rimane sempre indietro..io come transgeder preferisco uscire da roma in su e come me tante altre..

Francesca tsg
utente anonimo

#40   17 Gennaio 2009 - 16:57
 
@Carlo da Roma: giusto quello che dici, ma penso che indipendentemente dalla libertà di chiunque di frenquetare i posti che puù ci aggradano, etc etc, resta il fatto che guadagnare su un determinato pubblico esagerando ingiustificatamente prezzi e costi si chiama esattamente così: SPECULAZIONE!!! e chi la fa, specula. C'è poco da fare. questo resta.
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