Wow siamo finalmente giunti alla fine !!!
Beh è vero questo anno non è stato particolarmente bello... pensandoci è stato proprio brutto ... ma non voglio parlare di questo, ormai è passato, quindi che vada al diavolo !!! Cresciuti lo siamo tutti, si vede. Ognuno ha le sue somme da tirare, chi più e chi meno, ognuno esce in saldo, in positivo o in negativo, ma alla fine ognuno di noi deve essere grato a qualcuno o a qualcosa. Io so di dover essere grato a molti e chi deve saprà leggere in questo post un pensiero rivolto a se. Ma non mi va di ringraziare solo quelli che mi hanno fatto bene, e vi assicuro che non sono pochissimi; mi va di ringraziare anche quelli che mi hanno fatto male, anzi soprattutto quelli, perchè, tanto per citare Nietzche, " tutto quello che non ci uccide ci rende più forti". Ebbene io mi sento più forte, perchè di male ne ho avuto tanto e se c'è qualcuno che devo ringraziare più di ogni altro per essere quello che sento d'essere ora e per la mia volontà di crescere e diventare migliore, beh non posso fare altro che rendere infinitamente grazie a me stesso !!! Quindi vi lascio augurandovi veramente tanta gioia, successo e serenità ... ma augurandola soprattutto a me stesso... la felicità , quella, lasciamo che ci capiti !!!
... Aprì piano piano la porta della camera. Elianto dormiva, con tutte le coperte all'aria, il volto sudato. Satagius lo coprì con delicatezza. Gli posò una mano sulla fronte e la sentì bruciare. E in questo gesto si sentì simile a tanti. A chi aveva già provato quel dolore. Tanti, donne e uomini, con la mano su una fronte che scotta, e tutto il resto non conta più.
Satagius vide che il cassetto del comodino era aperto: dentro c'erano una conchiglia fossile, due soldatini, un foglio con una mappa colorata. A quell'età soltanto esistono i tesori ! Il respiro di Elianto era regolare. Forse dormiva, o fingeva di dormire.
-Strano ragazzo- disse a bassa voce Satagius -sembra che solo la luna ti dia un pò di forze, che la luce del sole sia troppo forte per te, che tu abbia bisogno di riceverla filtrata, depurata, placata. La luna, amica dei solitari. Io la conosco bene: anch'io ero come te, stregato dai copioni deliranti dell'instancabile drammaturgo nascosto nel mio ipotalamo. Anch'io ero preda di quelle strane reazioni chimico-neuronali, di quelle dissipazioni di potenziale elettrico che vengono chiamate sogni. Vorrei tanto che attraverso questa mano la tua malattia arrivasse a me, e tu ne fossi liberato. Anche se a volte penso che sarebbe meglio che il tuo viaggio finisse qui, finché credi ai tesori. Prima di accorgerti che la tu aparte migliore non interessa a nessuno...
Vi starete chiedendo cosa c'entra tutto questo. beh questo passo di Stefano Benni, tratto dal romanzo Elianto, mi ha colpito molto... sembra parlare di me ...