Burattino...
Fingo di star bene per poi cedere nello sconforto alla prima occasione... finisco sempre più col compatirmi. Frasi fatte tinte di colori tristi e scofortanti. Gli occhi di chi mi guarda si tingono di compassione altrettanto velocemnte quanto i miei si velano di lacrime.
Al posto del volto che avrei voluto disegnare su me stesso finisce per trasparire il nudo legno di ciò che la mia mente e il mio cuore fanno di me: Un burattino.
Lascio che si giochi con me e una parte di me ne è contenta. E' l'unico modo che ho per averlo vicino... poi speranza. Frose un giorno smetterà d'essere sazio di me e finirà col volermi ancora e ancora e ancora...
Permetto alle cose che dico di parlare solo d'altri... la stima che mi merito è l'ultima a colpire i miei pensieri... L'angoscia di un messaggio ricevuto in piena notte, la volonta di quel qualcuno di voler giocare con te, forse nemmeno se ne accorge. Azioni senza senso, frasi senza ragione. Non voglio darla vinta a chi mi vorrebbe solo un maledetto burattino!

Ho incrociato me stesso durante un viaggio: non mi sono piaciuto!
Credo di aver perso il contatto con le cose, mi sono dissociato dal vivere come si deve l'unica vita che mi è stata data... il male di vivere fa anche questo. C'è chi mi ha detto che non sono depresso, che considerarsi tali è solo un modo per piacere di più a me stesso. Forse è vero anche questo... forse lo è solo in parte. Settanta chilometri di lacrime amare non sono bastati a togliermi quel groppone dal petto. A me che non piango mai, o almeno credevo di non riuscire a piangere nemmeno per cose importanti come la morte... e invece dono le mie lacrime a qualcuno che di me non sa che farsene. Ancora una volta la mia mente ci va di mezzo: sono troppo complicato per interessare veramnte a qualcuno... la banalità mi darebbe tutta la velleità che mi manca, ma non mi hanno spiegato dove poterla acquistare all'ingrosso.
Essere messi da parte perchè si è troppo, comincia a stancarmi. L'apogeo del incostanza diventa la mia nemesi... e tutto quello che mi circonda mi interessa sempre meno... il mio cuore batte sempre meno per quello che vorrei ottenere. Conduco i giochi, ma sono qui da solo a contare le impercettibili tacchette sulla carta che avvolge la mia sigaretta, che da sola si consuma, troppo stanco per fumarla... Basterebbe e sarebbe bastata una sola parola. Stringersi. Fidarsi. Volerci provare a farlo diventare un SI, senza arginare continuamente quel NO. Un'altra svolta, un'altra pista senza traccia... Non lasciar traccia diventa il light-motive della mia più immediata esistenza; ma dove si impara a svoltare tanto facilmente?
Questa rete pullula di Blog, va tutto troppo di fretta per permettere alla gente di soffermarsi tra le mie righe. Molti di voi nemmeno capirebbero che cosa voglio dire, che cosa sto dicendo... ma sapete quale è la cosa più assurda? E' che l'unica persona che dovrebbe capire quello che sto scrivendo qua non ha alcuna voglia di farlo... semplicemente e crudelmente non sa che farsene di quel che dico... quel che penso... quel che sono!