Chi sono

Utente: Mitsui
Nome: LA GENTE MI CHIAMA IN VARI MODI, MA IL MIO NOME NON è LEGIONE... TRANQUILLI!!! A CHE VI SERVE JA!?!
E VOI CREDETE CHE TUTTO QUELLO CHE MI INTERESSA POSSA ESSERE RIASSUNTO QUA... A PARTE IL FATTO CHE SONO IN UNO STATO CONFUSIONARIO PERMANENTE E QUINDI è PRATICAMENTE IMPOSSIBILE POTERVI DIRE COSA MI INTERESSA: CI SONO COSE CHE AMO, MA NULLA MI VIETA DI ODIARLE A VOLTE... CI SONO COSE CHE SEGUO, MA NULLA MI VIETA DI CAMBIARE STRADA...

Commenti recenti

claudyakamoz in Sa di stelle &n...

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
lunedì, marzo 26, 2007

andare in bicicletta...

biciclette - ombre sul selciato

La vita è come andare in bicicletta, se vuoi stare in equilibrio devi muoverti!!!

Albert Einstein


lunedì, marzo 05, 2007

momenti felici

Trifoglio

Ci sono dei momenti precisissimi in cui ti rendi conto di quanto bene vuoi a qualcuno. Sono proprio degli istanti in cui realizzi. Ripensi ai difetti, alle discussioni, alle tante piccole cose che di quella persona ti fanno arrabbiare. Pensi anche ai tanti bei momenti passati insieme: alle vacanze, alle serata di bagordi, alle avventure, ai giri in macchina fatti di risate e giochi... ma nessuno di quei momenti risulta tanto chiaro come certi altri, come quegli attimi di cui parlavo prima.

A me è capitato di capire quanto bene posso volere al mio migliore amico guardando la faccia che fa quando ha fame e finalmente trova qualcosa di gustoso da azzannare. Beh, sono quelli i momenti in cui capisco di considerarlo la persona più meravigliosa che potesse capitarmi: mi scoppia il cuore e non posso fare altro che essere felice!!!

Felicità


giovedì, marzo 01, 2007

Camere separate

VicinanzaUna mia amica mi ha mandato questa mail...

È nella mia convinzione idealista, forse ingenua di studente di filosofia pensare che le parole, i libri, le idee possano cambiare il mondo, cambiare la vita delle persone, sovvertire gli ordini.

Il pensiero come azione!!

I libri rompono muri, le parole fanno cadere governi, le idee distruggono tradizioni millenarie.
È ingenuità pensare questo?
Certo, se il pensiero, il verbo e le idee non potessero nulla, se fossero così insignificanti perché perseguirli?
Perché far bere la cicuta a Socrate, imprigionare Campanella o bruciare Giordano Bruno?
La verità è che l'ordine costituito, la chiesa, lo stato, la società lo sanno! Sanno come i pensieri possano essere criminali pericolosi e come vadano direzionati censurati comprati se è necessario.

Questo brano di “Camere Separate” scritto da Tondelli che negli anni ottanta non immaginava di poter essere attuale nel 2007, mi ha fatto aprire gli occhi dopo una lunga cecità, mi ha svegliato dopo un lungo sonno.
Ho capito che significa legittimare un amore, dare un valore giuridico sociale ad una coppia. Questo è alla base di un paese civile, non progressista o laico, ma soltanto civile nella maniera più elementare.
E sempre nella mia condizione idealista e ingenua, credo che basti un brano di un libro per far cambiare le cose. Ma la storia, le rivoluzioni sociali hanno un altro tempo e ancora molto inchiostro molte parole e molti pensieri servono prima di poter muovere la macchina delle rivoluzioni sociali.

Due uomini si amano uno dei due sta morendo.

<<...Leo non si sarebbe mai aspettato di trovarlo così sfiancato. Dimagrito in modo osceno, quasi mummificato.
Il volto scavato, tirato sugli zigomi.......Del Thomas che ha conosciuto restano solo gli occhi, se possibile ancora più grandi più larghi, più neri. Sono due buchi neri spalancati sul volto e che sembrano ossessivamente ripetere una sola cosa: ”Non posso credere che stai succedendo proprio a me “......
<< Ho avuto paura di morire >> sussurra Thomas guardando fisso davanti a se...
<<Tu stai bene vero?>>…..Leo è imbarazzato per la propria integrità fisica. Vorrebbe dire, no, non sto per niente bene amore, ma capisce che deve essere coraggioso.......
Allora sente il bisogno di toccarlo in modo diverso. Gli scopre le gambe le accarezza lentamente...
Il padre rientra.
Leo capisce che deve andarsene. Thomas è restituito, nel momento finale, alla famiglia, alle stesse persone che l'hanno fatto nascere e che ora, con il cuore devastato dalla sofferenza, stanno cercando di aiutarlo a morire. Non c'è posto per lui in questa ricomposizione parentale.
Lui non ha sposato Thomas, non ha avuto figli con lui, nessuno dei due porta per l'anagrafe il nome dell'altro e non c'è un solo registro canonico sulla faccia della terra su cui siano vergate le firme dei testimoni della loro unione.
Eppure per oltre sei anni si sono amati con passione, hanno vissuto insieme...Hanno scritto insieme,hanno suonato, hanno ballato. Si sono azzuffati, si sono strapazzati, anche odiati. Si sono amati. Ma è come se improvvisamente, accanto a quel letto di agonia, Leo si rendesse conto di aver vissuto non una grande storia d'amore , ma una piccola avventura di collegio. Come se gli dicessero vi siete divertiti e questuo va bene. Ma qui stiamo combattendo per la vita. Qui la vita è in gioco. E noi un padre, una madre, un figlio siamo le figure reali della vita.
Leo sente allora l'incertezza della propria vita abissalmente separata dai grandi accadimenti del vivere e del morire. Come se avesse sempre vissuto in una zona separata della società.
Come se il suo star male al mondo, o il suo essere felice, il suo vagabondare, tutto si fosse svolto su un palcoscenico. Ora finiva la rappresentazione.
I padri e le madri, la chiesa, lo stato, gli uffici d’anagrafe ristabilivano il loro possesso. Riordinavano, seppellivano, consegnavano tutto alla polvere azzerante degli archivi. Tutto meno l’insignificante dolore di un ragazzo estraneo.
Leo strinse la mano al padre di Thomas. Se Thomas avesse raggiunto cinquant’anni sarebbe diventato così…..Ma Thomas sta morendo. A venticinque anni. E lui, Leo, Che ha solo quattro anni più di lui, si ritrova vedovo di un compagno che è come se non avesse mai avuto; e, a proposito del quale, non esiste nemmeno una parola, in nessun vocabolario umano, che possa definire chi per lui è stato non un marito, non una moglie, non un amante, non solamente un compagno ma la parte essenziale di un nuovo e comune destino.>>

-------------------------------------------------------------------

E' molto bella, non posso dire altro...
 
E' molto bello ciò che scrivi sulle idee, lo condivido a pieno... ed è per questo che mi arrabbio tanto quando mi si impedisce di parlare. quando si classifica come superfluo ciò che dico... le persone non dovrebbero mai smettere di parlare e se non sono udite dovrebbero sapere urlare!
 
Io penso che le parole, a noi che possiamo capirle, facciano un gran bene... eppure c'è sempre bisogno dei fatti! Quei fatti sono le piccole responsabili rivoluzioni che ognuno di noi deve saper fare nel proprio piccolo. Non basta avere un amico gay, non basta divertirsi con loro... aiuta sicuramente. rende normale il tutto, lo rende orecchiabile.
La comprensione va bene, ma oggi occorre soprattutto CONDIVISIONE!
Come ti sentiresti tu se tutto il tuo modo di vivere, o buona parte di esso, dipendesse sempre e solo dalla benevolenza altrui? Come ti sentiresti se quella fragile benevolenza rischiasse d'esserti portata via ad ogni momento? Non dico che debba succedere, ma per molti di noi è tremendo anche il solo pensare alla possibilità che possa succedere; e succede, credimi!!! Come ci si deve sentire se poter stare vicino a un proprio caro, in casi estremi come la malattia, debba dipendere dall’arbitrarietà di qualcuno che è legittimato dallo stato a decidere. Il senso di impotenza deve essere struggente, credo.
 
Tu mi hai parlato di questo libro e lo leggerò, io una volta ho visto un film animato: “La città incantata”. Ha fatto il giro del mondo e ha vinto molti premi. Tutto il suo tema è basato sull'importanza di dare un nome alle cose... solo il nome rende legittimi, solo il nome ti da diritto d'esistenza. Se perdi il nome, vieni inghiottito da un mondo fantastico e perdi te stesso, la tua memoria, le tue radici... il senso della tua esistenza, insomma!
 
Beh, prova a pensare come ti sentiresti se tutto quello che sei, o buona parte, venisse pronunciato sottovoce; se tutto quello che ti legittima dipendesse dalla volontà altrui; se tutto quello che ti riguarda non riesce nemmeno a far parte di un vocabolario. Se il tuo condividere un patto sociale dovesse solo comprendere la legittimità a non essere pestato per strada.
 
Io molto spesso mi sento insabbiato. Sradicato. Senza senso... molti si sentono così?!?
 
Un bacio, riflettici!!!