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Utente: Mitsui
Nome: LA GENTE MI CHIAMA IN VARI MODI, MA IL MIO NOME NON è LEGIONE... TRANQUILLI!!! A CHE VI SERVE JA!?!
E VOI CREDETE CHE TUTTO QUELLO CHE MI INTERESSA POSSA ESSERE RIASSUNTO QUA... A PARTE IL FATTO CHE SONO IN UNO STATO CONFUSIONARIO PERMANENTE E QUINDI è PRATICAMENTE IMPOSSIBILE POTERVI DIRE COSA MI INTERESSA: CI SONO COSE CHE AMO, MA NULLA MI VIETA DI ODIARLE A VOLTE... CI SONO COSE CHE SEGUO, MA NULLA MI VIETA DI CAMBIARE STRADA...

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giovedì, febbraio 28, 2008

quesito

Se per la chiesa la pillola del giorno dopo e' gia' aborto, mi sorge un dubbio... la sega e' omicidio premeditato? Ma soprattutto, il pompino e' cannibalismo?

domenica, febbraio 24, 2008

fatti assurdi eppur veri

Stai li fermo in macchina  mollato in mezzo al traffico con un vaffanculo e una portiera sbattuta in faccia, 300 chiamate rifiutate, sentirsi scrivere per messaggio che la vostra amicizia è finita e che seppur finita non serve parlarne, aspettare inutilmente sotto casa e sentirsi addirittura dare dell'invadente, e ti chiedi se può bastare a farti capire tutto. Per l'ennesima volta chi dovrebbe mostrarti tenacia non lo sa fare... Questo un pò dovrebbe darti la misura del quanto, come  e perchè TU conti per questa persona. Eppure passi per polemico, per pazzo, per rompiscatole eppure mai ti saresti sognato di agganciare una sola di quelle volte il telefono; e la linea della decenza, forse della comincità è stata ampiamente superata, con molti antecedenti direi.
Sì, ok, hai detto una cazzata, ma hai chiesto scusa. Il dubbio c'era e ti sarebbe bastato farti un giro per le chat di quel tuo amico per verificarlo tutto, ma quello sarebbe male e tu non vorresti farlo. Non potresti. Ti basterebbe una password cambiata per verificarne la malafede. Ma a te non serve capire, le reazioni dicono molto di piu'. La tua morale va sempre rispettata, perchè così rispetti te stesso! Eppure una sola frase detta male ti fa meritare quel vaffanculo, che arriva sempre ultimamente. Come se la tua fosse un'amicizia di cui liberarsi al piu' presto.

E non basta il sentirsi mettere da parte per giorni da questo o quel passatempo di ragazzo di turno, non basta farsi chiamare solo quando le cose vanno male. Non basta non aver mai la complicità e vedersi in balia delle critiche di questo o quel fidanzato solo perchè tu amico non riesci a contraddirlo.  Tu Salvatore sei uno da "apparere" e ti sei chiesto varie volte cosa significasse effettivamente questo termine. Il tuo onore va "appartato" con le pezze a colori di giustificazioni date a qualcuno che infondo ha a che fare con te solo per un cazzo in culo. Ma gli altri, quei tuoi migliori amici che stanno solo nella tua testa, sentono il dovere di mantenerli tra i propri contatti, di continuare a parlarci nonostante siano stati cafoni in egualmodo con te e con loro. Devono giustificarti, chissà perchè... quando poi la complicità d'amico, quella che non può essere insegnata, comporterebbe solo un bel vaffanculo per direttissima e nessuna altra giustificazione. Complicità che nessuno vede, nemmeno piu' tu la vedevi, però stai la a chiamare 300 volte e a sentirti appendere il telefono altrettante 300 volte. Che schifezza d'amico che sei. Che concetto infantile d'amicizia hai - già perchè anche questo t'è stato detto-. Quella complicità a cui si sarebbe risposto con un "a chi cazzo vuole questo, per me ha ragione e chi se ne frega del cazzo", invece no parliamoci, perchè noi siamo persone che parlano con tizi del genere ma lasciano in mezzo al traffico il proprio migliore amico.   il "non sta bene" ha bisogno di altri messaggi per essere sviscerato, discusso, motivato... è "apparare", dimmi, il discutere con qualcuno della sanità mentale del tuo amico con un "lascialo stare, Salvo è particolare"??? Al paese mio è dare la ragione dei fessi, il mantenersi aperto il portone, il curarsi di propinare le beneamate pezze a colori, che mai dal tuo amico e complice ti aspetteresti... non per una scopata almeno!!! Quel tizio avrebbe potuto chiedere sia a me che a mia madre di scopare, chi glielo impedisce: sconosciuto è e sconosciuto tornerebbe ad essere. Una scopata non mi cambia la vita, ma questo è ormai un così è se vi pare... Dicevo, potrebbe provarci con me e mia madre, ma io mi aspetterei che a me come a mia madre quell'atteggiamento faccia schifo e in quel momento mi aspetterei che mia madre classificasse quella persona per ciò che è: uno squallido frocio tra i froci!!! Invece no, gli di deve permettere di darmi dello stronzo e continuare a parlarci con cortesia. Giusto no? Corretto no? Scontato no? E tutto è nato per una "semplice chattata alle 2 di notte" fatta tra uno che chatta malvolentieri anche coi suoi amici a volte e l'altro che usa internet solo per trovarsi un culo!!! Credibile no?
Ora prendi questo, aggiungici una serie di versioni distorte cambiate in corso d'opera: si me lo scoperei perchè no; no non gli ho dato corda; si hai ragione non mi sembra normale infatti gli ho detto di no; vabbè però che ti aspettavi; e un "ti sto apparando"... risulta irragionevole discuterne no? Salvatore sei un coglione a sospettare, sei assurdo. sei un coglione a chiedere scusa di aver detto di non fidarti perchè eri arrabbiato. Tu sei polemico, sei cattivo, sei insopportabile a volte: eppure non scappi puntualmente, non sbatti le porte, non agganci i telefoni, non mandi a fanculo. Parli, usi parole che pungono è , eppure cerchi d'essere diplomatico di risolvere...

EPPURE TU NON LA CHIUDI UNO SCHIFO D'AMICIZIA CON UN MESSAGGIO!!!


postato da: Mitsui alle ore 17:43 | link | commenti
categorie: amicizia, cazzo, gay , me stesso, il mio viaggio, condividere, vivere, male, froci, brutto, morale, io
giovedì, febbraio 21, 2008

gaffes

SOFFRO DI VENE VORTICOSE
DI FRONTE A QUESTE COSE RIMANGO PUTREFATTO
QUANDO MUOIO MI FACCIO CROMARE
BASTA! VI STATE COAGULANDO CONTRO DI ME!
ANCHE L'OCCHIO VA' DALLA SUA PARTE!
PRIMA DI OPERARMI MI FANNO UNA AUTOPSIA GENERALE
VORREI UNA MAGLIA CON IL COLLO A VOLPINO
DEVO ANDARE DALL'OTORINOLALINGUAIATRA
VORREI UNA POMATA PER L'IRPEF
SE LO SAPEVO GLIELO DIVO!
TU NON SEI PRORPIO UNO STERCO DI SANTO
TU L'HAI LETTO IL FU MATTIA BAZAR?
E' ANDATO A LAVORARE NEGLI EVIRATI ARABI
MIA NONNA HA IL MORBO DI PAKISTAN
SCENDI IL CANE CHE LO PISCIO
C'E' UNA PELURIA DI OPERAI
BEVIAMO UNA MAGNUM DI KRUGER
MI SONO FATTA UN LEASING AL VISO
SONO MOMENTANEAMENTE IN STAND-BIKE
USARE IL DDT FA DIVENTARE PIU' GRANDE IL BUCO DELL'ORZORO
A FORZA DI ANDARE DI CORPO MI SONO QUASI DISINTEGRATA
VERA' IN UFFICIO UNO STRAGISTA PER IL TIROCINIO
CHE LINGUA SI PARLA IN TURCHIA? IL TURCHESE
DA VICINO VEDO BENE. E' DA LONTANO CHE SONO LESBICA
E' INUTILE PIANGERE SUL LATTE MACCHIATO
SONO SEMPRE IO IL CAPPIO ESPIATIORIO
VORREI 100 GRAMMI DI PROSCIUTTO SENZA POLISTIROLO
VORREI UN GELATO SINTETICO HO IL DIABETE (DETTA DA MIO PADRE)
CHE BELLO HAI COMPRATO IL MATERASSO ALL'ASTICE (DETTA DA MIA MADRE)


postato da: Mitsui alle ore 15:17 | link | commenti
categorie: web , risate, barzellette
mercoledì, febbraio 13, 2008

L'amicizia

body partmani 2friendL´amicizia cancellata ai tempi di Internet

Quando all´amicizia si chiede lealtà vuol dire che già l´ombra di un tacito contratto impoverisce la magia di questa parola già troppo abusata per catalogare amori che non si vogliono svelare, rapporti coniugali resi esangui dalla quotidianità, conoscenze utili a scambi di favori, relazioni ipocrite che un giorno possono rivelarsi vantaggiose. Nulla di più, ma soprattutto nulla che possa dare espressione a quel bisogno di immaginazione di cui si nutre l´anima quando nei fatti vuol trovare dei significati.

Nel dolore un argine, nella gioia una comunicazione, nella monotonia della ripetizione un lampo di novità.
Tutto ciò non è possibile nella solitudine dove il dolore dilaga e la gioia resta inespressa, e neppure nella gran massa che concede espressione solo all´applauso o allo slogan, ma unicamente nell´amicizia, dove la parola si fa affabulatoria, immaginifica, confidenziale, segreta e soprattutto fuoriesce dalla concretezza, come richiede il "sano realismo" degli uomini di poche parole, a cui non verrebbe mai in mente di chiedere alla luna "che ci fa in cielo" o a se stessi "che ci fanno qui sulla terra". In solitudine queste domande restano inespresse o soffocate. In mezzo alla gente che frequentiamo possono generare sospetto, perché troppo cariche di senso per poterlo esplorare in solitudine, e troppo fuori dall´usuale per poter essere accolte in pubblico come domande "serie".

Eppure sono queste le domande di cui si nutre l´anima, poco realistiche ma cariche di simbolismo, per dare spazio alle quali gli antichi Greci, accanto al singolare e al plurale, avevano inventato il "duale", che è lo spazio dell´amicizia, dove ogni parola che rinvia a un´eccedenza di senso non rischia di apparire folle, perché l´ascolto dell´amico non è solo un ascolto razionale, ma aperto a tutti gli sconfinamenti di senso, che è prerogativa del cuore.
Ma dove trovare il tempo?
Non è il tempo che ci manca, è la capacità di stare l´uno con l´altro in quella forma intermedia che non è la fusione dell´amore e neppure l´anonimato dei rapporti impersonali, è la capacità di muoverci in quella zona di confine tra le prescrizioni della ragione e quegli sprazzi di follia che di continuo attraversano la nostra anima e che solo l´amicizia sa accogliere.
Perché proibirci questo spazio? Tuteliamo l´amicizia. Forse è l´unico spazio che ci rimane per un residuo di sincerità, una sorta di riunificazione con noi stessi. A meno che ciascuno non sia diventato per se stesso il maggior ingombro da evitare, quando non da affogare con le cose da fare, per non trovarci mai a tu per tu con questo sconosciuto che lo sguardo accogliente dell´amico potrebbe incominciare a raccontare, a delinearne i contorni, a propiziarci l´incontro. È infatti la scoperta di noi quello che l´amicizia favorisce e propizia. Perché è con se stessi che bisogna essere leali, non necessariamente con il "vecchio amico".